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Posta elettronica: Zimbra o Microsoft Exchange Server?

In una rete informatica aziendale o di un ente, per quanto piccola possa essere, ci si aspetta di trovare comunemente un sistema di collaborazione in linea, che permetta lo scambio di messaggi e informazioni tra gli utenti. Se il sistema è basato su un architettura Windows sicuramente sul server è disponibile una qualche versione di Microsoft Exchange che permetterà di mettere in piedi appunto un sistema collaborativo.

Tuttavia è sempre più importante valutare un cambio di paradigma nell’uso degli strumenti di comunicazione interni con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, semplificare l’utilizzo agli utenti, ridurre la complessità di manutenzione e risparmiare sul budget. Se fino a pochi anno fa i server di posta elettronica avevano come unico scopo quello di spedire un messaggio da un utente all’altro attraverso client locali, oggi ci si aspetta ben altro.

Microsoft Server

Questo software, uscito per la prima volta nel 1996 in concorrenza con Lotus di IBM, viene distribuito normalmente insieme ad una qualsiasi versione di Microsoft Windows Server, essendo ormai uno strumento considerato basilare all’interno di una rete aziendale.

Le funzionalità principali di Microsoft Exchange sono la gestione centralizzata della posta elettronica, dei calendari e delle rubriche contatti, che possono essere condivisi tra i vari utenti, nonché la pianificazione condivisa e controllata delle attività.

Essendo un sistema sviluppato in casa Redmond, si integra perfettamente con tutte le soluzioni Microsoft come Active Directory, permettendo di semplificare la gestione degli utenti all’interno di strutture con gradi di complessità diverse.

Seppur teoricamente il server Microsoft può essere utilizzato con qualsiasi client di posta elettronica, la soluzione migliore e più ovvia è attraverso il protocollo proprietario MAPI, l’abbinata con Outlook compreso in qualsiasi pacchetto Office, oppure con la sua versione web.

Email Collaboration

Zimbra è la più conosciuta ed utilizzata versione di software applicativo di gruppo. È stato creato dall’omonima azienda che nell’ultimo decennio è stata acquisita tre volte da importanti aziende del settore IT. Nel 2007 fu acquistata da Yahoo!, nel 2010 la proprietà passò a Vmware e nel 2013 la proprietà è passata a Telligent ed ora Synacor.

In realtà Zimbra si basa su un insieme di software liberi, come Postfix, Mysql (ora MariaDB), Jetty, ai quali viene aggiunta una interfaccia sviluppata principalmente utilizzando la tecnologia AJAX.

Il sistema può essere utilizzato attraverso un qualsiasi browser web, non legandosi ad un client e permettendo una naturale mobilità. Inoltre come in molti software open source, Zimbra permette di estendere le proprie funzionalità attraverso le Zimlets, ovvero degli addon sviluppati anche da terze parti che possono offrire integrazioni con altri software o migliorarne l’usabilità.

Zimbra è distribuito in due versioni: Network e Open Source. La prima è corredata di una licenza proprietaria che include una serie di funzionalità come l’interfacciamento con Outlook via MAPI o Exchange ActiveSync per l’uso con dispositivi mobile e distribuita a pagamento. La seconda invece è distribuita gratuitamente con una licenza libera, senza supporto di assistenza e con la possibilità di mettere mano al codice.

Exchange vs Zimbra

Come sottolineato sopra Exchange è la soluzione ideale se si cerca l’integrazione con le altre soluzioni Microsoft, in particolare se si desidera utilizzare Outlook nella sua versione desktop. Può essere installato solo su sistemi operativi Microsoft e il suo utilizzo è limitato al numero di licenze client acquistate.

Per quanto riguarda questo ultimo punto è da sottolineare che oltre alla licenza del software stesso, è necessario disporre di un numero di licenze CAL (Client Access License) pari al numero di utenti che deve connettersi al server. L’argomento è molto articolato e chi fosse interessato ad approfondirlo può consultare (armandosi di un po’ di tempo) le faq di Microsoft.

Il formato in cui vengono salvati i dati sono proprietari di Microsoft Exchange e quindi il sistema è compatibile solo con se stesso, con tutti i rischi relativi all’utilizzo di un dato non standard.

Zimbra, che funziona su sistemi GNU/Linux, d’altro canto utilizza formati standard per il salvataggio dei dati lasciando aperta la possibilità di migrare a qualsiasi sistema, non essendo legati al software stesso. Inoltre per l’accesso da parte di un client non è richiesta nessuna licenza aggiuntiva.

I punti di forza di Zimbra sono proprio nella completezza del sistema, essendo un insieme di software che possono coprire tutte le funzionalità basilari, oltre agli applicativi server citati sopra, anche il sistema SpamAssasin, uno tra gli strumenti antispam più potenti ed usato in molte soluzioni commerciali, ed un sistema antivirus  (Clamav).

Zimbra di arrivare ai più alti standard di “filtraggio” paragonabili alle soluzioni proprietarie (che spesso usano internamente gli stessi software) e con l’integrazione con la webmail di superare le prestazioni dei concorrentiun antivirus.

Non dimentichiamoci dell’opportunità di utilizzare le Zimlet ed aggiungere nuove funzionalità con dei plugin, come Zextras Suite, che nella sua versione gratuita permette di estendere Zimbra con un Instant Messaging e una Videochat, oppure Zimbra ownCloud Zimlet che permette di allegare alle mail i file presenti nel famoso cloud open source (ownCloud).

Zimbra Network vs Zimbra Open Source

In base al CAD (Codice di Amministrazione Digitale, art. 68) sappiamo che la Pubblica Amministrazione quando deve procedere alla scelta di un software dovrebbe preferire l’utilizzo di un applicativo open source, in quanto permette alla PA di rimanere indipendente rispetto ai propri fornitori. Realizzando inoltre una valutazione comparativa dei vari software liberi e proprietari.

Mettendo a confronto la versione Open e Network di Zimbra, è importante sapere che il prodotto è il medesimo a livello di codice, di versioni e di rilasci. L’unica differenza è che, la versione Network viene distribuita solo in formato binario ed aggiunge funzionalità enterprise al prodotto come: Backup Full/Incrementale, integrazione Exchange Activesync per i device mobili, Multistorage e delega dell’amministrazione.

La versione Network tuttavia, come richiamato dalla Circolare 63 di AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) che proprio a titolo di esempio cita i più famosi software dual license (Mysql, Alfresco e Zimbra), non sarebbe da considerare come software libero puro e dovrebbe essere soggetta a valutazione comparativa qualora la scelta non ricadesse sulla versione Open Source.

In realtà le stesse funzionalità possono essere aggiunte alla versione Open Source tramite alcuni addon sviluppati da terze parti che, seppure a pagamento e proprietarie, garantiscono la salvaguardia dei principi normativi come esplicitato dal comma f dell’art. 68 del CAD, che permette di espandere la versione base con soluzioni “miste”. Questo perché il sistema nella sua parte principale è rilasciato sotto licenza libera e gli addon sono solo una piccola parte del sistema, quindi non viene meno il concetto di codice aperto.

Servizio in hosting

Sia il software di Redmond che quello open source possono essere installati su un proprio server aziendale, realizzando un sistema di messaging e condivisione locale e volendo accessibile dalla rete esterna per lavorare in mobilità.

Tuttavia è possibile valutare anche soluzioni di hosting per ambedue i sistemi, per Exchange naturalmente vi è l’offerta online di Microsoft, mentre per Zimbra è possibile consultare il sito e scegliere tra le innumerevoli aziende partners, che utilizzano la versione Network. Oppure ancora più semplicemente utilizzare un motore di ricerca e trovare un’azienda che offra servizi sulla soluzione Open Source.

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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