Diritto al digitale

Gli obblighi normativi influenzano l’IoT?

IOT

I numeri dell’Osservatorio sull’Internet of Things in Italia del Politecnico di Milano e le iniziative normative in materia lasciano intendere che ci troviamo durante una fase decisiva per la crescita dell’. Ciò che mi ha più stupito non sono i dati relativi al valore del mercato che ha raggiunto (i € 2 miliardi), ma il legame tra la crescita dell’ e gli obblighi normativi.

Non è un caso che metà di questi due miliardi di euro sia legato alla diffusione dei contatori smart gas e alle connected car. Infatti, questa crescita è dovuta all’attuazione della normativa che richiederà l’installazione di almeno 11 milioni contatori gas smart entro il 2018. E la sostituzione della prima generazione di contatori elettrici smart che sta per avvenire dovrebbe portare ad un’ulteriore crescita.

Allo stesso modo, l’aumento delle connected car è stato “guidato” dal settore delle assicurazioni che hanno utilizzato la tecnologia “telematica” al fine di fornire l’assicurazione obbligatoria RCA tramite oltre 4,7 milioni di black box delle 5,3 milioni di auto connesse in circolazione in Italia. E anche per le connected car gli obblighi normativi porteranno ad un’ulteriore crescita del settore quale conseguenza dell‘obbligo di installazione di un sistema di eCall in tutti i nuovi modelli di auto a decorrere dal 31 marzo 2018.

Questo mostra ancora una volta che i regolatori hanno un ruolo essenziale in Europa per determinare il futuro specialmente dei settori innovativi.

Che indirizzo prenderanno i regolatori? 

Viste queste premesse, la posizione dei regolatori nei prossimi mesi sarà decisiva e non ci poteva essere un periodo migliore per “testarli”.

28 autorità privacy verificheranno nei prossimi mesi il rispetto della normativa privacy da parte delle tecnologie dell’Internet of Things nell’ambito dell’iniziativa denominata “Privacy Sweep 2016“. E in questi giorni i 28 ministri dei trasporti dell’Unione Europea hanno firmato la c.d. “Dichiarazione di Amsterdam” che rappresenta un accordo volto a definire i passi da adottare al fine di favorire la crescita dei veicoli autonomi (ovvero le self-driving car).

Tutto questo avviene a pochi giorni dalla adozione del Regolamento europeo in materia di dati personali la cui interpretazione da parte dei garanti europei rappresenta un forte punto interrogativo sul futuro dell’IoT in Europa. Un’interpretazione troppo rigida della normativa potrebbe infatti portare alla creazione di un ostacolo allo sviluppo dell’Internet of Things.

E cercheremo di analizzare le enormi potenzialità dei modelli di business dell’Internet of Things e cosa deve cambiare nel nostro Paese per poterne beneficiare nell’evento che IoTItaly sta organizzando il 31 maggio 2016 presso l’Innovation Campus di Microsoft Italia a cui è possibile registrarsi a questo link.

(foto di Marcus Brown Flickr, CC-BY-SA 2.0)

Giulio Coraggio

Giulio Coraggio

Avvocato in Italia ed Inghilterra specializzato in diritto delle nuove tecnologie, privacy, giochi e diritto commerciale, lavora nel dipartimento di Proprietà Intellettuale e Tecnologie dello studio legale internazionale DLA Piper. Riconosciuto da alcune delle più importanti directory legali internazionali è spesso relatore a conferenze e webinar sulle nuove tecnologie e i giochi. Ha il grande privilegio di lavorare nel settore delle tecnologie che sono la sua passione (insieme al Napoli…) e trasmette questa passione ai propri clienti immedesimandosi nel loro business.

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