Visions

Creatività artificiale e viaggi dell’immaginazione

I viaggi straordinari di Jules Verne, raccolgono 56 romanzi che sono stati scritti e pubblicati dal grande scrittore francese, precursore del genere fantascientifico. La raccolta è stata completata dal figlio Michel Verne, che ha fatto pubblicare altri titoli, per un totale di 62 romanzi e 18 novelle.  Il , la proiezione verso il futuro e la tecnologia hanno caratterizzato le tematiche di Verne. Ancora oggi questi tre temi sono strettamente legati. Il filo conduttore dell’opera verniana è l’immaginazione, la capacità umana di visualizzare e di prevedere un futuro incerto ed in evoluzione, ma anche di indicare una direzione percorribile o un obiettivo da raggiungere. Immaginare significa creare mondi diversi alternativi e universi futuribili. E’ una facoltà che permette alla nostra coscienza di creare un’immagine mentale di ciò che non è presente né visibile in quel momento. Sappiamo che la nostra mente è limitata e ricorriamo sovente alla fantasia per comprendere il mondo che ci circonda e per visualizzare il futuro che è sempre immaginato, ma anche per anticipare un’esperienza di viaggio.

La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.
(Albert Einstein)

Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte.
(Edgar Allan Poe)

Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna. Se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola. Ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.
(Kahlil Gibran)

Dal Golem all’

Una delle fantasie ricorrenti dell’uomo è stata fin dai tempi del Golem, il tentativo di dare vita ad una creatura in grado di svolgere mansioni poco piacevoli, per potersi dedicare ad attività più creative e gratificanti. “Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza della Qabbalah, e in particolare dei poteri legati ai nomi di Dio, può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti”.

Il mito del Golem si è trasfigurato in epoca più recente nel robot,  termine che “trae origine dalla parola ceca robota, che significa lavoro pesante, a propria volta derivata dall’antico slavo ecclesiastico rabota, servitù, per definire una qualsiasi macchina (di forma più o meno antropomorfa) in grado di svolgere, più o meno indipendentemente un lavoro al posto dell’uomo, utilizzando processi di intelligenza artificiale.”

ll termine robot viene usato per indicare un essere artificiale, un automa o androide, che replichi e somigli ad un animale (reale o immaginario) o ad un uomo. Il termine ha finito per essere applicato a molte macchine che sostituiscono direttamente un umano o un animale, nel lavoro o nel gioco. In questo modo, un robot può essere visto come un tentativo di biomimica. L’antropomorfismo è forse ciò che ci rende così riluttanti a riferirci ad una moderna e complessa lavatrice, come a un robot. Comunque, nella comprensione moderna, il termine implica un grado di autonomia che escluderebbe molte macchine automatiche dal venire chiamate robot. Si tratta di una ricerca per robot sempre più autonomi, il che è il maggiore obiettivo della ricerca robotica e il motivo che guida gran parte del lavoro sull’intelligenza artificialeL’intelligenza artificiale può essere definita “l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana”.  (Fonte: Wikipedia)

Ma è davvero possibile creare una macchina che pensi come l’uomo e che sia in grado di creare?

  • Strangelove: Se possiamo creare una macchina che fa algebra avanzata, perché non possiamo crearne una che pensa come un uomo? […] Credo che la creazione di un essere intelligente con le proprie mani sia uno dei sogni più antichi dell’umanità.
  • Snake: Allora l’Intelligenza Artificiale è un prodotto dei sogni della gente.
  • Strangelove: Non solo l’IA. La civiltà stessa fa parte di un processo nel quale l’umanità dà forma ai propri sogni. Ma non tutti i sogni sono piacevoli. C’è chi ha espresso paure sulla “intelligenza non umana”.
  • Strangelove: Sempre più sistemi d’IA si stanno specializzando nel processare informazioni in massa, senza intelligenza, pensiero o emozioni umane. Una macchina che non ha una propria individualità, ma che si comporta come un collettivo, esibendo le qualità di una società.
  • Snake: Come un alveare?
  • Strangelove: Sì. Aggrega i dati raccolti dagli individui e determina come agirebbe un gruppo, proprio come le api che viaggiano fra l’alveare e i fiori. La chiave per raggiungere questo sarà la creazione di una rete di IA.

( Fonte: Metal Gear Solid: Peace Walker)

Il lettore più attento si sarà accorto che la parte iniziale di questo articolo è stata elaborata attraverso un processo di “taglia e incolla” di elementi tratti da Wikipedia. Questo esperimento mi è servito per introdurre il tema della artificiale, ovvero l’arte e la capacità di una macchina di creare un artefatto o un’opera considerata creativa o di supportare e aumentare la creatività umana con mezzi artificiali (creatività aumentata).

Può una macchina essere creativa?

Le tecnologie di intelligenza artificiale hanno già oggi la capacità di elaborare automaticamente una buona parte di questo articolo, combinando gli stessi elementi (chunk) che ho selezionato, attraverso un processo di “deep writing”.

Altre tecnologie, come i chatbot di ultima generazione, sono in grado di sostenere una conversazione che potremmo definire “intelligente”. Per rendere più “umana” questa interazione “tra uomo e macchina”, stanno assumendo nella Silicon Valley attori, registi scrittori per dare una personalità ed un carattere ai bot.

Si moltiplicano anche gli esperimenti di creazione di opere dell’ingegno, attraverso tecnologie di intelligenza artificiale. L’anno prossimo la Sony pubblicherà una raccolta di canzoni nello stile dei Beatles, utilizzando il sistema di intelligenza artificiale Flow Machines, che impara a comporre nuovi brani, attingendo da un database di canzoni che verrà arricchito nel tempo, analizzando stili, strutture melodiche e armoniche, arrangiamenti di uno specifico gruppo musicale per imitarne le sonorità. E’ possibile già oggi ascoltare un brano in puro stile Beatles, dal titolo Daddy’s Car.  L’intelligenza artificiale è stata applicata anche alla pittura nel progetto The Next Rembrandt, in cui un software ha analizzato 346 opere del maestro olandese e creato un autoritratto, riproducendo la sua tecnica pittorica, il suo uso del colore, la sua personale struttura della composizione, utilizzando per il progetto una stampante tridimensionale. Il risultato è la creazione di un’opera originale, ma interamente elaborata da una “macchina (computer generated art)”.

E’ possibile oggi creare pattern nel campo della pittura, ma anche  nel campo della moda e del design (evolutionary/continuous design)  ma ci sono stati anche esperimenti di creatività artificiale pubblicitaria. 

Anatomia della creatività artificiale

Esistono diverse forme di creatività generate da computer o da sistemi di intelligenza artificiale. Si parla di creatività combinatoria, quando vengono integrati diversi attributi partendo da idee già conosciute, attraverso l’elaborazione di pattern o di mashup che portano alla creazione di una nuova opera, ad esempio un brano musicale. Parliamo di creatività esplorativa, quando vengono generate nuove idee partendo da relazioni tra concetti già strutturati, attraverso l’ausilio ad esempio dei big data  per sviluppare nuove associazioni che permettono di dare vita ad una nuova opera. Facciamo invece riferimento al concetto di creatività trasformazionale, quando si isola un elemento di una struttura concettuale per trasformarlo, ingrandirlo, rimpicciolirlo, magnificarlo o sostituirlo con altri elementi, per dare origine ad una nuova opera.

Sono probabilmente queste le forme di creatività in cui l’intelligenza artificiale viene applicata oggi con maggiore successo. Rispetto all’uomo, le macchine dispongono di una quantità sempre maggiore di memoria e di una crescente capacità di calcolo. Le macchine sono anche in grado di selezionare analiticamente un ampio numero di idee sulla base di una funzione obiettivo preimpostata per prendere decisioni, come ad esempio accade nel gioco degli scacchi. I sistemi di intelligenza artificiale sono anche in grado di  isolare un concetto o di evidenziare incongruenze o anomalie rispetto ad una routine o di fare un collage di immagini che presentano una determinata caratteristica ( presenza di un oggetto, colore, dimensione ecc) .

Sono tutte forme per dirla con  Douglas R. Hofstadter, di meccanizzazione della creatività .

Holden: Avanti. Siediti.
Leon: Disturbo se parlo? Divento nervoso quando faccio i test.
Holden: Ti prego, non muoverti.
Leon: Ah, mi scusi… Ho già fatto un test per l’intelligenza, questi non li ho mai fatti…
Holden: I tempi di reazione sono importanti quindi ti prego, fai attenzione, devi rispondere rapidamente.
Leon: Certo.
Holden: 1187 Unterwasser.
Leon: È il mio albergo.
Holden: Cosa?
Leon: Dove abito.
Holden: È bello?
Leon: Si, certo, credo… Questo è già il test?
Holden: No, diciamo che è per scaldarti.
Leon: Umh… non è che sia di lusso…
Holden: Sei in un deserto, stai camminando sulla sabbia e all’improvviso…
Leon: Questo è già il test?
Holden: Si, sei in un deserto, stai camminando sulla sabbia e all’improvviso…
Leon: Quale?
Holden: Cosa?
Leon: Quale deserto?
Holden: Non ha importanza quale deserto, è del tutto ipotetico.
Leon: Com’è che mi ci trovo lì?
Holden: Magari sei infastidito o forse volevi stare per conto tuo, chi lo sa… Guardi in terra e vedi una testuggine Leon, arranca verso di te…
Leon: Testuggine? Che cos’è?
Holden: Sai cos’è una tartaruga?
Leon: Sicuro.
Holden: Stessa cosa.
Leon: Mai vista una testuggine… Però ho capito che intende.
Holden: Allunghi una mano e rovesci la testuggine sul dorso Leon.
Leon: Inventa lei le domande signor Holden? Oppure gliele scrivono?
Holden: La testuggine giace sul dorso, la sua pancia arrostisce al sole rovente, agita le zampe cercando di rigirarsi, ma non può. Non senza il tuo aiuto. Ma tu non la aiuti…
Leon: Come sarebbe non la aiuto !?!
Holden: Sarebbe che non la aiuti. Perché Leon? [Leon è innervosito] Sono solo domande Leon. In risposta al tuo quesito, c’è chi le scrive per me. È un test concepito per provocare una reazione emotiva… Continuiamo?
[Leon annuisce]
Holden: Descrivi con parole semplici solo le cose belle che ti vengono in mente: riguardo a tua madre.
Leon: Mia madre?
Holden: Si…
Leon: Sai che ti dico di mia madre? [Leon gli spara] ( Fonte: Blade Runner)

La macchina è in grado di prendere decisioni seguendo schemi generali, ma non è ancora in grado di compiere delle scelte in termini morali  o  creare connessioni inusuali per risolvere un problema in modo nuovo ed originale, immaginare ed esplorare nuove dimensioni, comunicare empaticamente emozioni profonde, creare relazioni di vicinanza con gli altri e avere il coraggio di rompere le regole del gioco intenzionalmente.  Un sistema di intelligenza artificiale solitamente rimane in un certo spazio predeterminato di possibilità, che può anche essere casuale,  ma che non arriva ancora ad esplorare in modo efficace nuovi spazi concettuali. Non possiamo prevedere se e quando questi limiti verranno superati.

Creare nuovi mondi attraverso il viaggio interiore

E’ il viaggio interiore, quello immaginato, che caratterizza l’espressione più alta di creatività umana. Lo spazio di confronto tra intelligenza naturale e quella artificiale si giocherà probabilmente sul terreno dell’immaginazione e della creazione di immaginari, che caratterizza proprio l’esperienza di viaggio.

“L’immaginazione è un ricordo senza memoria”, nasce dall’assenza,  si nutre talvolta del rifiuto di  una realtà ritenuta insopportabile o migliorabile, che porta ad esplorare nuove strade. E’ un prodotto della coscienza, si alimenta di speranze e di rimpianti, è fatta dello stesso materiale dei sogni, è una ricerca dell’altro e dell’altrove, ma è anche  una proiezione di sé in altri luoghi e in altri tempi vicini o lontani.

Ogni viaggio viene vissuto tre volte “quando lo si immagina, quando lo si vive e quando lo si ricorda”, permette di avere “occhi nuovi” ci fornisce stimoli per crescere e progredire. Crea connessioni con luoghi e con le persone, miscela magicamente familiarità e sorpresa, può essere atteso ma insolito.

Un sistema di intelligenza artificiale è in grado di scrivere racconti nello stile di Jules Verne, ma sarà mai in grado di creare nuovi mondi?

Il futuro del lavoro

Ci sono diversi laboratori che portano avanti il tema della ricerca sulla creatività artificiale, ma il dibattito sul futuro del lavoro e delle professioni e dei mestieri  è molto acceso. Quale sarà il ruolo delle persone nell’era della creatività artificiale? Sarà possibile immaginare un mercato del lavoro che contempli complementarietà senza prevaricazione da parte delle “macchine”?

Capacità di improvvisazione, elaborazione di soluzione originali all’interno dei paletti che la situazione impone (constraint), definizione di nuove grammatiche, elaborazione di nuovi punti di vista, adattamento empatico all’ambiente, intenzionalità, interpretazione, calibrazione dell’intensità espressiva, abilità di modulazione delle sfumature, sentimento caratterizzano le diverse forme di creatività umana ed è su questo fronte che occorre indirizzare lo sguardo per definire i nuovi contorni del lavoro delle persone, partendo da nuovi modelli educativi e dalla scuola.

Maurizio Goetz

Maurizio Goetz

Tourist Experience Designer, Progettista di Eco-sistemi turistici, Destination Manager e Innovatore nell’ambito della comunicazione.
Ha dedicato oltre vent’anni alla Comunicazione Digitale lavorando su tutti i mezzi digitali, per poi passare alla madre di tutti i media, il territorio, alternando l’attività di progettista dell’esperienza turistica per destinazioni, operatori turistici, sviluppatori immobiliari, imprese dell’entertainment, alla docenza universitaria su temi di frontiera.

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