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Conrad Italia: il mercato dei droni è in crescita con un +16% nel 2016

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I , o anche Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR), sono velivoli tecnologicamente avanzati che non necessitano di un pilota umano a bordo e il cui volo viene controllato da remoto, anche a notevole distanza, o per mezzo di telecomandi da terra.

Nati inizialmente a scopo militare, le applicazioni pratiche di questi velivoli si sono poi estese in ambiti ben lontani da quelli originari, con applicazioni civili estremamente interessanti in termini di pubblica utilità. Queste spaziano da questioni di sicurezza territoriale e di lotta alla criminalità, al monitoraggio di siti archeologici ed impianti industriali e termoelettrici potenzialmente pericolosi, al telerilevamento, operazioni di ricerca e soccorso e monitoraggio ambientale e controllo in caso di incendi o calamità naturali. In generale, tutto ciò che comprende attività di riprese e fotografia.

Conrad Italia, uno dei player di tecnologia online più importanti a livello europeo, ha stimato che le vendite di droni quadricotteri sono aumentate del 16% dal 2015 al 2016 e sono destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni.

AI momento i droni più venduti restano quelli a scopo di riprese e recupero immagini: il 46% dei droni acquistati su .it sono quelli dotati di fotocamera e GPS congiunti e il 26% con sola fotocamera. In coda, ma con un distacco netto, troviamo droni professionali di vario genere (12%), mini droni (9%) e droni da gara ( 7%). La grande maggioranza degli acquirenti compra, infatti, droni quadricotteri con possibilità di supportare una fotocamera o una videocamera che, grazie a un supporto Gimball, permette di stabilizzare apparecchi di dimensioni e peso contenuti.

Nonostante ciò le regole vigenti in  sono piuttosto severe e, a detta di molti, rendono la vita non semplice ai rivenditori di droni e al mercato relativo ad essi.

Lo scorso dicembre ENAC ha pubblicato sul proprio sito un emendamento riguardante soprattutto i modelli da 300 grammi, introducendo l’obbligo di paraeliche e divieto di volo notturno per le operazioni non critiche. Inoltre è stata decretata l’impossibilità di far volare gli apparecchi oltre i 150 metri d’altezza, purché sempre a vista del pilota, a più di 50 metri da persone e oggetti e per un’estensione massima di 500 metri. Infine è stato previsto un registro in cui segnalare i droni oltre i 25 chili.

L’espansione della rete dei fruitori potrebbe, però, smuovere qualcosa a livello legislativo, in modo da adattarsi ad una realtà in rapida evoluzione. Nel giro di pochi anni, infatti, potremmo ritrovarci ad utilizzarli quasi con la stessa frequenza e naturalezza di uno smartphone.

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