Digital Transformation

Le 5 conseguenze dell’arrivo dell’Industry 4.0

Industry

è il termine che descrive la digitalizzazione del settore industriale attraverso le dinamiche della che prevede l’adozione del digitale, logiche e tecnologie, all’interno degli spazi di lavoro e dei processi organizzativi e produttivi delle imprese. Si tratta di una realtà che sta diventando sempre più importante, tuttavia, secondo McKinsey, c’è molta incertezza tra le società e le industrie e molti si chiedono se non si tratti semplicemente di “hype” o se è davvero un modello in grado di impattare positivamente sul business.

Una ricerca di Deloitte ha individuato, tra i tanti risultati, le cinque conseguenze concrete dell’arrivo dell’Industry 4.0. Conseguenze che se non verranno prese in seria di considerazione e gestite rischieranno di essere pericolose. Ecco i cinque punti emersi dal sondaggio di Deloitte:

1. Aumento della competitività. Una netta maggioranza delle aziende intervistate ritiene che la digital transformation e l’industry 4.0 aumenteranno la competitività nel mercato; tuttavia attualmente solo una piccola minoranza di aziende ritiene che l’Industry 4.0 possa essere sfruttata realmente in questo momento, anche se è convinta che il grande cambiamento sia effettivamente inevitabile; alcune aziende sostengono che l’industria 4.0 potrebbe anche rallentare la tendenza alla delocalizzazione della produzione nei Paesi a basso reddito, ma questo argomento rischia di essere debole, dato che spesso la tendenza verso la delocalizzazione è trascinata soprattutto dalla necessità di produrre beni a livello locale nei nuovi mercati in crescita (per facilitare la distribuzione). In sintesi, l’Industry 4.0 avrà un reale impatto sia sui processi di produzione globali che quelli locali aumentando la competitività.

2. Nuove opportunità, ma bisogna lavorare sulla sicurezza. Grazie all’Industry 4.0, si apriranno nuove strade e nuove opportunità per le aziende: basta pensare alle possibilità che offre la condivisione di dati tra i macchinari di produzione, attraverso meccanismi di feedback e auto-apprendimento. Inoltre, sarà molto più facile analizzare i dati delle macchine, contribuendo a migliorare la qualità e evitando errori nel processo di produzione. In termini di rischi, le aziende intervistate da Deloitte ritengono che la trasformazione digitale per l’industry 4.0 potrebbe incrementare i rischi legati alla cyber security, in conseguenza dell’aumento della superficie d’attacco a disposizione degli hacker.

3. Risorse e competenze: due componenti da migliorare. La maggior parte delle aziende intervistate notano che in molti settori non ci sono le reali competenze per poter sfruttare davvero la digital transformation per l’Industry 4.0; solo un terzo delle aziende ha una infrastruttura IT sufficiente per rispondere al cambiamento in atto e poco meno della metà non è convinta della necessità di ammodernamento. Le aziende dovranno lavorare quindi prima sulla consapevolezza delle loro necessità e subito dopo sullo sviluppo delle competenze.

4. Sviluppo del potenziale per le singole aree di business. Ricerca e sviluppo, supply chain, produzione, magazzinaggio, logistica sono le singole aree che potranno essere radicalmente trasformate e migliorate con l’arrivo dell’industry 4.0. Ogni singola area di business potrà essere ridisegnata, ottimizzandola attraverso nuovi processi realizzati grazie alle nuove tecnologie.

5. Sperimentazione di nuove tecnologie. La maggior parte delle aziende intervistate concordano sul fatto che l’arrivo di una nuova generazione di stampanti 3D accelererà la trasformazione dell’industria manifatturiera verso l’Industry 4.0. Secondo Deloitte, però, solo pochissime aziende manifatturiere sta facendo pieno uso delle possibilità offerte dalla tecnologia di stampa 3D correndo il serio rischio di farsi sfuggire questa occasione. E il discorso non vale solo per le stampanti 3D ma per tutta la tecnologia connessa all’Industry 4.0.

Forse la vera domanda da porsi è: le aziende sono pronte per l’Industry 4.0?

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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