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Piccioni e #wearable: l’esperimento londinese per la misurazione dell’inquinamento

piccione

Quali sono le azioni che possono contribuire al benessere pubblico grazie alle nuove tecnologie? In che modo i abilitano nuove pratiche per la collettività? È quello che si sono chiesti Plume Labs e DigitasLBi, che insieme hanno condotto un esperimento che definire “interessante” è riduttivo: immaginiamo un “” indossabile dai piccioni che volano su Londra; immaginiamo che si tratti di un in grado di misurare l’inquinamento atmosferico in qualsiasi ora del giorno e della notte; ora smettiamo pure di immaginare, perché è esattamente quello che, con successo, le due aziende hanno realizzato. Dieci piccioni, infatti, hanno volato per tre giorni su Londra, raccogliendo dati e informazioni.

Il “completino” del piccione si chiama Air Patrol ed è praticamente uno zaino, disegnato su misura per il volatile, dal peso inferiore a quello di una piuma e in grado monitorare la quantità di ozono, le sostanze chimiche presenti nell’aria, il livello di biossido di azoto e la posizione del piccione. Il tutto in tempo reale.

I piccioni che stanno compiendo questo lavoro, però, non sono “normali” piccioni trovati in strada: si tratta di piccioni viaggiatori addestrati a compiere itinerari precisi, con un veterinario che controlla quotidianamente lo stato di salute degli animali per assicurarsi che non soffrano per il wearable.

Uno degli aspetti più interessanti per gli utenti è che, se vivete nella capitale inglese, è possibile seguire il volatile su Twitter e “interrogarlo” per chiedere il grado di inquinamento per la zona dove abitate (o qualunque altra di vostro interesse): un sistema per garantire ai cittadini dati sempre aggiornati sull’ambiente che vivono (e respirano) nel proprio spazio pubblico.

L’azienda sta utilizzando gli open data dalle stazioni meteorologiche già esistenti, ma prevede di estendere le sue fonti dati sviluppando nuovi wearable: questa dei piccioni è chiaramente una (buona e utile) trovata di marketing e i due team stanno già lavorando ad altri dispositivi indossabili e strumenti di misurazione che possano indossati dagli esseri umani. L’Imperial College di Londra ha dichiarato che collaborerà con le aziende per coinvolgere 100 londinesi, per seguire la loro esposizione quotidiana alle sostanze inquinanti.

In sintesi, i wearable non sono solo “Apple Watch”, ma possono essere un valido aiuto per la collettività e per la comprensione della città in cui si vive, per informare le persone e aiutare la collettività a crescere e a svilupparsi, attraverso anche i dati e la consapevolezza della loro importanza.

 

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