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Kentstrapper ovvero una famiglia di maker

cantini

Le stampanti 3D sono senz’altro uno degli apparati più affascinanti che possiamo collegare ad un pc. Basta girare le varie fiere dell’elettronica o visitare alcuni musei che le ospitano per vedere il numero di curiosi che si avvicinano affascinati dal modellino che si sta formando nella stampa.

Negli ultimi tempi stiamo assistendo all’apertura di nuove startup che focalizzano il loro business sulla produzione di questo tipo di stampanti, che pur avendo costi non sempre accessibili per il mercato user, sono sicuramente un prodotto interessante per il mondo professionale. Un esempio di startup italiana è Kentstrapper, che si presenta con il motto “Una famiglia di maker unita dalla passione per la tecnologia”, tanto che lo stesso nome è frutto di questa visione famigliare: “Kent” è una anglicizzazione del cognome dei fondatori (Cantini) e “strapper” è il termine con cui si indicano le stampanti 3D derivate dal progetto RepRap.

racconta , uno dei fondatori – nasce nel 2010 come progetto di studio e analisi della stampa 3D, per poi diventare un’azienda che, dall’agosto 2011, si occupa di progettazione e produzione stampanti 3D e di servizi di fabbricazione digitale. I fondatori siamo io, mio fratello Luciano e mio padre Ugo che abbiamo coinvolto anche parte della mia famiglia tra cui mio nonno, zio e cugino. L’età media delle persone che ci lavorano (compresi ovviamente diversi collaboratori esterni) è di circa 30 anni.

Le stampanti prodotte dall’azienda si basano sul progetto RepRap, acronimo di Replicating Rapid Prototyper, iniziativa che mira a fare in modo di sviluppare una autoreplicante, in grado quindi di autoprodurre la maggior parte dei suoi stessi componenti. La documentazione di questo progetto è rilasciata interamente secondo un modello Open Source e questo è uno dei punti di forza di Kentstrapper.

I nostri primi modelli di stampanti 3D – spiega Lorenzo – erano basati su RepRap, che è alla base della diffusione ed evoluzione della stampa 3D a filamento. Il progetto si è evoluto a ritmi molto veloci, grazie al supporto della community che si è creata attorno ad esso, realizzando uno sviluppo condiviso.

La famiglia Cantini non solo utilizza questo modello open source e alcuni software liberi per il proprio lavoro, come Freecad e Blender, ma rilascia alcuni dei propri progetti con licenza Creative Commons in modo che possano essere usati e migliorati.

In questi anni Kentstrapper ha venduto centinaia di stampanti 3d, ha partecipato a fiere, trasmissioni televisive e radiofoniche, eventi nazionali ed internazionali. Nel 2013 inoltre è stata insignita del Make of Merit Award alla Maker Faire Roma.

Kentstrapper – conclude Lorenzo – è stata una delle prime aziende italiane a progettare e produrre stampanti 3D: ad oggi abbiamo progettato 7 modelli, e nel corso della nostra attività abbiamo visto notevoli cambiamenti in questo mercato. Siamo concentrati nella commercializzazione di prodotti rivolti a professionisti e aziende, abbiamo sviluppato delle stampanti 3D che siano intuitive e semplici da usare, ma al contempo molto performanti. Il nostro obiettivo è quello di permettere all’utente di avere uno strumento il più possibile plug and play. Abbiamo visto in questi anni un aumento dell’interesse per i nostri prodotti di fascia professionale, con un conseguente aumento delle vendite, che attualmente per il 95% sono su territorio nazionale. Ci auguriamo di incrementare la nostra presenza all’estero”.

”.

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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