#EpicFail

Il Dipartimento di Giustizia americano e il tweet su Melania Trump: anche i grandi sbagliano (account)

Quando succede qualcosa di grosso, sia esso un avvenimento eccezionale, un grande appuntamento sportivo o un evento politico importante, i social si animano in una conversazione globale che coinvolge tutti. Il flusso di informazioni cresce in modo esponenziale e soprattutto rapido – non sempre informazioni utili o corrette, come hanno dimostrato i recenti fatti di Nizza e Monaco – ma tutti si sentono in dovere di commentare, condividere o quantomeno ricondividere contenuti già presenti nel flusso della conversazione in atto.

Nessun evento fa eccezione. E non ha fatto eccezioni nemmeno il primo discorso pubblico di , pronunciato lunedì scorso dalla moglie del candidato alla Casa Bianca a Cleveland, in occasione della Convention Repubblicana.

Come sono andate le cose lo sappiamo tutti: Melania ha pronunciato il proprio discorso e, praticamente in tempo reale, sui social è esplosa la polemica per il discorso dell’aspirante first lady, copiato in molti passaggi da quello che Michelle Obama pronunciò nel 2008.

Il “discorso plagiato” di Melania Trump è stato l’argomento della settimana tra gli utenti statunitensi (e non solo) e sul web si è generata la consueta ondata di commenti, analisi, parodie e meme che sempre accompagnano questo tipo di eventi.

Tutti quanti si sono sentiti in dovere di dire la propria sull’argomento, compreso il social media manager del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che ha twittato un commento sarcastico a proposito di un lancio della CNN circa della reazione alle accuse della signora Trump.

Peccato però che il social media manager del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti abbia twittato dall’account “di lavoro” e non dal suo personale. E il pasticcio è servito:

[Fonte: Time]

Quello che è successo è piuttosto evidente: il SMM del dicastero della Giustizia degli Stati Uniti si è dimenticato di switchare dal suo account personale a quello che gestisce per lavoro, finendo per mettere in bocca un suo pensiero personale – espresso anche in modo piuttosto folkloristico – a una delle istituzioni più importanti del paese.

Ops.

Ovviamente è successo quel che succede sempre, il tweet è stato prontamente cancellato, ma non abbastanza prontamente perché qualcuno non se ne accorgesse e lo diffondesse:

Così, nonostante il tweet fosse stato cancellato in fretta e furia, il Dipartimento di Giustizia ha dovuto diramare il “solito” comunicato:

Un membro dello staff dell’ufficio delle relazioni pubbliche ha erroneamente usato l’account ufficiale del Dipartimento di Giustizia per pubblicare un tweet che era pensato per un account personale. Il tweet non rappresenta l’opinione del Dipartimento ed era inappropriato per quell’account, così è stato immediatamente cancellato.

L’errore del social media manager, per quanto grave, è anche estremamente banale, frutto di un attimo di disattenzione e forse dalla foga agonistica della condivisione che prima o poi ci contagia tutti e che spesso fa compiere a molti qualche passo falso. Dire che “un social media manager dovrebbe stare attento” è una conclusione superficiale e soprattutto inutile.

Tutti i social media manager del mondo si destreggiano tra due o più account e, ogni volta che la conversazione cresce e approda a un piano globale, diventa fondamentale – per le dinamiche proprie dello stesso medium – arrivare subito e unirsi nel flusso della conversazione. Ecco spiegato come, insieme a una buona dose di distrazione, il social media manager del Dipartimento di Giustizia possa aver sbagliato account.

Certo, dall’altra parte abbiamo un account che non è esattamente quello di una birreria di un quartiere popolare, ma l’account ufficiale di un’istituzione statale. Per questo il tweet del Dipartimento di Giustizia, nonostante sia rimasto online per pochi secondi, ha attirato subito l’attenzione e ha offerto il destro a battute e considerazioni di vario tipo sulla serietà di chi gestisce gli account social di un’istituzione tanto importante e percepita come estremamente formale. Meno ci si aspetta che tu possa compiere un passo falso, più eco avrà quando lo commetterai, e più sarà percepito come “grave” da chi ti ascolta.

Lesson Learned: La misura di un tuo #socialmediafail è direttamente proporzionale al tuo grado di visibilità.

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

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