#LibreDifesa

Diario della migrazione: giorno da 0 a fine, il piano di progetto

Generale di Brigata Camillo Sileo, coordinatore progetto LibreDifesa

Parlando della migrazione a della Difesa, LibreDifesa, non si può non tornare per un attimo al tempo 0, all’inizio del progetto, all’idea preliminare: un momento in cui è necessario individuare una metodologia utile a gestire un progetto così complesso che non comporta la mera sostituzione di un software ma il cambio di abitudini di lavoro delle persone.

La metodologia e i documenti riusati dalla Difesa sono quelli creati e applicati con successo nel progetto LibreUmbria, che ha avuto il merito di individuare e testare per primo in Italia una metodologia (basata sulle esperienze degli ospedali di Copenhaghen e del Comune di Bologna) e renderla disponibile, insieme a tutti i documenti che servono a metterla in atto, a quanti la vorranno utilizzare: Pubbliche Amministrazioni o aziende.

Nel progetto LibreDifesa, basato sul protocollo di migrazione di The Document Foundation, si è iniziato a lavorare fin dal primo momento a due importanti documenti, sviluppati secondo tecniche “standard” di :

  • il Project Charter
  • il Piano Esecutivo

Mentre il Project Charter individua e descrive lo scenario operativo e le attività di massima, il Piano Esecutivo di progetto definisce per ogni attività individuata le effettive responsabilità, i criteri di completamento, gli obiettivi, i deriverables, ecc.

Nel Piano di Progetto sono elencate tutte le attività previste per la migrazione:

  • analisi preliminare
  • comunicazione
  • formazione
  • predisposizione ambiente operativo
  • formazione referenti informatici
  • formazione utenti
  • attività post adozione di LibreOffice

Per ogni WP previsto il piano contiene una scheda di approfondimento utile a definire chi sono i responsabili dell’attività (chi fa cosa), quali sono i soggetti coinvolti (chi aiuta a fare cosa), l’inizio e termine attività (quando si svolge l’attività), la descrizione puntuale delle cose da fare (il cosa appunto). Dove il cosa fare non è solo descritto a parole ma riporta gli obiettivi, le eventuali sottoattività che ne derivano e soprattutto eventuali altre attività propedeutiche e complementari.

La descrizione puntuale di tutte le diverse fasi del progetto che alcuni potrebbero considerare una perdita di tempo è indispensabile e costituisce una guida insostituibile per chi il progetto lo deve governare, controllare, monitorare e soprattutto portare a termine nel migliore dei modi. Non certo senza imprevisti che è fisiologico ci siano in un progetto di così vaste dimensioni e a così ampio impatto d’azione. Imprevisti che, senza un piano di progetto, diventerebbero problemi ma che attraverso il piano non sono altro che correttivi a quanto scritto inizialmente. E’ per questa ragione che il piano di progetto non si chiude a inizio progetto ma resta aperto fino alla fine per poter essere modificato e ricalibrato sulla base di nuovi scenari previsti o no.

Il piano di LibreDifesa è stato predisposto dal gruppo di progetto e spedito a tutte le direzioni degli Enti coinvolti nella migrazione rimarcando quanto sia “importante la collaborazione e la comunicazione tra gli Enti coinvolti, diversi per organizzazione e modalità di funzionamento”. Ragione per la quale si invitano “gli Enti dovranno condividere il progetto e portare al gruppo di progetto LibreDifesa eventuali criticità evidenziate al fine di poterle discutere e facilitarne la risoluzione”.

Il piano di progetto LibreDifesa, come quello di LibreUmbria, sarà rilasciato in licenza copyleft (CC-BY-NC-SA) al fine di poter essere riusato da altri.

E mentre parliamo di quel piano di progetto compagno di viaggio indispensabile nelle migrazioni, la Difesa ha raggiunto quasi quota 5.000 macchine equipaggiate con LibreOffice negli oltre 30 enti pilota individuati per la prima fase di realizzazione di LibreDifesa.

Cosa si fa al giorno 0 e fino alla fine del progetto?

Si gestiscono le attività seguendo il piano di progetto. Si scrive il piano e si segue un metodo di adozione che, come una bussola, possa indicare in qualunque momento la strada da percorrere. Una strada che altri potranno percorrere più facilmente se qualcuno l’ha già battuta prima e mette a disposizione le informazioni utili ad arrivare alla meta nel migliore dei modi.

Giorno0-Fine

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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