Digital Health

Le aziende del farmaco guidano la trasformazione digitale

Nel mese di ottobre si è concluso a Milano il premio AboutPharma Digital Awards . Ho avuto il piacere di essere uno dei componenti della giuria tecnica che ha valutato i progetti e dunque ho avuto anche l’onere di leggere, valutare e giudicare tutti i progetti presentati, avendo quindi un punto di vista forse unico su quello che le aziende e gli operatori del settore stanno facendo in questo campo. 139 progetti presentati da ben 60 soggetti partecipanti fra aziende, istituzioni e associazioni (non ci sono dati economici ma certamente l’impegno economico di queste aziende rappresenta uno dei maggiori investimenti complessivi nel panorama del italiano).

I Digital Awards rappresentano uno dei premi più ambiti per i progetti che valorizzano le leve del DIGITAL a supporto di Pazienti, Medici, Farmacisti, Responsabili della programmazione sanitaria, ed Industrie del settore. L’edizione di quest’anno si è basata su una valutazione dei progetti che ha rappresenta un ulteriore affinamento dei criteri rispetto alle scorse edizioni ed è basato sulle “tre I” (Innovate, Implement, Impact). Erano ammessi al Premio tutti i progetti DIGITAL (incluse app e altri progetti di Mobile Health, siti internet, Wearable Devices, Gaming, creazione ed implementazione di Social network specifici etc.) ideati e/o sviluppati da:

  • Industrie Farmaceutiche e Consumer Health
  • Produttori di dispositivi medici
  • Pubbliche amministrazioni sanitarie
  • Centri di ricerca e Università
  • Associazioni di pazienti
  • Software Companies start up e agenzie di comunicazione

Siamo stati chiamati a valutare i progetti in gara non solo in base alla loro capacità di impattare sulla qualità di vita dei pazienti (Impact), ma anche sul loro coefficiente di reale innovazione (Innovate) e sulla loro effettiva implementazione (Implement), cioè sulla loro concreta fruibilità e sul loro inserimento in un ecosistema di servizi e prodotti in grado di garantire ai pazienti – come sempre al centro dei Digital Awards – un’effettiva utilità all’interno del percorso di diagnosi e di cura.

Le categorie in cui i progetti sono stati classificati:

  1. PROGETTI RIVOLTI AI PAZIENTI
    1. Progetti di prevenzione delle patologie
    2. Progetti per il miglioramento della qualità della vita e dell’aderenza alle terapie
    3. Progetti di empowerment (attraverso siti web, app, gaming, social marketing e strumenti vari di comunicazione)
  2. PROGETTI RIVOLTI A MEDICI E INFERMIERI (HCP)
    1. Progetti che supportino l’attività dei Medici, Infermieri e Operatori Sanitari nella professione
  3. PROGETTI RIVOLTI ALLE FARMACIE
    1. Progetti che aiutino i farmacisti (territoriali e/o ospedalieri) nella professione
  4. PROGETTI INTERNI ALLE INDUSTRIE LIFE SCIENCE
    1. Progetti di engagement e di digitalizzazione del team aziendale
    2. Progetti di Marketing nell’Healthcare
  5. PROGETTI RIVOLTI ALLE ISTITUZIONI E PAYORS
    1. Progetti di miglioramento dell’organizzazione e dei processi dell’offerta sanitaria
  6. CATEGORIE SPECIALI
    1. Miglior progetto sviluppato da istituzioni o associazioni di pazienti
    2. Best Digital Company
    3. Progetto più votato dal web

Sei aziende quest’anno si sono qualificate per partecipare al premio Best Digital: Abbvie, GlaxoSmithKline, MSD, Novartis, Pfizer e Sanofi, in una competizione che dimostra l’impegno di numerose imprese. MSD Italia si è confermata “Best Digital Company” nel panorama dell’Healthcare italiano, seguita da Novartis e Pfizer.

Tantissime sono state le “new entry” e le conferme fra i vincitori delle diverse categorie, a riprova di un grande fermento, sul fronte del ‘digital’, da parte dei player dell’healthcare: fra i “progetti di prevenzione delle patologie”, Zombies Attack di Imaginary S.r.l. si è aggiudicato il primo posto; nella categoria “progetti di empowerment” primo Accu-check Connect di Roche Diabetes Care Italia; fra i “progetti per il miglioramento della qualità della vita e dell’aderenza alle terapie” ha vinto I-neb insight online di Zambon; per “progetti a supporto dell’attività di medici, infermieri e operatori sanitari” vincitore Novartis Pharmaceutical con Air Smart e per “progetti a supporto dei farmacisti” in cima alla classifica Farmacia 3.0 – L’evoluzione della farmacia per il cittadino.

Nella categoria “progetti di miglioramento dell’organizzazione e dei processi dell’offerta sanitaria” ha vinto MSD con la Soluzione di Digital Health per la gestione del paziente cronico; Eli Lilly, con Lilly Digital Trip, si è aggiudicata la piazza d’onore fra i “progetti di engagement e digitalizzazione del team aziendale” mentre per “progetti di Marketing nell’Healthcare”, vittoria per GlaxoSmithKline con Multichannel Customer JourneyMSD, con MSD Salute, si è aggiudicata il premio riservato al “progetto più votato dal web”.

Nella categoria riservata alle istituzioni e alle associazioni di pazienti, la vittoria per il miglior premio digitale è andata ad Almar Onlus – Associazione Laziale Malati Reumatici.

Perché credo che le aziende del farmaco possano essere un punto chiave per guidare la trasformazione digitale? In primis per gli investimenti che da sempre le aziende fanno nel settore, investimenti che hanno subito un importante cambio di direzione, perché la rivoluzione digitale sta avendo effetti importantissimi nel mondo del farmaco, per medici e per pazienti e le aziende farmaceutiche debbono rispondere adeguatamente per non perdere il mercato.

Come detto anche da McKinsey & Company in un articolo del dicembre 2015 How pharma can win in a digital world : sono in atto cambiamenti drammatici nei ruoli e le dinamiche degli stakeholders sanitari tradizionali, che hanno implicazioni fondamentali per le aziende farmaceutiche. La rivoluzione digitale ha generato una rivoluzione dei consumi simboleggiata da una crescente richiesta di connessione e informazioni. I consumatori con nuovi strumenti tecnologici stanno diventando sempre più attivi e di auto-direttivi, il che cambia le loro interazioni con i fornitori, payers e aziende farmaceutiche. Di conseguenza comportamenti nuovi e sconosciuti potranno influenzare il business farmaceutico in modo decisivo:

  1. i pazienti stanno diventando più che semplici destinatari passivi di terapie. “Il sistema delle cure sarà guidato più dai consumatori che dai medici, con i pazienti che andranno sempre più dai propri medici con maggiori informazioni, con parametri vitali misurati in casa, e arriveranno con un parere informato su come dovrebbero essere trattati,” dice il Dott Bertalan Mesko, autore di My Health: Upgraded (Webicina, September 2015) and The Guide to the Future of Medicine (Webicina, 2014). Dan Goldsmith, chief strategy officer di Veeva Systems, estende ulteriormente l’idea. “Nei prossimi tre-cinque anni”, dice Goldsmith, “invece di avere pazienti semplicemente più informati e più curiosi, essi sapranno progettare attivamente il trattamento terapeutico e trattare l’approccio ai propri problemi con i loro medici.
  2. Poiché i pazienti assumono un maggior controllo sulla propria salute, comprese le terapie che assumono, le aziende farmaceutiche devono riconoscere questo nuovo potere decisionale e sviluppare i modi migliori per coinvolgerli. Non è facile. Li Ma, vice presidente della strategia e gli investimenti in Alibaba Salute Information Technology, dice che “molti nel settore del farmaco stanno cercando di coinvolgere i pazienti. Ma è difficile perché spesso non sanno esattamente chi sono i loro pazienti e non riescono a capire con chiarezza come coinvolgere i propri pazienti
  3. Alcune aziende farmaceutiche già riconoscono l’importanza crescente del collegamento con i pazienti e stanno facendo qualcosa al riguardo. Come dice il direttore della customer experience in una società farmaceutica leader di mercato, “Utilizziamo approcci diversi, a seconda del target di riferimento, per raggiungere i pazienti in un certo numero di canali che si riferiscono specificamente alle loro preferenze. Osserviamo il comportamento del paziente tramite le comunità online, partecipiamo a dialoghi nelle comunità di ricerca, osserviamo le interazioni medico-paziente e utilizziamo metodi quantitativi per analizzare le tendenze e modulare il messaggio informativo al meglio per coinvolgere il paziente

 

Sergio Pillon

Sergio Pillon

Ho iniziato come ricercatore CNR, Telemedicine e Malattie Vascolari, ricerche scientifiche e tecnologiche in ambienti estremi, dall’ Antartide, dalla base dell’Everest, sotto il mare. Dal 1990 angiologo del san Camillo di Roma, dal 2008 al 2015 direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Telemedicina, oggi in attesa del completamento della riorganizzazione aziendale. Dal 2006 direttore medico del Centro Internazionale Radio Medico, CIRM, uno de piu’ antichi (dal 1936 , quando si chiamava radiomedicina) ed importanti centri di Telemedicina al mondo, Telemedicine Maritime Assistance Service (TMAS) nazionale italiano. Co-fondatore e past vice-president della Società Italiana di Telemedicina, SIT. Dal 2014 co-fondatore e presidente dell’Osservatorio Nazionale della Sanità Elettronica e Telemedicina, ONSET, nominato dal’on Ministro Lorenzin coordinatore della commissione paritetica della conferenza stato-regioni per la governance dell’attuazione delle linee di indirizzo nazionali per la telemedicina, di cui sono stato uno dei principali estensori.

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