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#IoE e l’importanza dei Data Center: intervista a Davide Zardo

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Davide Zardo

, Vice President della divisione IT di Italia

L’ è una opportunità reale, tanto che, secondo quanto riportato dallo studio IoT 2020 Business Report di Schneider Electric, il 70% delle imprese ne comprende il potenziale di business. Certo che i cambiamenti di prospettiva e di approccio alle problematiche dovranno essere gestiti sapientemente tenendo conto di diversi fattori che incidono ad esempio proprio sulla gestione del comparto IT. Tra i passi suggeriti nel report c’è per esempio quello di partire con piccoli progetti pilota, valutare bene il ROI delle attività da mettere in campo e mantenere uno stretto collegamento tra monitoraggio e gestione. Per capire quale potrebbe essere l’impatto dell’IoE nelle imprese ne abbiamo parlato con Davide Zardo, Vice President della divisione IT di Schneider Electric Italia.

Analisi di mercato predicono una crescita esponenziale dei dispositivi che si connetteranno a Internet quantificabili in 50 miliardi entro il 2020. Cosa servirà quindi alle nostre reti e ai nostri Data Center?

L’ sta portando nelle nostre vite una miriade di dispositivi intelligenti connessi a Internet, come sistemi di gestione intelligenti per la luminosità e la temperatura ambientale, sistemi di misura dell’energia, sistemi di tracking, TVCC e via discorrendo. Senza contare i device dei dipendenti stessi: smart watch, smartphone aggiuntivi, sistemi di monitoraggio della salute, ecc. Numeri astronomici, che si prevede cresceranno a un ritmo esponenziale.

Dati e applicazioni sono il motore di questa trasformazione digitale e i Data Center ne sono il vero e proprio cuore: alla base l’infrastruttura deve essere performante e in grado di supportare la condivisione, l’analisi, la connessione dei dati dell’IoT, con una strategia che tenga conto di più aspetti (connettività, scalabilità, performance, sicurezza, disponibilità…). Nei nuovi scenari che si stanno delineando, l’IT si trasformerà in una sorta di information delivery platform, ovvero un ambiente che, integrando elementi infrastrutturali (quali connettività e capacità di rete, mobile, cloud, storage e sicurezza, sistemi operativi e database) sarà in grado di abilitare quelle applicazioni di Intelligence e Analytics indispensabili per lo sviluppo del business. E l’integrazione va costruita lavorando prima di tutto sulle infrastrutture, predisponendo una sorta di IoT Enablement System.

Quali i driver di crescita dell’? E del mobile ?

Tra le forze in gioco necessarie per abbracciare l’IoT emerge soprattutto la necessità di una maggiore potenza di elaborazione per trattare rapidamente i dati, oltre al fatto che la latenza dei dati sta avendo un impatto sempre maggiore sulle performance aziendali. Proprio per questo, l’edge computing che colloca l’elaborazione dati nella posizione più vicina ai punti di raccolta e alle connessioni a Internet, sarà un modo comune per evitare i ritardi nelle trasmissioni dati e garantire un accesso in tempo reale alle informazioni per migliorare il processo decisionale.

Noi siamo all’avanguardia in questo trend, grazie alla creazione di nuove architetture del futuro e soluzioni innovative in grado di aiutare a ridurre la latenza e aggiungere rapidamente capacità, in un ambiente sicuro e facile da gestire. Un ruolo chiave lo giocano le soluzioni software che consentono ai responsabili dei Data Center di ottimizzare le prestazioni delle strutture e mantenere l’integrità della connettività di rete.

Il modello tradizionale dove un singolo Data Center a migliaia di km di distanza elabora e distribuisce tutti i dati provenienti da tutto il mondo sarà superato da Data Center più vicini alla fonte: micro Data Center situati vicino alle apparecchiature e alle persone, in grado di supportare le esigenze di gestione dei dati in tempo reale. Si tratta di implementazioni in cui la standardizzazione e la prefabbricazione sono fondamentali nell’assicurare l’affidabilità, i costi minori e la migliore possibilità di manutenzione.

Come cambieranno i modelli di business con l’IoT?

Basta guardarsi intorno: dispositivi mobili intelligenti e applicazioni si trovano ovunque, e le applicazioni sono essenzialmente generatori di dati, una quantità immensa di dati. Gli analisti ci parlano di quasi due miliardi di dispositivi mobili nelle mani di utenti di tutto il mondo e di oltre due milioni di app negli app-store principali che generano un miliardo di miliardi di transazioni al giorno, a carico delle infrastrutture di Data Center. Il cambiamento è potenzialmente ovunque. Nel nostro settore ad esempio stiamo assistendo all’ormai inevitabile integrazione tra i due ingredienti essenziali dell’IoT: la tecnologia dell’informazione (IT) e la tecnologia operativa (OT). E l’integrazione di capacità IT in offerte di tecnologia OT può davvero migliorare il nostro modo di vivere, lavorare e il nostro tempo libero. Le possibilità sono infinite.

Quale il vantaggio maggiore che le aziende potranno trarre dall’Internet of Things? E lo svantaggio più grande?

Senza dubbio ci stanno raccontando tutti i tipi di storie su Internet of Things e sulle meravigliose nuove funzionalità che porterà. Si sente parlare di frigoriferi che avvisano quando si è a corto di latte, in modo da poterlo comprare mentre torniamo a casa e simili. Ci sono alcune di queste tecnologie già utilizzabili e davvero molto utili. Si può controllare la temperatura di casa dal palmare, in modo da poterla aumentare o diminuire quando si è sulla strada. Recentemente abbiamo pubblicato uno studio IoT 2020 Business Report con l’obiettivo di dare ai nostri clienti una vera e propria guida per implementare l’Internet of Things e per l’innovazione, che li aiuti a cogliere tutti i vantaggi, nel quadro dell’evoluzione che il mercato avrà nei prossimi cinque anni.

Le aziende italiane sono pronte ad affrontare la digital transformation? Cosa serve a suo avviso?

Nell’azienda digitale che vuole cogliere questo momento di trasformazione e abbracciare le nuove opportunità di sviluppare prodotti e servizi un tempo impensabili, il Data Center acquista sempre maggiore importanza e centralità: come elemento abilitante della crescita del business e della capacità di affrontare con risorse adeguate l’evoluzione dello scenario tecnologico dai big data e analytics, alla pervasività del cloud e del mobile.

Quale il settore in cui l’IoT porterà maggiori trasformazioni? Qualche esempio che già oggi possa far capire l’impatto?

Senza dubbio la tecnologia IoT sta portando considerevoli novità nei Data Center. La nostra soluzione DCIM di gestione dell’infrastruttura del Data Center, ad esempio, consente di effettuare tutti i tipi di monitoraggio, misurazione e gestione del cambiamento nei loro Data Center. E, siccome i clienti vogliono tali capacità, ovunque si trovino, anche al di fuori del Data Center, ogni componente è connesso grazie a un indirizzo IP ed è in grado di inviare dati su Internet: IoT al lavoro. Ovunque si trovino, i responsabili del Data Center possono essere informati su tutto: dai tassi di utilizzo del server, alle prestazioni dei chiller, allo stato del generatore o alla carica delle batterie degli UPS. StruxureWare for Data Centers abbatte le barriere fra reparti IT e facility integrando in un’unica soluzione le funzionalità di raccolta dati, monitoraggio, automazione, pianificazione e implementazione, offrendo una visione completa di tutti i sistemi mission critical presenti nell’infrastruttura fisica del Data Center e dell’edificio.

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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