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Community Debian: istruzioni per l’uso

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Il nostro viaggio intorno alle di software libero oggi fa tappa in una davvero importante per diffusione del prodotto: la del sistema operativo , una distro Linux (una delle più “vecchie” ancora in circolazione) nata nel 1993. L’universalitá della distro consiste nel fatto che è disponibile per moltissime architetture di processori che le permette ad oggi di essere diffusa molto anche nei sistemi embedded.

Si tratta di una delle distribuzioni più fedeli alle regole del progetto GNU tanto che gNewSense, la distro di riferimento per software completamente libero, è basata su Debian. La lentezza degli aggiornamenti nella versione stabile è una delle peculiarità e segue la regola che i pacchetti devono essere altamente stabili. Infatti si preferiscono versioni più datate rispetto alle più recenti seguendo la linea: se ci sono nuove funzionalità ci sono maggiori possibilità di nuovi bug. In oltre 20 anni sono state rilasciate solo 8 major release.

Debian ha realizzato nel tempo dei documenti come le Debian Free Software Guidelines o il contratto sociale che sono alle basi delle attività della community.

Come gestire la community

La politica della community ha reso nel tempo Debian una delle distro più utilizzate in ambito server grazie alla sua maturità e stabilità. La sua organizzazione interna, che si basa su principi democratici detti di “DOocracy”, non ha una struttura gerarchica, se non pochi ruoli ad esempio per il coordinamento. Questo consente alle persone che fanno e sanno fare di avere peso nella community e permette al progetto di essere collaborativo nel senso più ampio del termine.

Come ruolo principale c’è il Debian Project Leader eletto ogni anno che gestisce il patrimonio della comunità e nomina i leader per i vari team.

Dalla nascita di Ubuntu, Debian è cambiata molto diminuendo i tempi di sviluppo e migliorando moltissimo l’esperienza per gli utenti desktop. La community vive grazie alle mailing list e alle chat dove gli sviluppatori si riuniscono per decidere le cose da fare.

La community italiana

La community si occupa della realizzazione di guide e di fare supporto tecnico oltre alla organizzazione della DUCC-IT, oltre che della traduzione delle descrizioni dei pacchetti ed ha molti sviluppatori attivi nel progetto che si occupano della pacchettizzazione di molti progetti.

Si riunisce su IRC, su OFTC, nel canale #debian-it e si occupa principalmente di traduzioni.

A differenza delle community locali di Ubuntu, in Debian queste hanno un peso differente e si occupano principalmente di promozione e di eventi.

Le aziende

Come da statuto dietro Debian non ci sono aziende, ma queste possono partecipare con donazioni anche in termini di infrastruttura (ad esempio server). Allo stesso tempo i dipendenti delle stesse partecipano nelle attività della community.

5 errori da evitare nell’approcciarsi alla community

  • Non conoscere la filosofia Debian
  • Non conoscere la differenza tra stable, unstable, sid e experimental
  • Scrivere in mailing list senza conoscere le regole
  • Chiedere miglioramenti senza contribuire direttamente
  • Approcciarsi senza conoscere le policy Debian

3 dritte per contribuire al progetto

  • Iscriviti alla mailing list
  • Partecipa nei bug report aiutando in caso di errori
  • Frequenta IRC per entrare in contatto con la community

Perché dovrei far parte del progetto?

Debian ha posto le basi negli anni in molti progetti e rivoluzionato il modo di approcciarsi al software ed alle community e farne parte significa vivere queste rivoluzioni. Si ringrazia Andrea Colangelo nell’aiuto nella redazione di questo articolo.

Daniele Scasciafratte

Daniele Scasciafratte

Nato nel 1990, si ritiene un Evangelist oltre che contributor e traduttore, lo si puó trovare in molte community come Mozilla, WordPress, LibreItalia o Debian.
Nella vita di tutti giorni é un Full Stack Developer per la sua Web Agency romana Codeat.
Nel 2015 è diventato Mozilla Reps per l’Italia e organizza e partecipa a molti eventi come relatore per l’Italia, inoltre è Vice Presidente di Associazione Italiana dell’Industria del Software Libero, articolista per il network AndMore (HTML5AndMore.info e WPAndMore.info) e per ChimeraRevo.

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