Il diavolo si annida nei dettagli

Più Windows 10 per tutti. Anzi, no

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Nel campo dei sistemi operativi per personal computer, com’è noto Microsoft detiene da anni un monopolio di fatto, essendo Windows venduto già installato sui PC di praticamente tutte le marche, esclusa Apple che vi installa in esclusiva il suo Mac OS X. Esistono ottime alternative (Chromebook, computer venduti senza sistema operativo o con distribuzioni Linux preinstallate), ma bisogna andarsele a cercare.

Nel settore mobile (smartphone e tablet), invece, il discorso è ben diverso:

  • per quanto riguarda i sistemi operativi, Android è il leader indiscusso del mercato, con una quota che negli ultimi tre anni si è mantenuta tra il 70 e l’80%;

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  • per quanto riguarda i produttori di dispositivi, il mercato è guidato da Samsung, ma non si tratta affatto di un monopolio: Samsung detiene all’incirca solo un quarto del mercato, con decine di altri concorrenti a spartirsi la fetta più grossa.

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Ci piace pensare che la natura open source di Android abbia a che fare con questo stato di cose: pur con i suoi difetti (nessuno è perfetto), da molti anni il robottino verde è lì a disposizione di chiunque voglia mettere sul mercato uno smartphone, in una situazione di più libera concorrenza che nel settore dei PC. In questa classifica Windows Phone si attesta al di sotto del 3%. Di fatto Microsoft, almeno per ora, nonostante l’acquisizione del settore Devices & Services di Nokia e la creazione del marchio , ha perso la partita nel settore mobile.

Il recente lancio di Mobile avrebbe dovuto aiutare ad invertire la tendenza, almeno nelle intenzioni della casa di Redmond, sanando vecchie “ferite” create nel 2012 dall’uscita del suo predecessore Windows Phone 8, incompatibile con la versione 7 e quindi non installabile in nessuno degli smartphone già in circolazione ma solo nei modelli di nuova uscita. Quindi chi avesse voluto un nuovo Windows Phone avrebbe dovuto acquistare un nuovo telefono. Niente di particolarmente strano in questo, è abbastanza usuale che nuovi sistemi operativi non supportino vecchio hardware. Ma quella volta gli affezionati del marchio non l’avevano presa molto bene.

Nel novembre 2014, invece, Microsoft aveva annunciato che tutti gli apparecchi equipaggiati con Windows Phone 8 avrebbero ricevuto ufficialmente l’aggiornamento a Windows 10 Mobile.

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Nel frattempo sullo store Microsoft le descrizioni di tutti i modelli venduti con Windows 8 riportavano tra le specifiche tecniche la rassicurante dicitura: “upgradeable to Windows 10 when available”, che è come dire: comprate pure il modello che vi piace, avrete comunque Windows 10. Ottimo.

Invece no.

Recentemente è stato reso noto l’elenco dei modelli che beneficeranno dell’aggiornamento: l’elenco non comprende molti dei modelli che inizialmente erano indicati come aggiornabili nello store, come detto prima; molti di quei modelli erano stati inclusi nel programma Windows Insider Preview, grazie al quale gli utenti Windows 8 avevano potuto scaricare versioni beta del nuovo sistema operativo, contribuendo quindi come veri e propri beta-tester volontari e fornendo quindi un feedback sulle nuove funzionalità e sulle prestazioni del sistema, ma poi sono stati ritenuti non idonei.

Da chi? A precisa domanda del possessore di un Lumia 1020 – uno degli esclusi – Gabriel Aul, Vice presidente della divisione Windows and Devices Group di Microsoft, risponde in un tweet che la scelta è dettata dall’alta percentuale di segnalazioni di problemi di prestazioni e da bassa percentuale di voti in una non meglio precisata statistica di gradimento; dati probabilmente raccolti nella sperimentazione suddetta. È un po’ come dire: voi testate il prodotto, noi decidiamo se vi soddisfa. Uno strano modo di fare community, concetto evidentemente poco familiare in certi ambienti. C’è gente che ha comprato uno smartphone nella certezza, confermata dal produttore nelle specifiche tecniche, di ricevere l’aggiornamento a Windows 10; c’è gente che ha testato il prodotto sul proprio dispositivo e magari, accontentandosi delle prestazioni pur di avere un sistema più aggiornato, era convinta che avrebbe avuto l’aggiornamento definitivo all’uscita ufficiale e invece se l’è visto negare. Un’idea di utente-cliente che chi ha frequentato almeno un po’ il mondo del software libero, dove la libertà dell’utente di decidere cosa fare e come farlo è data per scontata, davvero fatica a comprendere e a ritenere accettabile. Una politica commerciale che difficilmente, temiamo, farà alzare la quota di mercato di Microsoft nel settore mobile al di sopra di quel misero 3% su cui attualmente galleggia.

Verrebbe da domandarsi cosa accadrebbe nel mondo dei PC se, anziché trovare solo macchine con sistema operativo preinstallato, l’utente avesse realmente la possibilità di scegliere.

Marco Alici

Marco Alici

Ingegnere meccanico, lavora come progettista presso la Videx. Affascinato dai computer fin da bambino, quando gli regalarono un Commodore 16, negli anni dell’università scopre Linux e il mondo del Software Libero e Open Source, dapprima come semplice utente, poi come convinto sostenitore. A metà strada tra la formazione tecnica e la passione informatica si inseriscono i suoi interessi nel mondo della computer-grafica e della stampa 3D. È vice-presidente del Fermo Linux Users Group e membro dell’associazione LibreItalia.

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