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Le persone, cuore delle tecnologie per l’IoT: intervista a Ilaria Santambrogio

Raggiungere più velocemente gli obiettivi lavorativi, integrando tecnologie che possano cambiare il “come” e il “dove” si lavora e che modifichino il modo di rapportarsi tra le persone sfruttando la possibilità di comunicare con chiunque, ovunque e in qualsiasi momento. Questa la filosofia alla base delle novità che propone nel settore IoE.  “L’Internet of Evertyhing – afferma Ilaria Santambrogio, Country Manager Plantronics Italia – è un tema che deve essere al centro dell’agenda per ogni azienda che voglia mettere in atto la trasformazione digitale, ora  e nel futuro. L’IoE si basa su quattro elementi: persone, processi, dati e soluzioni. E ha lo scopo di migliorare la connessione in rete. Plantronics crea e propone soluzioni per migliorare le capacità, le prestazioni e la gestione della rete per darle maggiore valore in ottica IoE”.

In particolare l’azienda, che lavora nel settore dell’acustica e dell’audio, declina l’IoE nel contesto della contextual intelligence, ovvero pone l’attenzione su come gli oggetti con i quali interagiamo a livello personale e di lavoro possano “comprendere” la realtà in cui vengono impiegati, raccogliere dati e usarli per svolgere alcune funzioni in autonomia. Il tutto grazie a sensori intelligenti che trasformano auricolari da lavoro e da tempo libero in veri e propri hub di azioni autonome intelligenti. Ne sono un esempio i sensori di prossimità, presenti sulle cuffie, che capiscono quando l’operatore si allontana dalla postazione di lavoro bloccando automaticamente il PC e facendo in modo che nessuno possa accedere in modo scorretto ai dati del pc.

Plantronics – continua Ilaria Santambrogio – sta puntando molto sulla contextual intelligence e sull’Internet of Everything, per agire sui sensori e automatizzare alcuni processi, ad esempio facilitando l’integrazione con i sistemi di CRM, in modo che, appena indossata la cuffia si avvii automaticamente il login. Oppure se si è collegati con una cuffia wireless e l’operatore sia lontano dalla postazione, la cuffia avvisi del ricevimento di una chiamata e, una volta in postazione, il CRM presenti la scheda del cliente chiamante”. Questi sono solo alcuni esempi di quella che è denominata “intelligenza contestuale” applicata all’IoT.  Intelligenza che Plantronics consiglia di applicare anche alle riunioni tramite uno specifico “Vademecum per riunioni più smartpubblicato di recente. Secondo un sondaggio condotto a livello mondiale dall’azienda, infatti, oltre il 40% degli intervistati trascorre tra le 11 e le 30 ore a settimana in riunione. Spesso in riunioni organizzate male, fonte di perdite di tempo in spostamenti e ritardi, pertanto improduttive tanto che la Harvard Business Review, sulla base di uno specifico studio, ha rilevato che ogni singola riunione settimanale comporta un dispendio di 300mila ore l’anno, esclusa la massiccia quantità di tempo necessario a preparare gli incontri.  Come minimizzare il tempo e massimizzare i risultati allora? In parte con l’uso delle tecnologie visto che il concetto di ufficio oggi non è identificabile solo con il suo spazio fisico, ma si può puntura sulla “virtualizzazione” degli incontri progettando un ambiente ottimale in cui tutto funzioni adeguatamente e non porti a perdite di tempo ulteriori. “La nostra azienda – afferma la country manager Italia – aiuta le persone a comunicare meglio in una realtà che va sempre di più verso comunicazioni virtuali mettendo a disposizione delle persone strumenti performanti con cui raggiungere obiettivi precisi attraverso la voce e la comunicazione vocale. Ad esempio le nostre soluzioni  migliorano il benessere dei lavoratori e incrementano la produttività grazie alla possibilità di gestire l’acustica dovunque ci si trovi: in un ufficio affollato, in un aeroporto, in un bar e con qualsiasi dispositivo si utilizzi (telefono fisso, smartphone, tablet). Abbiamo concluso da poco la trattativa di 300 Voyager Focus UC, un prodotto che, grazie alla tecnologia di cancellazione del rumore attiva, consente di bloccare i rumori fastidiosi e che utilizza l’intelligenza contestuale grazie alla tecnologia Smart Sensor”.

Aiutare le persone ad abbattere le barriere geografiche, dando la possibilità di comunicare e collaborare come se fossero in presenza è insomma uno degli obiettivi primari.

Credo – conclude la Santambrogio – che il cuore delle tecnologie per l’ debba sempre essere la persona, al centro dei processi di ridefinizione del lavoro che la tecnologia impone al business. E questo vale sia per i lavoratori che per i clienti”.

 

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