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GIF animate for business?

Il modo migliore che conosco per interpretare le tendenze della rete è seguire i movimenti di chi della rete è il burattinaio. Twitter pochi giorni fa ha annunciato che d’ora in poi le animate potranno pesare fino a 15 Mb, il triplo rispetto ai precedenti 5Mb. L’importanza che il “team celeste” attribuisce a tale formato era già evidente quando a febbraio è stato introdotto il tasto per ricercare  le Gif, grazie alla partnership con i portali Ghiphy e Riffsy. A quel tempo David Mclntosh, CEO e cofondatore di Riffsy, aveva spiegato che “molto può essere espresso tramite le GIF e la chiave è trovare quella giusta al momento giusto per esprimere velocemente e con efficacia le tue emozioni”. Facebook, Pinterest, Tumbler, Twitter sono tutti canali che hanno aperto le braccia alle Gif e questo ci porta inevitabilmente a pensare che forse è il momento di capire di cosa si tratta.

Gif è l’acronimo di Graphic Interchange Format, un formato nato nel 1987 per mano di Steve White all’interno della Compu Serve, azienda di servizi online leader negli Stati Uniti. I meno giovani ricorderanno gli antenati delle Gif animate ovvero le terribili sirene lampeggianti o i segnali di lavori in corso che negli anni Novanta cercavano di arricchire i siti web. Oggi siamo di fronte a veri e propri mini video di pochi frammenti, in discrete definizioni; se ne trovano di tutti i generi dei gattini alle gaffe dei politici fino alle più celebri scene delle serie tv. Usare questo formato restituisce spesso un engagement che tocca percentuali altissime e i tassi medi di condivisione permettono di definire le Gif come il miglior strumento di virilizzazione dopo i video.

Adesso che abbiamo capito di cosa si tratta, vediamo insieme come utilizzarle per le nostre azioni di promozione. Intanto definiamo quali e quanti tipi di Gif possiamo creare avvalendoci della classificazione proposta da Daniele Rourke. A voi poi il compito di decidere quale utilizzare:

  • Gif Classiche, celebri negli anni ’90, ovvero immagini di piccole dimensioni da pochi fotogrammi, corrispondenti a  parole o concetti
  • Frame Capture, scene prese da serie tv e film che siamo abituati a vedere sulla nostra homepage, riassunto delle tendenze della cultura pop
  • Art Gif che vantano una risoluzione maggiore e accuratezza nella scelta delle inquadrature
  • Gif Mash-Up, costruite grazie a una combinazione di varie forme sovrapposte ai frame principali.

Ora che abbiamo deciso che tipo di Gif vogliamo, non resta che capire quale uso farne. Come possiamo rendere rilevante e proficua la differenza tra la nostra brand Gif e quella di Obama che va in skate? La creatività non ha limiti e le possibilità sono tante, ma iniziamo cercando di trarre consiglio dai casi più comuni.

  1. Possiamo utilizzare le Gif per illustrare le fasi di una guida che siano istruzioni o procedimenti di una cosa che intendiamo spiegare. In questo modo faciliteremo la comprensione dell’utente senza affaticarlo e il risultato sarà che il nostro messaggio verrà ricordato più a lungo e sarà recepito in modo più chiaro, divertendo l’utente.
  2. Se gestiamo un sito e-commerce o un qualsiasi altro tipo di negozio on line possiamo utilizzare le Gif per mostrare in serie le gamme dei nostri prodotti evitando di doverci limitare ad esempio a mostrare un solo colore o un solo modello dell’abito in vetrina.
  3. Grazie all’accostamento di diversi frammenti le Gif possono raccontare una storia che sia del nostro brand o della nuova linea di prodotti e, visto che il formato lo richiede, possiamo aggiungere anche dell’ironia al nostro messaggio.
  4. Le Gif possono essere anche un modo nuovo e originale per entrare nelle conversazioni dei nostri consumatori, in particolare per le nuove generazioni. Si parla spesso dell’importanza di attivare conversazioni e dare personalità alle marche. E allora chi ci vieta di rispondere a un utente commentando con una Gif? Ovviamente se il contesto lo permette e senza esagerare.
  5. Gli studi condotti secondo un A/B test da Bluefly dimostrano che inserire le Gif nelle email promozionali aumenta del 12% le entrate rispetto alla versione statica. L’aspetto negativo è che questo formato non è supportato da tutti i domini di posta elettronica; l’unica soluzione per evitare di perdere efficacia è inserire un’immagine sostitutiva attivabile nel caso in cui la Gif non venga visualizzata.

Questo non è abbastanza? Gli utenti vogliono sapere da dove provengono i nostri prodotti e come vengono realizzati? Mostriamolo con una Gif come ha fatto il team di Doghfish Head per presentare il processo di creazione della nuova birra senza glutine.

Tocca a noi pianificare una strategia coerente con lo stile e i valori del brand, senza cadere nell’obbligo dell’ironia o dell’eccesso.

Chiara Taddei

Chiara Taddei

Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Firenze. Attualmente al termine della Laurea Magistrale in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Ricerca e passione sono le sue keyword. Scrive e pubblica perché pensa che un sapere diviene conoscenza solo se è condiviso.

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