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Ardustratos: come costruire un pallone sonda e perché

Vorremmo dimostrare a livello didattico, usando open hardware, che piccole missioni spaziali sono alla portata di tutti, comprese le imprese che potrebbero trarne dei vantaggi oggettivi”. Così introduce   dell’AUG – Arduino User Group Padova, una delle più grandi comunità del nord est composta da appassionati di elettronica che va dai 17 ai 71 anni. Il progetto consiste nella ideazione, costruzione, lancio e recupero di un pallone sonda, gestendo le difficoltà tipiche di un progetto complesso come una missione spaziale, con la necessità di proteggere (nei limiti del sistema) i payloads e memorizzare ed elaborare i dati ambientali durante la navigazione.

I benefit – continua Bruno Giraldo – che le aziende potrebbero ricavare da questo esperimento sono molteplici: sorveglianza del territorio in tempo reale, tramite fotocamera a bordo e ritrasmissione delle foto a terra; gestione di trasmissione dati a bassa potenza con controllo dell’errore; acquisizione di dati atmosferici nei vari strati dell’atmosfera per analisi a terra; acquisizione di campioni di aria nei vari strati atmosferici per analisi particolari in laboratori a terra; ascolto e registrazione di rumori fino alla stratosfera (perché no?) e molte altre cose ancora. Più in generale l’obiettivo potrebbe essere quello di avvicinare le aziende al mondo tecnologico al fine di invogliarle a innovare i processi produttivi o a introdurre una nuova attività al loro interno. Del resto basti pensare al fatto che l’85% delle imprese che sono andate in crisi in questi ultimi anni e hanno chiuso non era informatizzato e non ha quindi saputo affrontare i cambiamenti che ci impone il digitale oggi”.

Il compito della sonda in Ardustratos è quello di mantenere i payloads con controlli di natura termica (di isolamento e riscaldamento attivo e/o passivo); energetica (alimentazione a batterie con eventuale apporto da parte di pannelli solari); strutturale (l’involucro dovrà assicurare integrità ai payloads durante la navigazione e la discesa, cercando di limitare eventuali possibili danni); organizzativa nella gestione delle priorità. Un sistema di sensori registra i vari eventi accaduti durante il volo, come supporto per l’analisi di un eventuale malfunzionamento della missione e come strumento per la raccolta dati utili. Per il recupero dei dati il progetto prevede invece il ricorso alla telemetria e/o al recupero fisico delle schede di memoria di massa.

La scelta di per la realizzazione del progetto è legato a molteplici aspetti. Primi fra tutti il fatto che essendo open source è molto versatile e, data la diffusione, corredato di informazioni, programmi sviluppati, sensori per “quasi” tutte le necessità e soprattutto una community che supporta fornendo informazioni, aiuto, spiegazioni e quant’altro è necessario per la costruzione di nuovi oggetti. Proprio per queste sue caratteristiche Arduino è oggi usato nelle stampanti 3D, nella musica (per esempio pedalino per generazione effetti di una chitarra, registrazione o loop), per attivare delle sculture mobili in una mostra, per mantenere sempre orizzontale una videocamera su una moto e potrei continuare per lungo tempo con altri esempi anche più interessanti. Credo che solo la fantasia sia il limite per le applicazioni realizzate in open hardware”.

Partire dalla scuola significa rendere i ragazzi consapevoli delle potenzialità di questi strumenti e incuriosirli aprendo loro un mondo che è quello dei . “I maker di oggi – afferma Giraldo – sono gli artigiani di domani. Come commenta uno dei nostri ragazzi laurendo in meccatronica, Michele Brunelli, non ci può essere avvicinamento perché sono la stessa cosa. I mezzi e le tecnologie cambiano, ma lo spirito rimane lo stesso: quello dell’artigianato. Noi come Arduino User Group Padova collaboriamo già con Faber Libertatis e nella sede che usiamo in comune c’è un gruppo di persone che riporta “in vitavecchi pc riassemblandoli e preparandoli installando Linux per poi donarli alle scuole che ne fanno richiesta”.

Il progetto, che potrà coinvolgere più scuole e aziende al fine di farle collaborare fra loro così come avviene in un vero progetto scientifico, vuole essere uno “studio di fattibilità”, aperto a modifiche sostanziali, vista l’impronta open che ha. “Il nostro obiettivo – conclude Giraldo – è avvicinare le nuove generazioni al mondo aerospaziale, divertendosi e impegnandosi con un’elettronica accessibile ai più”. Aziende comprese.

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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