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Crypto-ransomware: gli utenti sono disposti a pagare il riscatto

, programmi nocivi progettati per criptare dati sui dispositivi degli utenti, sono diventati un grave problema di sicurezza informatica. Sono ormai così diffusi che li si potrebbe definire un’epidemia. Ad oggi, il numero di utenti attaccati da ransomware criptatori è aumentato di 5,5 volte rispetto all’anno precedente.

La popolarità di questo genere di minacce è motivata soprattutto dalla loro efficacia. Il valore elevato dei dati porta le vittime a pagare per la decriptazione, il che spinge altri cyber criminali ad entrare nel business. Secondo le statistiche, infatti, almeno il 40% delle vittime paga per ripristinare i file.

Questo è quanto emerge da una recente indagine “Consumer Security Risks Survey 2015” condotta da Kaspersky Lab e B2B International.

I dati ottenuti rilevano che il riscatto medio richiesto è di 300 dollari, mentre gli utenti affermano che il costo per ripristinare i dati sui loro dispositivi sarebbe in media di 682 dollari. Inoltre, per il 39% degli intervistati questa cifra supera i mille dollari.

9 utenti su 10 hanno affermato di archiviare sui propri dispositivi informazioni personali importanti (foto, video, messaggi, contatti, ecc.) e hanno ammesso che, in caso venissero persi, non sarebbero in grado di recuperare questi file. Secondo gli intervistati, la cosa più difficile è ripristinare i messaggi privati (36%) e le foto (27%).

Nonostante gli utenti attribuiscano un valore elevato ai file sui loro dispositivi, non tutti prendono le adeguate precauzioni per evitare il rischio di dover pagare centinaia di dollari per ripristinare i dati: per esempio quasi un quarto degli utenti (23%) non fa il backup neanche dei file più importanti.

È curioso che nonostante le persone attribuiscano un tale valore ai loro dati e comprendano l’impossibilità di recuperarli, facciano così poco per proteggerli, preferendo affrontare i problemi quando si presentano. –  ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di   Tuttavia, in caso di criptaggio, anche pagare il riscatto non garantisce la restituzione dei dati al proprietario. Inoltre, sfortunatamente, i ransomware non sono l’unica minaccia a mettere in pericolo i dati personali. Ad esempio, i dati potrebbero venire persi o rubati insieme al dispositivo. Questo significa che un comportamento poco attento potrebbe portare a subire un’esperienza traumatica e una consistente perdita finanziaria”.

 

 

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