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Microsoft acquista LinkedIn: il punto

ha annunciato l’altro giorno l’acquisizione di  che, con i suoi 433 milioni di membri (di cui solo 105 milioni attivi), un tasso di crescita del 19% annuo e un fatturato di 3 miliardi di dollari (+35% anno su anno) può essere definito come il social network professionale di maggior successo. A dare l’annuncio il CEO Microsoft Satya Nadella in un tweet

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Le prime reazioni oltre che di stupore, visto che la cosa è stata tenuta segreta e non si aveva traccia di rumors a riguardo, sono state ironiche, con uno dei primi commenti a caldo che diceva: “Please don’t let them be come the next Skype“.

Storicamente le acquisizioni Microsoft non hanno portato grandi frutti: la divisione cellulari di Nokia, acquisita qualche anno fa, ha registrato svalutazioni della partecipazione per oltre 9,4 miliardi di dollari e anche Skype Technologies e Yammer, su cui si erano riposte speranze, hanno reso poco. Ma Microsoft, come sottolineava qualche tempo fa Stefano Epifani, “ha la rara capacità di sopravvivere a scelte discutibili e strategie sballate, uscendone sempre bene (in questo, va detto, l’azienda è impareggiabile)“.

Il costo dell’operazione è stato di 26,2 miliardi di dollari, 196 per azione: la più grande acquisizione mai fatta da Microsoft, la prima sotto la guida Nadella e una delle più grandi acquisizioni “tech” degli ultimi 15 anni come riporta il Time  presentando un istogramma esplicativo.

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Ma la cifra spesa da Microsoft è anche la più alta mai spesa per acquistare un social, visto che a memoria eravamo tutti fermi al ricordo di Zuckerberg che spese 19 miliardi di dollari un paio di anni fa per acquistare WhatsApp.

L’operazione sarà finanziata dall’azienda di Redmond con emissione di bond, nonostante, come evidenzia Il Sole 24 ore, ci siano soldi in cassa a sufficienza per pagare “cash”. Il perché secondo il quotidiano economico sarebbe da attribuirsi al fatto che “il 97% della cassa di Microsoft è all’estero. E il gigante di Redmond dovrebbe pagarci il 40% di imposte – combinato di tasse federali e locali – per far rientrare negli States parte dei miliardi spostati nelle sussidiarie estere con fiscalità di favore“. Praticamente un modo per pagare meno tasse che in molti altri utilizzano secondo Il sole: “Le grandi società della corporate America le studiano tutte per evitare di pagare. Così, ad esempio, i bond o i prestiti bancari vengono preferiti ad altri mezzi per finanziare le M&A, anche se i soldi ci sono. Tanto più in un momento di tassi straordinariamente bassi, com’è quello attuale“.

Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto Microsoft a guardare con interesse a LinkdIn? La ragione principale l’ha svelata proprio Nadella che ha dichiarato: “Together we can accelerate the growth of LinkedIn, as well as Microsoft Office 365 and Dynamics as we seek to empower every person and organization on the planet.” ovvero Microsoft intende integrare il suo Office in cloud con le potenzialità di LinkedIn al fine di modificare il modo di lavorare e collaborare in azienda, passando dalle reti professionali costruite dal social network. Questo, in una strategia di medio e lungo periodo che vede crisi nel mercato desktop e che pensa ad una convergenza sui sistemi business ed enterpise. Della stessa opinione ovviamente il CEO LinkedIn Jeff Weiner, il cui ruolo non è messo in discussione visto che con l’annuncio si è specificato che verrà mantenuta indipendenza del brand e continuità nella gestione: “For the last 13 years, we’ve been uniquely positioned to connect professionals to make them more productive and successful, and I’m looking forward to leading our team through the next chapter of our story.

Integrazione non banale, come sottolinea Vincenzo Cosenza: “L’idea di riuscire a realizzare una sinergia è realistica, anche se non banale, perché entrambe le aziende hanno tessere diverse di uno stesso puzzle. Microsoft possiede il grafo delle informazioni derivanti dall’uso dei suoi prodotti ossia entità come contatti, messaggi, calendari, dati di clienti e documenti. LinkedIn ha il grafo economico fatto delle informazioni sulle esperienze e le capacità delle persone, i loro colleghi, i prospect e tutto ciò che riguarda la loro carriera formativa”.

Oltre alle analisi economiche e di opportunità che girano in rete, le reazioni alla notizia più divertenti sono rappresentate dalle tante immagini con tweet ironici che hanno invaso la rete in questi giorni. Queste solo alcune delle più simpatiche.

La rappresentazione della fusione dei due modi di intendere la UX:

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L’ironia rispetto alle finestre d’errore di “Windowsiana memoria”:

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Qualche riferimento alla famosa finestra blu:

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Una crasi di loghi:

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E l’immancabile assistente di Office Clippy che ricorda di aggiornare a Windows 10 anche al login su LinkedIn:

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(Foto di ToddaBiShop Flickr, CC BY 2.0)

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