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Quali informazioni cercare attraverso la Grey Literature?

Quando si parla di viene alla mente, come prima cosa, una query su un qualche motore di ricerca, magari limitandosi al solito unico, grande, eccelso servizio fornito dalla grande G.

E’ bene invece ricordare che le indagini OSINT si basano su qualunque tipo di fonte aperta, ovvero qualsiasi fonte pubblica di informazioni liberamente accessibile.

Sono quindi fonti utilizzabili interviste, video, foto, articoli di giornale, libri, riviste come pure quella parte del web che i motori di ricerca non indicizzano e che viene indicata come “Deep Web”.

E fin qui nulla di nuovo. Ovviamente può essere più semplice effettuare ricerche su internet che non nel mondo reale, tanto più che buona parte del mondo reale è anche riversato, in un modo o nell’altro, su internet. Penso ad esempio ad articoli, libri, trasmissioni televisive e quant’altro anche se in questi casi internet è da considerare più come un mezzo per raggiungere la fonte che come “fonte primaria”.

In questo articolo vorrei però accennare ad una fonte che spesso non viene considerata per il suo potenziale valore, specialmente per alcuni tipo di analisi, ricerche o indagini che siano: parlo di quelle pubblicazioni che non sono indirizzate al grande pubblico ma per loro stessa natura hanno un ambito di diffusione ristretto e ben definito.

Il termine tecnico è “” e la definizione ufficiale è quella inizialmente proposta durante la Third International Conference on Grey Literature svoltasi nel 1997 in Lussemburgo, dalla quale con successive modifiche si è giunti alla definizione accettata durante l’ottava conferenza internazionale svoltasi nel 2006 a New Orleans che è la seguente:

“Informazione prodotta a livello governativo, accademico o industriale, in formato elettronico e cartaceo, non controllata dall’editoria commerciale, cioè da organismi o enti produttori la cui attività principale non sia quella editoriale.”

In base a questa descrizione, quali tipi di documenti potrebbero rientrare nella definizione di Grey Literature? Dove potremmo trovare questi documenti? Che dati potremmo trovare e che utilità potrebbero avere in una indagine OSINT?

Partiamo dall’inizio, analizzando la definizione che abbiamo visto.

Come tutte le fonti OSINT, anche le fonti Grey Literature sono aperte ed acquisibili legalmente ma possono non essere conosciute da tutti. Spesso sono accessibili solo tramite canali specializzati.

Esempi di Grey Literature possono essere tesi di laurea, brevetti, relazioni scientifiche, rapporti tecnici, verbali, analisi di mercato, atti di congressi, programmi di manifestazioni, manuali utente, bilanci aziendali, notiziari interni o di associazioni, e l’elenco potrebbe essere ancora lungo.

Ad esempio, dovendo fare un’analisi su di una azienda si potrebbe provare ad analizzare il manuale utente di qualche prodotto alla ricerca di informazioni utili.

Quali informazioni?

Brevetti, date di produzione, copyright, luogo dove è stato stampato il manuale, luogo dove è stato realizzato il prodotto, lingue utilizzate, warnings, note legali, l’editore che ha stampato il manuale, ecc. sono alcune delle tante informazioni che messe insieme ad altre possono dare un quadro più preciso del soggetto dell’indagine. Potrebbe essere utile analizzare anche il bilancio societario che alcune tipologie di società sono obbligate a depositare presso il registro imprese e che per legge può essere consultato da chiunque.

In base al tipo di indagine ed al soggetto dell’indagine  si può  individuare una specifica  tipologia di documenti definibili come “Grey Literature” verso i quali indirizzare la ricerca di informazioni. Di un soggetto che sappiamo essere laureato si può tentare di individuare la tesi consultando il sito dell’università presso cui è stata discussa la tesi di laurea ma anche gli archivi nazionali istituiti presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze nel caso ne sia stato effettuato il deposito legale.

Effettuare ricerca sulla Grey Literature comporta alcune difficoltà rispetto alle fonti tradizionali. Abbiamo detto prima che spesso la “Grey Literature” è accessibile attraverso canali specifici e questo fa sì che sia più difficile reperire documenti utili. Anche il fatto che potrebbero essere in formato non elettronico, rendendone difficile l’analisi od in formati non standard che non consentono una facile indicizzazione aggiunge ulteriori ostacoli.

Nonostante queste difficoltà, la Grey Literature ha notevole importanza, ad esempio perché spesso i documenti vengono prodotti da una fonte primaria o direttamente dal soggetto stesso dell’indagine. Lo stesso numero dei link che si trovano sull’argomento (provate ad esempio  in italiano “letteratura grigia”) dimostra l’interesse per la Grey Literature non solamente in relazione ad OSINT ma in numerosi altri campi, a  partire da quello scientifico fino a quello aziendale per non parlare di quello informatico.

E per saperne di più…

http://greynet.org/greysourceindex.html
http://www.opengrey.eu/
http://csulb.libguides.com/graylit
http://www.scoop.it/t/grey-literature?q=grey+literature

Paolo Giardini

Paolo Giardini

Paolo “aspy” Giardini, direttore di OPSI, Osservatorio Nazionale Privacy e Sicurezza Informatica, organo di AIP (Associazione Informatici Professionisti, per la quale ricopre anche l’incarico di Privacy Officer) si occupa da oltre venti anni di Sicurezza Informatica, Privacy, Computer Forensics ed Open Source, svolgendo attività di analisi e consulenza e tenendo corsi e seminari in Italia ed all’estero.
Svolge attività di Consulente Tecnico di parte (CTP) e di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) presso diverse Procure della Repubblica e Tribunali. Nel tempo libero si dedica alla organizzazione dell’hacker game che ha creato, “CAT – Cracca Al Tesoro”.

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