Visions

Cosa insegna l’Open Source

uccello

In premessa devo dire che non sono un informatico (per fortuna della categoria) ma mi considero un curioso ribelle ed è per questo che mi sono avvicinato al mondo del software libero. Quando nel 2007 uscì Windows Vista avevo sul mio notebook installato Windows XP, ma leggendo tutti i difetti che aveva Vista mi posi la seguente domanda: c’era un’alternativa? La risposta fu sì, c’era l’alternativa anche per chi di informatica non ne sapeva nulla; si chiamava Ubuntu 8.04. Così, per curiosità e ribellione, pur non sapendo nulla, ma seguendo i forum che avevo trovato in Internet lo installai. Da qui iniziò un percorso che non si è mai fermato. Ma a differenza di allora, e fino a qualche anno fa, oggi le cose le vedo in maniera differente. Ovvero, mosso da entusiasmo iniziai a devastare mentalmente molti amici e colleghi per farli passare a Ubuntu, una piccola parte acconsentì, la maggior parte rifiutò. Fu un errore da parte mia: le persone semmai le fai arrivare per ragionamento non per sfinimento. Il ragionamento dovrebbe essere quello che prima ti spiego cosa sono le libertà digitali e poi, semmai, installi un sistema operativo e dei programmi liberi.

Open source, però, non riguarda solo il mondo dell’informatica. E’ un modello applicativo, una scuola di pensiero, una palestra di vita, applicabile a ogni frammento della nostra vita.

L’open source esiste da molto tempo. L’Accademia di Platone fondata nel 387 a.C. dimostra quanto la circolazione del sapere e la condivisione della conoscenza siano alla base dell’evoluzione di ogni società. All’interno di questo modello ritrovo altri aspetti che ritengo fondamentali e che sono propri non solo del modello e del movimento che parla di software libero, come della cultura hacker.

Vorrei riprendere il concetto del dono e riportarlo alla sua essenza primaria ovvero la gratuità senza ricevere nulla in cambio, la meritocrazia, l’importanza della comunità intesa come gruppo di persone che condividono gli stessi ideali, gli stessi intenti e scopi, il rispetto degli altri, il vedere nell’incontro con l’altro un momento di crescita personale e di opportunità, non di opportunismo.

Nel modello open source che ho in mente non c’è l’intenzione di prevaricare sull’altro, c’è l’attenzione al più debole; non c’è la paura di sbagliare, c’è il desiderio di mettersi in discussione; non si hanno solo certezze, ma si coltivano dubbi; non ci si sente indispensabili, ma si riscopre l’umiltà.

È un mondo o un modello utopico? No esiste già nella mia vita. Ho avuto forse la fortuna di incontrare molte persone così nelle comunità di software libero. Quello che manca a mio avviso è la consapevolezza che questo modello potrebbe essere applicato a tanti contesti e non solo ai progetti software. In ogni settore e professione vincono sempre più spesso l’arrivismo, il prevaricare, la corruzione, l’illegalità, il “poltronificio” ovvero occupare un posto e tenerlo tenacemente fino all’ultimo respiro. Le vicende di questi ultimi tempi in tutti i campi lo dimostrano ampiamente. Manca il senso del bene comune, un investimento sul territorio, una visione prospettica, avere un ruolo e pensare già a chi arriverà dopo di te, in questo modo vivi meglio il tuo tempo (che sai essere precario) e immagini e costruisci il futuro.

Tutto questo l’ho imparato nel mondo dell’open source? In parte sì, in parte penso di averlo avuto sempre dentro me. E allora se le persone si avvicinassero al mondo informatico dell’open source, senza essere informatici, con consapevolezza, è probabile che possano sviluppare tutti quegli aspetti di cui ho parlato sopra.

Non so se tutto questo lo vedrò mai realizzato, ma sognare è già il primo passo per immaginare un mondo diverso.

Giordano Alborghetti

Giordano Alborghetti

Giordano Alborghetti lavora in banca. Si definisce un curioso ribelle (o un ribelle curioso) e considera la musica una delle cose più importanti della sua vita. Si avvicina a Linux solo nel 2007 inziando ad usare Ubuntu
e da lì non si è mai più fermato. Ama il concetto di libertà che sta
alla base del software libero, estendendolo a tutto. È fra i fondatori di LibreItalia e componente di TDF.

Facebook Twitter 

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This