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#MobilePayment e PA: quale presente e quale futuro?

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Nel nostro Paese il 2015 è stato un anno di crescita e consolidamento per i “New Digital Payment”: l’acquisto di beni e servizi e il pagamento di ricariche e bollette da PC e Tablet sono cresciuti del 13%, arrivando alla cifra di ben 17 miliardi di euro che rappresenta l’81% dei sistemi di pagamento digitali innovativi. È quanto emerge da un recente studio dell’Osservatorio & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, presentato lo scorso febbraio.

#mobilepayment e PA: il presente

Lo scorso anno i Mobile Remote Payment di beni e servizi hanno registrato un aumento pari al 75% superando i 300 milioni di euro. Il pagamento di bollette e bollettini da smartphone e tablet è passato dai 21 milioni di euro del 2014 ad oltre 57 milioni di euro del 2015 con una crescita del +172% rispetto all’anno precedente. Tale crescita è principalmente dovuta all’aumento dei servizi resi disponibili nei Mobile Wallet e nelle applicazioni delle utility. Anche la componente relativa al mondo della mobilità pubblica ed integrata (biglietti dei bus, pagamento delle soste e car/ bike sharing) è cresciuta di oltre il 160% superando il valore dei 40 milioni di euro. In particolare, nel 2015 sono stati acquistati oltre 6 milioni di biglietti per il trasporto pubblico locale, pagate oltre 6 milioni di corse di car sharing e 3 milioni di soste attraverso il telefono cellulare. Ma tra i maggiori servizi online utilizzati dai cittadini sicuramente quelli relativi al pagamento delle imposte sono tra i

più richiesti. Ed infatti per la Pubblica Amministrazione il valore di mercato dei pagamenti elettronici relativo ad imposte che versano imprese e cittadini italiani ogni anno rappresenta circa 60 miliardi di euro, di cui oltre 45 miliardi direttamente incassati dalle  regioni ed enti locali.

Italia versus Europa: cammino ancora lungo

Nel nostro Paese le transazioni riferibili a modalità di pagamento digitale nel 2015 hanno raggiunto 21 miliardi di euro, cifra che pur rappresentando un segnale positivo di crescita del fenomeno resta ancora ben lontana da quelle degli altri Paesi europei. Inoltre è bene sottolineare che la direttiva Pagamenti dell’UE (Payment Services Directive), che entrerà in vigore gradualmente nei prossimi anni, dedica una linea di azione proprio a questo settore, come leva per la diffusione di sistemi di pagamento online che aprano la strada all’e-commerce e alla creazione del Mercato Unico Europeo. Sebbene l’Italia goda di un’ottima base infrastrutturale per l’accettazione di pagamenti digitali e di una buona diffusione di carte di pagamento tra la popolazione, in linea o talvolta addirittura superiore ai Paesi europei più avanzati, segno che il sistema finanziario ha creato le condizioni utili allo sviluppo dei pagamenti digitali, i dati relativi all’effettivo utilizzo di questi ultimi collocano il nostro Paese agli ultimi posti in classifica europea. Inoltre secondo le stime dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, la gestione del contante costa all’Italia circa 9,5 miliardi di euro, a cui si deve aggiungere il gettito perso per l’erario (circa 27 miliardi di euro ogni anno) derivante dalla fascia di economia sommersa legata all’utilizzo di contante, in quanto non tracciabile.

Dalla fattura elettronica a

Uno snodo fondamentale del percorso d’innovazione della PA è senza dubbio quello dei pagamenti elettronici. Ormai irrinunciabile la completa digitalizzazione del ciclo Pubblica Amministrazione e fornitori anche per raggiungere l’obiettivo che la Commissione Europea aveva individuato con il programma quadro I2020 che si basava su incremento della trasparenza, del monitoraggio e del controllo della spesa per meglio gestire la programmazione economico-finanziaria dei singoli Stati Membri.

Ma ad oggi la situazione italiana presenta un contesto molto modesto: troppo poche sono state le amministrazioni che hanno aderito al Nodo dei Pagamenti-SPC, la piattaforma tecnologica alla base dell’interoperabilità tra le Pubbliche Amministrazioni ed i Prestatori dei Servizi di Pagamento attiva sin dal 2013. Lo stesso Governo, nell’ambito delle iniziative legislative collaterali all’avvio della Fattura Elettronica verso la PA, aveva posto l’obbligo di aderire al Nodo dei Pagamenti-SPC per le PA centrali e locali entro il 31 dicembre 2015, e l’obbligo di attivare i relativi servizi entro il 31 dicembre 2016. Ma nel corso del 2015 i numeri riferibili alle transazioni passate sul sistema sono stati alquanto deludenti, tanto da spingere l’AgID a promuovere il sistema unificato PagoPA facilitando l’avvio di un nuovo modello di rapporto, nell’ambito dei pagamenti, tra cittadino e Pubbliche Amministrazioni, che si allargherà anche a piattaforme innovative e non necessariamente legate al mondo bancario, e l’avvio di novità quali l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e il Sistema Pubblico d’Identità Digitale (SPID) che si auspica creeranno un reale cambiamento anche verso una maggiore semplificazione.

PagoPA è un ecosistema di regole, standard e strumenti definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale e accettati dalla Pubblica Amministrazione, dalle Banche, Poste ed altri istituti di pagamento aderenti (Prestatori di servizi di pagamento – PSP) in attuazione dell’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale e dal D.L. 179/2012.

Il sistema garantisce a privati e aziende:

  • sicurezza e affidabilità nei pagamenti;
  • semplicità e flessibilità nella scelta delle modalità di pagamento;
  • trasparenza nei costi di commissione.

Inoltre specificatamente per le pubbliche amministrazioni pagoPA garantisce la certezza e automazione nella riscossione degli incassi; la riduzione dei costi e standardizzazione dei processi interni; la semplificazione e digitalizzazione dei servizi.

Le pubbliche amministrazioni (Enti Creditori) sono tenute ad aderire al sistema pagoPA, mentre i gestori di pubblici servizi possono partecipare su base volontaria.

Quali gli Enti già partiti?

A fine dicembre dello scorso anno erano circa 10.000 le PA che avevano aderito a PagoPa; circa 800 i comuni che hanno aderito al nodo tramite Unioncamere per il pagamento degli oneri SUAP (Sportello Unico Attività Produttive). Il sistema di pagamenti elettronici è stato implementato anche da parte di INAIL per quanto riguarda il pagamento online dei contributi volontari per le casalinghe. Tra gli enti che hanno già aderito anche Equitalia Spa, INPS per il versamento dei contributi volontari relativi al sistema pensionistico e 19 tra regioni e province autonome per il pagamento di bollo auto e ticket sanitario. Le PA centrali sono presenti sulla piattaforma con 10 ministeri, 2 enti previdenziali e assistenziali e 52 altre amministrazioni che hanno migliorato l’offerta dei servizi alla cittadinanza.

Buone pratiche

Regione Emilia-Romagna, dove i residenti hanno a disposizione la piattaforma PayER un vero e proprio sportello unico dei pagamenti, attraverso il quale è possibile pagare imposte, oneri o sanzioni. E’ Utilizzata da più di 260 enti tra Comuni, Unioni, Province, AUSL, società partecipate e ente regionale e presenta più di 650 servizi di pagamento, tra cui: ticket sanitari, abbonamenti per i trasporti pubblici, servizi scolastici, contravvenzioni al codice della strada, oneri legati a pratiche SUAP.

Regione Veneto, che mette a disposizione dei cittadini il portale MyPay e il “Nodo regionale dei pagamenti telematici”.

MIUR, in collaborazione con AgID, ha realizzato una specifica piattaforma applicativa denominata PagoinRete che colloquia con PagoPA e consente ad oltre 8.500 scuole italiane di aderire al sistema dei pagamenti elettronici in un unico momento. La piattaforma “PagoinRete” permette alla segreteria scolastica di configurare i propri avvisi telematici di pagamento in relazione ai contributi richiesti per tasse e servizi scolastici; gli avvisi di pagamento sono messi a disposizione di genitori e alunni che possono selezionarli e pagarli online utilizzando il canale e lo strumento di pagamento preferito. La piattaforma “PagoinRete”, già in fase di sperimentazione per le prime scuole aderenti, sarà resa disponibile progressivamente per tutte le scuole nel corso del 2016 favorendo l’informatizzazione dell’intero sistema dei pagamenti scolastici.

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice non strutturata presso Enti di ricerca e Università, Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 10 anni, con focus su: ICT e socialmedia ed impatto sugli stili di vita, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cyberharassment e cybersafety. E’ Responsabile del Coordinamento editoriale della Rivista accademica RES PUBLICA. Al suo attivo (italiano, francese ed inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore ICT e digitale: TechEconomy, Girl Geek Life.

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