Digital Transformation

L’importanza della Digital Geography nel processo di #DigitalTransformation

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Quando si parla di , oggi, è necessario considerare come con lo sviluppo dell’IoT questo tipo di soluzioni stia assumendo un ruolo sempre più importante. Se è vero che – come ci insegna la semantica generale – “la mappa non è il territorio”, infatti, è pur vero che essa diventa sempre più viva e centrale nel rapporto con esso. La mappa come punto di contatto tra la realtà fisica e quella digitale, in un vero e proprio superamento dei concetti di “reale” e “virtuale” che con l’Internet delle Cose hanno sempre meno senso, in un contesto di continuità fluida. In questo contesto è chiaro come le location platform assumano un ruolo nuovo, di veri e propri “articolatori” di un mondo in cui i confini tra il bit e l’atomo sono sempre più labili, e la possibilità di disporre di mappe del territorio intelligenti e “smart” diventa sempre più importante“. Così Stefano Epifani, direttore di TechEconomy, ha disegnato i punti di contatto tra mappa e IoT, tra geografia e digitale, aprendo la Conferenza annulale che si è svolta di recente a Roma.

I GIS, Geographic Information System, consentono agli utenti di migliorare le analisi sul territorio, gestire il patrimonio informativo su tutti i sistemi aziendali, accedere alle informazioni in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo, realizzare mappe interattive con nuovi strumenti e nuovi contenuti, prendere decisioni più rapide ed efficaci, condividere le informazioni con le squadre operative. La Location Platform è, per Esri, la nuova declinazione di questa tecnologia che trasforma il suo ArcGIS, prodotto leader del mercato, da sistema per specialisti a piattaforma abilitante per la , in grado di gestire, creare e condividere informazioni geografiche in ogni momento, ovunque e su qualsiasi dispositivo.

“Le tecnologie GIS, sempre più sofisticate, e sempre più performanti, sono pronte ormai per il salto di qualità che le porti fuori dagli uffici tecnici verso ogni settore all’interno di aziende e amministrazioni pubbliche – ha affermato , nuovo AD di Esri Italiae consentono ormai di raccogliere, analizzare, visualizzare e gestire tutte le informazioni del territorio su ogni dispositivo in qualunque momento. Gli ambiti di applicazione, le novità tecnologiche, i dati del settore e le potenzialità di sviluppo di questi strumenti ci danno l’idea di un mercato in forte espansione. D’altra parte il risparmio che deriva dalla trasformazione digitale in chiave geografica è tale che ogni azienda e ogni amministrazione ha interesse a velocizzare questo processo, essere chiamato alla guida di un’azienda al centro di un fenomeno così radicale è davvero stimolante”.

Il GIS si trasforma così da strumento software, utilizzato per mappare sul territorio determinate informazioni, in una vera e propria piattaforma in grado di interagire con il territorio mappando e disponendo informazioni prodotte da device IoT. La mappa diventa il punto di contatto tra analogico e digitale e, andando a mettere in contatto gli altri macro trend digitali (Big Data, IoE, Smart Device) si viene a creare un contesto in cui il GIS passa dall’esser strumento statico a dinamico.

La fa parte di un asset primario di informazioni, tesoro di ogni ente o azienda e base di ogni decisione. La conoscenza geografica pervade, infatti, settori sempre più ampi. Numerose le realtà industriali che hanno scelto tale tecnologia per affrontare la trasformazione, uscendo dall’era del GIS per entrare nel tempo della Location Platform.

Case history

Sogin, società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, si è avvalsa delle tecnologie Esri al fine di attivare un importante processo di accountability e trasparenza volto a costruire un modello di consultazione per i cittadini: con il progetto RE.MO., infatti, mette a disposizione di tutti dati sul monitoraggio ambientale, convenzionale e radiologico, degli impianti nucleari, nonché informazioni sull’andamento dei lavori di decommissioning.

Ma non solo accountability. I sistemi di Digital Geography si sono mostrati ottimi strumenti per l’attivazione di meccanismi di partecipazione e gestione della cittadinanza diversi e nuovi. Questo è quanto emerge dalla testimonianza di Retake, un’iniziativa che parte dal basso, dai cittadini, i quali attraverso operazioni orientate al coinvolgimento attivo pensano e si preoccupano di migliorare la qualità del territorio. La Location Platform permette di attivare un processo di storytelling, o meglio di storymapping, volto a far luce sul prima e il dopo degli interventi, il tutto in una dinamica che parte dal territorio e torna alla mappa.

Queste piattaforme rappresentano anche un valido strumento di supporto alle decisioni come nel caso di Anas, che ha sviluppato un importante progetto in collaborazione con l’università Sapienza di Roma per comprendere quale possa essere l’impatto di eventuali insediamenti archeologici. In questo contesto la Location Platform permette di orientare e gestire la fase progettuale definendo nel migliore dei modi il tipo di indagine che verrà effettuata, abbattendo costi e ottimizzando risorse, onde evitare di incorrere in un imprevisto.

SPIN Unit, un’organizzazione internazionale che riunisce una rete di appassionati ricercatori, ha preferito pensare che la percezione dei modelli di mappatura possa passare attraverso una dinamica molto soggettiva. Vale a dire che le persone, mediante le loro percezioni, possono contribuire alla costruzione di mappe digitali. Non solo, quindi, una realtà fisica, una mappa potremmo dire, ma una vera e propria realtà percepita. Attraverso il progetto di Turku e Tallin diversi ricercatori hanno cercato di avvicinare la mappa mentale alla mappa fisica con lo scopo di ricostruire e ripianificare il territorio in funzione dei modelli percettivi. Il tutto è reso possibile non solo da un’apposita strumentazione, ma anche attraverso l’acquisizione di informazioni che gli individui lasciano sui diversi canali social. Ancora una volta la ricostruzione del territorio avviene in maniera collaborativa.

Realtà fisica e percepita unite dal digitale?

Riprendendo un famoso concetto della semantica generale  “La mappa non è il territorio” possiamo far luce sul cambiamento in atto. Una mappa è ben distante dall’esser così ricca di informazioni. Manca, infatti, di tutti quei dettagli che caratterizzano un determinato territorio. Ogni mappa non è altro che un’astrazione, un modello di quello che dovrebbe essere la realtà. Il problema è il punto di vista dal quale rappresentiamo questa mappa, che può essere un punto di vista terzo rispetto all’essere umano, oppure un punto di visto partecipato. La Trasformazione Digitale in atto, con l’aiuto della Geografia Digitale, ci permette però di “risolvere” il problema integrando queste due realtà: fisica e percepita.

“La geografia digitale è una delle chiavi dei processi di trasformazione digitale e delle strategie di aziende private e pubblica amministrazione, producendo un risparmio sui costi operativi del 30% – ha commentato presidente di Esri Italianon c’è aspetto della nostra vita in cui la geografia digitale non giochi un ruolo fondamentale. Lo dimostra anche la crescita del mercato di prodotti e servizi per la geolocalizzazione nel mondo anche durante la crisi”.

Manuela Munzi

Manuela Munzi

Comunicatrice e attenta osservatrice del mondo che la circonda. Affascinata, da sempre, dai suoi cambiamenti e da come le persone rispondono ad essi. Studia, analizza e confronta ciò che vede. Vive nella convinzione che oltre la superficie ci sia qualcosa di più e vuole conoscerlo.

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