Digital Trends

Food & Tech terreno fertile per le startup?

Il settore Food-Tech è in costante crescita: nel 2015 gli investimenti a livello globale hanno raggiunto la quota di 6,8 miliardi di dollari. I maggiori Paesi ad effettuare investimenti ed acquisizioni in questo settore sono stati USA, Cina, Germania, India e Regno Unito mentre l’Europa ha investito circa 1 miliardo di dollari.

Questi alcuni dei dati emersi dall’ultimo rapporto di Rosenheim Advisors, che avvalora e conferma un trend positivo anche nel nostro Paese, con i segmenti relativi alla possibilità di effettuare ordini e consegne online che rappresentano una parte significativa del consolidamento globale nel corso degli ultimi anni.

L’ecosistema Food Tech & Media continua a essere protagonista di rapidi cambiamenti, creando significative opportunità di mercato anche per nuovi operatori: le startup di settore hanno attirato ben 5,7 miliardi di dollari nel 2015, con un incremento del 152% rispetto all’anno precedente.

La situazione italiana

Dalla ricerca di ristoranti, alla vendita di prodotti locali, passando per le etichette intelligenti, il mercato del food-tech sembra aprire scenari che vanno ben oltre il solo segmento della consegna di cibo a domicilio. Secondo alcuni dati recenti il volume d’affari che coniuga cibo e tecnologia sfiora i 135 miliardi di euro e il trend è in crescita. In termini di investimenti, in Italia, nel 2015 si è assistito a due importanti round di finanziamento e un exit: Foodscovery e WineoWine, che hanno raccolto 800mila euro dai rispettivi investitori, mentre Foodinho – startup di food delivery – è stata acquisita dalla spagnola Glovo. A giugno a Milano ha debuttato Foodinho, che seleziona alcuni dei migliori ristoranti della città e consegna tramite fattorini in bici; a settembre è stata la volta di Foodora, supportata da Rocket Internet che ha lanciato la startup contemporaneamente in 21 città in 14 Paesi diversi e infine Deliveroo, startup londinese, che ha iniziato a consegnare nel capoluogo lombardo a inizio novembre.

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Sviluppi futuri ed iniziative d’interesse

Il 2016 vedrà un ampliamento e probabilmente un consolidamento in Italia delle piattaforme di food delivery che puntano a coprire completamente i vari segmenti di mercato (dalla pizzeria ai ristoranti stellati) e i vari modelli (dal semplice markeplace alla justeat o foodpanda alla piattaforma logistica integrata alla Foodora). Se la prima ondata di innovazione ha digitalizzato l’incontro tra domanda e offerta (marketplace) e la seconda ha aggiunto la piattaforma logistica per aggredire nuove fasce di mercato premium, si stanno affacciando all’estero nuovi modelli che puntano ad una ulteriore integrazione verticale aggiungendo anche la produzione dei cibi stessi. A leggere i dati, il volume d’affari del mercato della consegna di cibo a domicilio si aggirerebbe intorno ai 400 milioni di euro in Italia (fonte Sole24 Ore), ma è tutto il comparto food technology a far ipotizzare scenari interessanti.

Le opportunità di mercato future potrebbero convergere verso modelli innovativi principalmente legati a soluzioni iper-locali, che danno l’opportunità ai clienti di avere accesso a tutta la varietà dei prodotti enogastronomici italiani. Inoltre indubbiamente il modello delle restaurant app si affermerà sempre di più sul mercato grazie alla capacità di integrare le diverse modalità di consegna del cibo con le abitudini alimentari degli utenti.

In questo scenario la creazione di un Food Accelerator in partnership tra e permetterà di raggiungere ampiamente lo scopo di selezionare e soprattutto investire sulle startup che sviluppano soluzioni innovative e tecnologiche per il settore agro-alimentare. Le attività dell’acceleratore sono partite con il lancio di una call for ideas dedicata al settore food e, in particolare, alle seguenti aree: e-commerce e food delivery; sostenibilità, supply chain e logistica; tracciabilità, nutrizione e biologico; agricoltura di precisione. Tra le candidature verranno selezionate 5 tra le più promettenti startup a livello internazionale che prenderanno parte al programma della durata di ben 4 mesi. Ogni team riceverà servizi di tutoring e mentoring mirati allo sviluppo e alla crescita del proprio progetto, vitto e alloggio, oltre a un primo finanziamento di 20.000 euro.

Food Accelerator è il secondo Industry Accelerator che punta ad un nuovo modello di programma di accelerazione che vede come elemento distintivo il coinvolgimento di 5 aziende leader di settore nel supportare le startup durante il percorso.

Altra iniziativa interessante è Value for Food  in partnership tra UniCredit, Cisco Systems Italy e Penelope, azienda leader in tecnologia e know-how per il digitale nell’. Scopo del progetto è quello di finanziare e realizzare programmi di evoluzione tecnologica delle aziende agroalimentari, che sappiano coniugare le esigenze di comunicazione e marketing territoriale, di efficientamento e automazione dei processi di filiera, di dematerializzazione e digitalizzazione degli asset informatici. L’iniziativa mira a predisporre un’offerta di servizi alle aziende agricole – dalla formazione alle piattaforme digitali – sostenuta da un programma di finanziamento che diventa uno strumento per la valorizzazione del proprio marchio e dell’immagine del Made in Italy.

7 commenti

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7 Comments

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    Ik ben een fan Led Zeppelin. Maar om nog even wat toe te voegen aan dit artikel. Jimmy Page (mijn all time favorite)is een occultist. Dus in de trant van de leipjes. Het is geen toeval dat Stairway to heaven is gekozen…… Want Page wordt er van verdacht een duivels aanbidder te zijn.

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