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Pinterest, marketplace del futuro?

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Nel 2008 Ben Silbermann aveva appena lasciato gli uffici di Google e insieme al compagno di college, Paul Sciarra, progettò un’App chiamata Tote. Si trattava di un catalogo online dal quale era possibile acquistare i prodotti di vari negozi. Tote non ottenne il successo aspettato, ma consentì a Silbermann di interpretare i bisogni degli utenti che non portavano a termine le transizioni, ma utilizzavano l’App per osservare i cataloghi e salvare i prodotti in liste di preferenze.

La svolta decisiva avvenne con il contributo di Evan Sharp e la convinzione che fosse indispensabile dare più valore alle immagini e alla loro condivisione. Sono stati necessari più di 50 prototipi ma, da quel momento, iniziò ad assumere la forma attuale.

Oggi la piattaforma si è evoluta ed è in grado di offrire un nuovo rivoluzionario servizio ai consumatori: con l’introduzione dei è possibile acquistare i prodotti direttamente da Pinterest (per ora solo negli Stati Uniti).

Il ripescaggio del , un processo di involuzione?

Forse è solo il caso di dire che l’idea di Ben era giusta, ma il momento era sbagliato. All’epoca di Tote gli acquisti online non erano diffusi e regnava la diffidenza sull’affidabilità dei pagamenti. I creatori di Pinterest hanno dovuto fare un passo indietro, un passo che li ha portati ad avere 100 milioni di utenti e un tasso di credibilità e notorietà secondo solo a Facebook.

Questa esperienza ci dimostra che è necessario ascoltare i consumatori e saper interpretare le loro risposte. La ricerca effettuata da Millwoard Brown Digital ci ricorda che sono stati gli utenti a chiedere questo ritorno alle origini, il 96% di loro utilizza Pinterest per ottenere informazioni e il 93% per pianificare acquisti (negli USA).

Le aziende Italiane sono pronte a sfruttare  Pinterest?

Dall’indagine condotta da Nielsen, attraverso il “Connected Commerce Survey”, su un campione di 13.000 individui in 24 nazioni, è emerso che gli italiani attivi sul web hanno come obiettivo quello di :

  • fare acquisti, 88%
  • ricercare l’offerta migliore, 42%
  • risparmiare tempo, 38%
  • vedere i prodotti on line prima dell’acquisto, 39%

All’interno di questo panorama nazionale, Pinterest, rappresenta ancora una nicchia, circa 3 milioni di utenti. L’interesse per la piattaforma su Google Italia è aumentato del 90%, dal 2011 ad oggi. I dati trattati sono relativi alla terza ricerca di mercato effettuata da Idealo.it dedicata ad “e-Commerce e Social Media in Italia.”

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Le regioni più attive si concentrano nei centri urbani del nord Italia e tra le ricerche correlate emergono temi quali moda, abbigliamento e arredamento. Si nota inoltre un picco di interesse in prossimità delle festività più importanti.

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Il team di ricerca di Idealo.it ha esaminato 65 piattaforme di e-commerce per i cinque campi trainanti del settore:

  • elettronica,
  • moda,
  • giochi,
  • compratori
  • Marketplace.

Sono state selezionate le 100 aziende di e-commerce più polari in Italia a cura di Casaleggio Associati. I parametri di engagement utilizzati sono quelli che ci fornisce Pinterest: bacheche, pin, mi piace, followers e following. Possiamo osservare i risultati dello studio in questo sintetico grafico e trarne le nostre considerazioni.

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In conclusione, chi si occupa di tecnologia o moda deve impostare la sua strategia nell’immediato altrimenti tra un anno si pentirà di non aver iniziato a lavorare oggi.

Tre successi ed una guida pratica

ArchDaily: David Basulto, co-fondatore e caporedattore di ArchDaily. “Pinterest ha permesso ai nostri lettori di riportare in superficie queste conoscenze, creando flussi curati personalmente e generando infiniti punti di vista sugli edifici che presentiamo ogni giorno. Grazie a questi effetti di rete, siamo riusciti a moltiplicare il fantastico lavoro svolto dal nostro team editoriale di cura e presentazione dei contenuti”. Si possono consultare qui i dettagli nella scheda proposta da Pinterest.

Sephora nel mese successivo alla prima campagna email ha registrato una crescita del 60% del traffico proveniente da Pinterest. Qui tutti i dettagli.

Nordstrom: “Il nostro obiettivo è quello di ispirare i clienti; nel modo in cui fanno acquisti, condividono e aggiungono Pin“, dichiara Bryan Galipeau, Responsabile dei Social Media di Nordstrom. “Una delle cose che amo di più di Pinterest è che i clienti possono trovare ispirazione e agire autonomamente. Sotto molti aspetti si può considerare la lista dei desideri più grande al mondo“. Approfondimenti e dettagli qui.

Per comprendere meglio le dinamiche di Pinterest, l’ebook “Pinterest for Businnes permette di muovere i primi passi. Domenico Amatore, uno degli autori del libro e co-founder di Pinterestitaly, ha risposto ad alcune domande.

Pinterest, in Italia, rappresenta ancora un’esigua nicchia di utenti, rispetto ad altri canali, perché ha scelto di seguire proprio questo progetto come tema centrale del suo lavoro?

Pinterest mi ha affascinato fin da subito, circa 3 anni fa, ed è per questo che insieme a Paola Sangiovanni ed Azzurra Tacente abbiamo deciso di aprire Pinterestitaly, primo blog italiano (non ufficiale) su Pinterest. Al momento però Pinterest non rappresenta il tema centrale del mio lavoro, ma mi sto dedicando anche ad altri progetti, tra i quali Community Manager Freelance, con il suo blog e la sua Academy dei Community Manager.

L’antenato di Pinterest, Tote, era nato con l’obiettivo di fare da tramite per la vendita online, poi si è ridimensionato per seguire i desideri degli utenti. Oggi Pinterest permette di nuovo di acquistare prodotti direttamente dal sito, quali sviluppi crede che potrà avere questa “involuzione”?

L’acquisto sulla piattaforma è sempre stato uno degli obiettivi di Pinterest, un obiettivo sofferto perché il team di Silbermann – uno dei fondatori – ha sempre cercato di non “inquinare” la piattaforma con contenuti puramente commerciali. Questa non è una “involuzione” ma credo possa essere considerata come una grande opportunità per i brand, soprattutto se vista alla luce delle possibilità offerte dal sistema di advertising integrato sulla piattaforma.

In Italia gli utenti di Pinterest sono ancora solo 3 milioni, ma l’interesse è in continua crescita. Cosa consiglierebbe alle aziende che hanno delle resistenze nell’utilizzo di Pinterest per fare Business?

Consiglierei di fare un’attenta analisi per comprendere se il proprio target utilizza questo canale, solo in caso positivo sarà possibile inserire Pinterest all’interno della propria digital strategy. Non c’è dubbio che le possibilità offerta da Pinterest siano tante, ma dato che la gestione del canale richiede un effort considerevole (e quindi ha un costo elevato), bisogna essere certi di trovare i propri interlocutori prima di svolgere qualsiasi tipo di attività (editoriale, campagne ade).

Quale il social network del futuro? Ci sono piattaforme per le quali prevede un rapido sviluppo nei prossimi anni?

Oggi si parla molto di Snapchat e dalla sua crescita inarrestabile. I big brand già sono impegnati con lo sviluppo di attività pensate ad hoc per questo canale. A mio avviso, nei prossimi anni lo scenario social diventerà sempre più complesso, non tanto per lo sviluppo di nuove piattaforme, ma per le funzionalità che verranno implementate. Basta dare un’occhiata alla Virtual Reality e ai chatbot sui quali sta lavorando Facebook. Per le aziende si prospetta uno scenario complicato ma ricco di opportunità. Ancora una volta sarà la capacità di adattamento a decretare i vincitori.

 

Chiara Taddei

Chiara Taddei

Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Firenze. Attualmente al termine della Laurea Magistrale in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Ricerca e passione sono le sue keyword. Scrive e pubblica perché pensa che un sapere diviene conoscenza solo se è condiviso.

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