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#Mobilepayment e trasporto pubblico: a Londra il caso TFL

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Con una crescita prevista del 23.2% entro il 2020 secondo Capgemini, il si inserisce a pieno titolo tra le innovazioni più disruptive dei prossimi anni e l’implementazione dei pagamenti immediati rappresenta la killer app del settore.

Il caso dei trasporti pubblici londinesi

Secondo eMarketer il valore complessivo delle transazioni da mobile negli Stati Uniti raggiungerà i 62 miliardi nel 2017 e un ruolo cruciale sarà giocato dai sistemi di proximity. Il Regno Unito, pur classificandosi tra i Paesi più innovativi nell’adozione di sistemi di pagamento contactless e mobile grazie all’azienda di trasporti pubblici TFL, registra un livello di confidenza dei possessori di smartphone più basso di Italia e USA, a dimostrazione di quanto sia importante un approccio culturale e non solo tecnologico al tema. Con più di 700 milioni di viaggiatori ogni anno, il sistema di trasporto pubblico londinese rappresenta in ogni caso uno dei terreni più floridi per l’implementazione di pagamenti contactless e mobile, favorendo quella facilità e velocità nelle transazioni che sarà la chiave di volta del servizio pubblico nei prossimi anni.

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Sono più di 1,2 milioni i pagamenti contactless registrati ogni giorno nel network londinese dei trasporti pubblici TFL. L’azienda di trasporti londinese è tra le prime, e più attive, ad aver creduto nella tecnologia contactless per i pagamenti delle corse, incentivando l’uso dei trasporti pubblici grazie alla velocità dei pagamenti, alla riduzione nell’uso del denaro contante e alla facilità di utilizzo (senza dimenticare il risparmio nello spreco della carta).

Shasi Verma, Direttore della Customer Experience di TFL, poggia le scelte su un concetto basilare ma di cruciale importanza: “se sei in grado di offrire un’esperienza che permetta alle persone di vivere più facilmente, la adotteranno.” Ingrediente principale del successo dell’iniziativa.

I pagamenti contactless a non sono una novità: già a partire dal 2003 le carte Oyster hanno permesso a milioni di passeggeri di sfruttare la tecnologia NFC per pagare le corse sui trasporti pubblici. Da settembre 2014 i pagamenti contactless con carte di credito American Express, Barclaycard, Maestro, MasterCard e Visa hanno garantito un ulteriore boost al successo dell’iniziativa, con circa 1 milione di transazioni registrate nei soli primi 9 giorni di lancio e un totale che supera i 300 milioni di viaggi a febbraio 2016.

Il lancio di Apple Pay come ulteriore sistema di mobile payment di TFL a luglio 2015 si inserisce come elemento innovativo nella costruzione di un viaggio verso il Maas (Mobile-as-a-Service) che rappresenta l’evoluzione del trasporto pubblico entro il 2025, secondo uno studio condotto da Xerox in 12 città europee. La Generazione Z, che raggruppa persone di età compresa tra i 18 e i 24 anni, vede nel mobile payment e nella qualità del trasporto pubblico due degli elementi determinanti nella scelta della città in cui vivere e lavorare. Ragione ancora più valida per continuare a sperimentare nel mobile payment per il trasporto pubblico, con grande vantaggio di residenti e turisti.

TFL e Apple Pay

Secondo il TFL Commissioner’s Report di febbraio 2016, l’uso degli smartphone per il pagamento dei viaggi nella città di Londra rappresenta un trend in continua crescita da cui sarà difficile prescindere: la media di viaggi sul trasporto pubblico pagati tramite mobile cresce di circa 1000 device al giorno, con oltre 200 mila device registrati negli ultimi 6 mesi e oltre 3 milioni di viaggi.
La crescita nell’uso degli smartphone per il mobile payment è stata del 360% in 6 mesi, con circa 35.000 viaggi al giorno pagati da mobile, grazie all’introduzione di Apple Pay e degli altri sistemi di mobile wallets forniti da Vodafone e EE che rappresentano complessivamente il 3,5% dei pagamenti contactless effettuati, dimostrando le grandi potenzialità ancora inespresse del mobile.

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Ma Apple Pay ha davvero rivoluzionato il modo in cui paghiamo? Forse non ancora. Il lancio in UK dell’Apple Pay è stato supportato dal CEO Tim Cook che definiva il “2015 l’anno dell’Apple Pay”. Ma a circa un anno dal lancio, nessun dato ufficiale è stato comunicato da Apple, con grande sospetto degli analisti di Ovum: ”normalmente, quando i numeri sono decenti in ogni caso, la maggior parte dei providers sono molto veloci nel fornirli”, ha dichiarato Gilles Ubaghs.

Gli unici dati comunicati sono quelli di TFL che parla però di 3,2 milioni di viaggi pagati tramite mobile negli ultimi 6 mesi, non specificando quanti di questi siano stati effettuati con Apple Pay (pur considerando che, di fatto, Android e Samsung non sono ancora attivi in UK).

Nei primi mesi di utilizzo del servizio non poche sono state le critiche avanzate dal pubblico, prevalentemente riferite al rischio di addebiti multipli e all’univocità degli utenti. Se si utilizzano diversi sistemi di pagamento per attraversare i tornelli, come ad esempio un Apple Watch in entrata ed una carta Oyster in uscita, si rischia un duplice addebito della corsa poiché ogni operazione è associata al token e non ad un ID utente univoco. E cosa succede se il nostro iPhone è scarico? Il controllore può fare la multa, poiché lo smartphone è l’unico “possessore” della ricevuta del pagamento, mentre non c’è ancora un sistema di verifica dei pagamenti su un’unica piattaforma.

Ma, al netto delle dispute sulla “Rivoluzione Apple”, è indubbio il successo dei contactless payment per il servizio pubblico londinese che continua a crescere dal 0,2 al 0,4% a settimana.

L’azienda di trasporti londinese ha ribadito la volontà di continuare ad investire nel mobile payment, dichiarando nel report di essere “leader nell’implementazione della tecnologia contactless ancor più del settore retail”. Il metodo di pagamento tramite Oyster rappresenta ad oggi il 70% delle transazioni complessive, ma con una decresita annuale dell’8% a favore di sistemi di pagamento contactless. Ed entro il 2020 tutti i terminali dei trasporti pubblici passeranno al sistema contactless.

Sono molte altre le città europee interessate a seguire l’esempio londinese e TFL è impegnata in varie discussioni per supportare le amministrazioni interessante con il proprio know-how e la propria tecnologia. I costi di gestione dei pagamenti, secondo l’azienda, sono scesi dal 15% al 9% grazie ai sistemi contactless e si prevede un ulteriore riduzione intorno al 6%.

È di pochi giorni fa l’annuncio di Google dell’arrivo di Android Pay nel mercato londinese dopo il lancio negli USA nel 2015. TFL è tra le prime aziende aderenti al nuovo sistema di pagamento che accetterà carte Mastercard e Visa, con un aumento prevedibile dei pagamenti da mobile per i viaggi in metropolitana, autobus e treni urbani.

Presto anche in taxi pagamenti contactless

Ma non è tutto: da ottobre 2016 anche i Black Cabs, i famosi taxi londinesi, accetteranno pagamenti contactless con carte di credito e debito, riducendo notevolmente i tempi per il pagamento di una corsa.

È una grande notizia per i milioni di passeggeri che ogni giorno usano i taxi a Londra”, afferma il Sindaco Boris Johnson. “È una parte essenziale della vita moderna e permetterà di pagare velocemente e facilmente, come mai prima d’ora”.

I pagamenti tramite carte sono già accettati da circa la metà dei taxi londinesi, ma ciò significa che entro ottobre tutti i taxi dovranno dotarsi di un lettore NFC. Nessun ulteriore addebito per chi paga con la carta, con il vantaggio di non dover controllare il portafoglio prima di salire in taxi.

I pagamenti contactless rappresentano il 25% dei pagamenti pay-as-you-go sul network TFL, aiutando la missione ben più ampia di un’espansione nazionale dei servizi contactless in tutto il Regno Unito”, secondo Kevin Jenkins, Managing Director di Visa Europe UK.

Il trasporto pubblico rappresenta quindi una delle industry più interessate ed attive nell’implementazione del mobile payment, con previsioni in continua crescita anche in Italia secondo l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano.

La vera sfida sarà senza dubbio non tanto nel supporto tecnologico, ormai avanzato e con una velocità di crescita inarrestabile, quanto piuttosto nella maturità sociale e culturale, con ripercussioni sulla qualità di vita dei cittadini che consentirà ai Paesi più virtuosi e smart di attrarre nuovi abitanti, turisti e imprese.

 

Valeria Leuti

Valeria Leuti

Laureata in Comunicazione d’impresa nel 2009, ha lavorato nel campo della formazione universitaria e aziendale, per poi concentrarsi sulla gestione e lo studio dei social media in ottica business.
Collabora con aziende e associazioni come Social Media Specialist e consulente.

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