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Anche la Casa Bianca indossa open source

La continua ad essere sempre più convinta e convincente su come poter utilizzare la tecnologia al fine di migliorare le attività del Governo in ottica di apertura e trasparenza.

 “Il Presidente è impegnato nel guidare gli Stati Uniti verso un governo digitale per il XXI secolo per migliorare la vita degli americani e stimolare l’innovazione attraverso un uso efficace della tecnologia. Dall’aiutare gli studenti e le famiglie a prendere decisioni più informate sulla selezione del college, alla modernizzazione del sistema di immigrazione del nostro Paese, passando per l’apertura di migliaia di dataset e archivi: attività che hanno portato a un ripensamento circa la modalità con cui le risorse ed i servizi del Governo dovrebbero essere erogati alla popolazione”. Con queste parole il Chief Information Officier (CIO) Tony Scott ha comunicato le nuove policy in tema di con il post pubblicato sul sito della Casa Bianca lo scorso 8 agosto.

Gli obiettivi del Governo americano

Già nel mese di marzo la Casa Bianca aveva pubblicato una prima informativa con la quale dettagliava l’intenzione di sviluppare e supportare l’utilizzo da parte del Governo di software open source. La novità di agosto riguarda infatti proprio il rilascio delle policy in merito ai codici sorgenti sviluppati dalle agenzie federali ovvero un insieme di regole che dovrebbero aiutare le agenzie governative ad essere più efficienti e collaborative tra loro in merito al codice che sviluppano o che viene sviluppato per supportare e gestire le proprie attività.

Dopo la consultazione pubblica sul tema – prosegue Scott – abbiamo deciso di mettere a disposizione per qualsiasi nuovo software sviluppato o personalizzato, da e per il Governo federale, il codice sorgente per la condivisione e il riutilizzo da parte di tutte le altre agenzie federali”.

Rendendo disponibile il codice sorgente per la condivisione e il riutilizzo tra agenzie federali, è possibile infatti evitare lo spreco di risorse come la duplicazione degli acquisti e promuovere l’innovazione e la collaborazione tra le stesse agenzie. In effetti ogni anno il Governo federale spende oltre 6 miliardi di dollari in acquisti e sviluppo di software di cui una rilevante quantità è un duplicato di soluzioni già esistenti sia all’interno di altre agenzie federali sia a livello commerciale. Inoltre l’apertura del codice alle menti più brillanti all’interno ed all’esterno del governo statunistense consentirà, secondo l’opinione del CIO della Casa Bianca, una migliore e più proficua collaborazione nello sviluppo di un codice più affidabile anche in termini di sicurezza, e in perfetta coerenza con la politica di lunga data del Governo federale in merito al rispetto della neutralità tecnologica, attraverso la quale si cerca di garantire che gli investimenti federali nel settore IT siano basati sulla meritocrazia ed efficienza delle soluzioni per il miglioramento dei servizi alla cittadinanza.

Aspetti interessanti della policy 

Oltre al supporto e implementazione dello sviluppo di OSS alcuni aspetti interessanti che meritano approfondimento sono la richiesta da parte del Governo del rispetto di standard aperti rispetto alle soluzioni adottate dalle singole agenzie per garantire e rendere effettiva ed efficiente l’interoperabilità dei sistemi e delle soluzioni informatiche (quella famosa interoperabilità che nel nostro Paese è stata messa in discussione con la recente riforma del CAD e sulla quale si sta discutendo in attesa del testo definitivo) e la richiesta di partecipazione attiva all’interno delle comunità open source. Infatti quando le agenzie federali o gli sviluppatori rilasceranno parti del codice sorgente in modalità aperta e pubblica lo dovranno fare in maniera tale da permetterne lo scambio e condivisione anche alle diverse comunità open source che potranno a loro volta riusare e modificare il codice.

Le agenzie federali dovranno seguire i seguenti principi:

  1. Partecipare e collaborare attivamente all’interno delle community per migliorare ed implementare il progetto;
  2. Partecipare allo sviluppo laddove possibile di buone pratiche e scambio di conoscenze e servizi legati al progetto;
  3. Adottare una regolare scheda di rilascio per uso pubblico;
  4. Considerare la possibilità di contribuire con ulteriore sviluppo di codice non limitato al proprio progetto;
  5. Collaborare e rilasciare una documentazione adeguata per facilitare l’uso e l’adozione del codice.

Il progetto pilota 

La Casa Bianca ha istituito a tal proposito un progetto pilota secondo il quale le agenzie federali avranno l’obbligo di rilasciare almeno il 20% del proprio nuovo codice sviluppato personalizzato come software open source per almeno 3 anni. L’iniziativa è in linea con la strategia digitale del Governo americano che spinge non solo alla collaborazione delle agenzie federali per la riduzione dei costi ma anche per promuovere maggiormente l’utilizzo e l’applicazione di formati standard che possano rendere uniformi e più facilmente consultabili le informazioni da parte degli utenti.

Attualmente sono stati già pubblicati i codici sorgenti delle seguenti piattaforme pubbliche:

  • We the People, un servizio della Casa bianca che semplifica l’interazione e la partecipazione degli americani per le petizioni da inviare al Governo. Il codice sorgente è disponbile come OSS;
  • College Scorecard, un sito web open per tutta la cittadinanza del Dipartimento dell’Educazione che fornisce strumenti gratuiti e aperti anche attraverso l’utilizzo di API per agevolare gli studenti in una scelta informata e consapevole in merito ai college o le univeristà da frequentare; Il repositori per i codici sorgente del sito e delle API sono consultabili tramite GitHub;
  • Memorandum del Dipartimento della Difesa (DOD). Già nel 2009 erano stati descritti i benefici del software open source per il settore della difesa come ad esempio una maggiore e migliore identificazione e eliminazione di bug che difficilmente sarebbero stati riconosciuti se il codice non fosse stato open.

Sviluppi futuri

Nei prossimi mesi la Casa Bianca lancerà il sito Code.gov il luogo in cui saranno pubblicati tutti i codici sorgenti open source rilasciati dalle agenzie. Inoltre la piattafomra servirà anche agli sviluppatori e alle aziende che sviluppano per gli apparati di governo al fine di implementare un riuso reale delle parti rilasciate in modalità aperta. Il sito metterà a disposizione in consultazione materiale aggiuntivo quali definizioni, metriche di valutazione, checklist, case study, modelli di contratto per incentivare anche le partnership pubblico-private nello sviluppo di soluzioni open. Grazie alle informazioni e ai dati aperti che saranno pubblicati sul sito la Casa Bianca, saranno trasparenti i costi degli acquisti IT che gravano sui fondi federali.

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice e Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 15 anni, con focus su: ICT e social media, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cambiamenti apportati dal digitale nel mondo del lavoro, competenze digitali, cyber harassment e cyber safety. Al suo attivo (italiano, francese e inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore innovazione e digitale: Tech Economy, Ingenium, Girl Geek Life.

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