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Equity Crowdfunding strumento di sostegno alla collettività

Che per le imprese italiane “puntare” sul digitale per essere competitive e consolidare il loro brand sia indispensabile è cosa risaputa. E sempre più spesso si vede affiancare alla parola “nuovo progetto” la voce . Ma cosa sono le piattaforme di questo tipo? E quali i risvolti fiscali e contabili comportano queste forme innovative di finanziamento?

Non c’è modo migliore che ricorrere al significato letterale del termine ovvero «trovare fondi attraverso la folla» che già di per se costituisce un’innovazione. Oggi si crea condivisione progettando idee grazie agli strumenti digitali, e grazie all’innovazione è possibile vedere realizzati i propri sogni. In un mondo in cui a fare i conti con la crisi sono soprattutto i giovani, il crowdfunding definito come un nuova forma di accesso al credito rappresenta un trampolino di lancio per i progetti di giovani e start-up che in altro modo non avrebbero potuto realizzare i loro sogni. Per trovare i soldi e finanziare un’idea che, almeno agli occhi di chi l’ha avuta, sembra buona, non si ricorre, quindi, ai canali tradizionali. I canali tradizionali, le banche che sempre più spesso negano l’accesso al credito a privati e piccole imprese, non sono più i protagonisti. Vero protagonista invece è la folla (crowd).Si tratta, in definitiva, di una nuova forma di economia dal basso, uno dei tanti ritrovati della sharing economy che di fronte alla crisi globale, si è rimboccata le maniche per trovare forme di finanziamento alternative.

Al crowdfunding, ovvero la raccolta fondi che avviene tramite portali online, nei quali vengono pubblicizzati i progetti da finanziare, si ricorre in genere per raccogliere fondi per campagne di beneficenza, per lo sviluppo di progetti creativi, per i micro-prestiti, per finanziamenti a start-up, o per l’avvio di progetti imprenditoriali.

Ci proponiamo di accompagnarvi in un viaggio, in più tempi, con l’obiettivo di approfondire gli argomenti e la normativa di riferimento, riportando poi delle case history che hanno ottenuto maggior successo.

L’ equity based crowd funding (dl 179/2012 conv. L. 17/12/2012 n. 221),  recentemente introdotto nell’ordinamento italiano con il Decreto Sviluppo, è invece quella metodologia che consente agli interessati non solo di finanziare un progetto, ma di investire nello stesso, diventando soci dell’imprenditore.

Finora i Paesi a muoversi sono stati pochi: in Inghilterra l’Fca sta ancora valutando come regolamentare la materia, mentre ad adottare una legislazione primaria sono stati solo Stati Uniti e Italia, entrambi in attesa dell’adozione di provvedimenti di natura regolamentare che diano attuazione alle leggi già in vigore. In Italia la Consob ha adottato il nuovo regolamento 26/6/2013 valido quindi solo per l’.

Il legislatore sembra aver infatti ignorato il concetto secondo il quale questa tipologia di raccolta dovrebbe puntare ad attirare tanti piccoli investitori: di fatto l’equity crowdfunding presuppone investitori di grandi dimensioni.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 dell’11/4/2016, il decreto del 25/2/2016 emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, con le modalità attuative degli incentivi fiscali per chi investe nelle start-up innovative, in riferimento al periodo di imposta 2016.

Le imprese, invece, possono dedurre dal reddito un importo pari al 20% dei conferimenti rilevanti effettuati, per un importo fino a 1,8 milioni. La percentuale sale al 25% nel caso di investimenti in startup a vocazione sociale, e al 27% per le aziende che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico. Le agevolazioni spettano fino a un ammontare complessivo dei conferimenti non superiore a 15 milioni per ciascuna startup innovativa. Alle persone fisiche è consentito detrarre dall’imposta lorda sul reddito un importo pari al 19% dei conferimenti rilevanti effettuati, fino ad un massimo di 500.000 euro. Qualora la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione dall’imposta.

E non finisce qui.

Paola Piscopello

Paola Piscopello

Dott. Commercialista-Revisore Legale

Membro e Docente Commissione Organizzazione Studi Professionali Ordine dei Dott. Commercialisti di Roma – Responsabile Redazione COSP Ordine dei Dott. Commercialisti di Roma. Consulente aziendale.

P.R. Manager. Marketing & Digital manager. Appassionata di Servizi Innovativi alle Imprese con particolare focus alla consulenza di comunicazione, marketing, progetti e procedure a favore di imprese.

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