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HCE e #MobilePayment: quali sviluppi?

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La tecnologia (Near Field Communication) rappresenta la principale soluzione per lo sviluppo di sistemi di : attraverso la comunicazione bidirezionale a corto raggio – contactless – tra dispositivi elettronici collocati a distanza ravvicinata, l’NFC consente agli utenti di effettuare pagamenti con il proprio smartphone.

L’adozione di modelli “SIM based” ha frenato lo sviluppo di tale tecnologia e disincentivato gli investimenti degli operatori del settore. La creazione dell’Host Card Emulation (), soluzione che permette di virtualizzare nel cloud le carte di pagamento, ha cambiato notevolmente le prospettive del mercato, dando centralità a banche ed istituti di credito nell’ambito dei pagamenti da dispositivo mobile.

Il sistema NFC tradizionalmente utilizzato è il SIM Card emulation, che consiste nella simulazione di una carta di pagamento da parte del dispositivo mobile, per consentire l’effettuazione di transazioni per mezzo dello smartphone.

I pagamenti avvengono in modalità contactless attraverso la trasmissione dei dati tra il controller NFC del fornitore (il negoziante, ad esempio) e il secure element fisico incorporato nel telefono o contenuto nella SIM card.

La nuova sfida per gli operatori economici è rappresentata dall’Host Card Emulation, architettura che consente di spostare il mobile payment NFC sul cloud, ospitando in remoto il secure element. Un grande impulso all’implementazione di questa tecnologia è stata data da Google, che ha annunciato il supporto all’HCE del suo nuovo sistema operativo Android KitKat.

L’Host Card Emulation offre una soluzione svincolata dagli operatori telefonici. Con tale sistema, infatti, il secure element non è più integrato fisicamente nel dispositivo o nella SIM ma è ospitato in un ambiente cloud remoto.

Questa tecnologia permette a tutti i fornitori di servizi di pagamento di avere il pieno controllo del secure element, fornendo servizi di mobile payment ancora più immediati.

L’HCE consente, dunque, maggiore facilità di attivazione del servizio, elimina la necessità di virtualizzare una SIM specifica e aumenta notevolmente la potenza di elaborazione delle transazioni.

Qualche numero

Un report della Juniper Research ha evidenziato che nel 2019 saranno 516 milioni gli utenti di telefonia mobile che effettueranno pagamenti tramite la tecnologia NFC, rispetto ai 148 milioni di quest’anno.

I numeri dimostrano come gli utenti siano sempre più disposti a fare acquisti per mezzo degli smartphone, che rappresentano il driver principale per l’implementazione del mobile payment.

Entro il 2018, infatti, saranno 1,2 miliardi gli smartphone in grado di effettuare pagamenti NFC2 utilizzando l’architettura HCE: una ricerca IDS evidenzia che l’84,7 degli smartphone venduti al mondo è equipaggiato con il sistema operativo Android (che, si ricorda, nella sua ultima versione offre pieno supporto all’HCE).

Tale fattore unitamente all’interesse dimostrato da aziende quali Google, Apple, Visa e Mastercard fanno capire che l’HCE è destinato a divenire uno standard globale per il mobile payment.

E in questo contesto, svincolato dagli operatori telefonici, sono le banche i soggetti in grado di incidere notevolmente sul mercato, essendo libere di implementare i propri sistemi di pagamento ovunque e autonomamente, senza dover stringere accordi con gli operatori telefonici o offrire i propri servizi per mezzo di applicazioni di terze parti.

Banche che, peraltro, sul versante della sicurezza delle transazioni, riscuotono il favore degli utenti. Da una ricerca di Inside Secure è, infatti, emerso che gli utenti nutrano più sicurezza ad affidarsi agli istituti bancari piuttosto che agli altri soggetti operanti in questo mercato, con il 51% degli intervistati che preferirebbe usare un’applicazione dalla propria banca al posto di servizi di terze parti come Apple Pay, Android Pay o Samsung Pay.

L’esperienza Bankinter

Una delle prime banche ad aver scommesso sull’HCE è la spagnola Bankinter: già dalla fine del 2014, infatti, Bankinter ha lanciato un servizio di mobile payment NFC che sfrutta appieno l’HCE, avvalendosi di tecniche di virtualizzazione sicure e di autenticazione a due fattori.

Per utilizzare il servizio è necessario scaricare l’applicazione proprietaria MVC e in modo sicuro registrare – online, tramite il servizio telefonico o presso una filiale – una carta di credito o debito già in possesso dell’utente al fine di abilitarla ai pagamenti via HCE.

I pagamenti possono avvenire sui normali terminali POS con chip NFC e al momento del pagamento non è necessario che lo smartphone sia coperto da connessione dati o WiFi.

E in Italia?

Le esperienze di Banca Mediolanum dicono che il 2016 per l’Italia sarà l’anno in cui si uscirà dalla fase di sperimentazione dei pagamenti mobili per iniziare a vedere i primi numeri di mercato e di reale uso da parte dei clienti. “Ci interessa abilitare i nostri clienti ai pagamenti con smartphone” – afferma Roberto De Agostini, Project Manager Mobile Payments & Special Projects di Banca Mediolanum. “Pertanto siamo stati la prima banca a lanciare il servizio di pagamento in prossimità in collaborazione con Telecom e Vodafone (sim based), stiamo traguardando una soluzione HCE e guardiamo con estrema attenzione gli sviluppi delle offerte degli OTT (Applepay, Samsung Pay, Android Pay).”

Giorgio Romeo

Giorgio Romeo

Classe ’86. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e un Master in Management dei Sistemi Informativi, coltivando sempre la passione per la tecnologia, i social media e la grafica.
Nel 2013 ha ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione forense e ha lavorato come avvocato occupandosi di diritto delle nuove tecnologie e pubblica amministrazione digitale.
Attualmente fornisce consulenza a startup e aziende in materia di diritto di internet, privacy, diritto d’autore e social media.

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