Il diavolo si annida nei dettagli

Il protocollo nell’età della pietra

paleolitico

Secondo il vocabolario Treccani, pàleo (dal greco παλαιός, palaios) significa “antico”. Per molti operatori delle pubbliche amministrazioni marchigiane Pàleo (bizzarro acronimo di “PAperLEss Office system”) è anche il nome di un software:

Paleo è il sistema di e gestione documentale adottato dalla e da diversi altri Enti Regionali. Paleo è stato sviluppato direttamente dalla Giunta della nel rispetto dell’attuale normativa nazionale nel settore.

Il sistema:

  • Assicura la realizzazione del protocollo minimo (DPR 445/00);
  • Consente la gestione documentale (Capo III C.A.D.);
  • Gestisce il Workflow documentale;
  • Supporta le funzioni di trasmissione e gestione dei documenti informatici nativi (Capo IV C.A.D.);
  • Fornisce strumenti per la razionalizzazione ed informatizzazione dei processi documentali in entrata, in uscita e interni;
  • Gestisce l’integrazione con le casella PEC di posta istituzionale dell’ente e degli uffici;
  • Integra la rubrica con l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni;
  • Si integra con il sistema di conservazione digitale.

Attualmente il sistema Paleo è utilizzato, oltre che dagli organi della Regione Marche (Giunta, Consiglio ed Autorità Indipendenti) da quasi 90 Enti Pubblici, comprendenti Enti Funzionali (Arpam, Assam, Ars, Erap Ersu), Enti del settore Sanitario (ASUR, Aree Vaste, Aziende Ospedaliere) e Enti Locali (Comuni, Provincie, Comunità Montane e Unioni Comuni).

Il manuale d’uso del sistema è scaricabile qui. Si riferisce alla versione 04/04/2006/. Non sappiamo se si tratta della versione corrente del sistema, ma certamente dal punto di vista informatico il 2006 non è molto lontano dal Paleolitico.

A pagina 5 viene spiegato che “l’applicativo richiede l’utilizzo di Internet Explorer versione 6.0 sp1 o superiori”, e viene consigliato di “disinstallare, se sono presenti, la barra di Google o Yahoo e di attivare le finestre popup altrimenti non si avrà una corretta visualizzazione delle schermate”. A chi deve esercitare la funzione di protocollista viene esposta la solita procedura consistente nell’abbassare le impostazioni di sicurezza e consentire al browser di eseguire i controlli ActiveX provenienti dagli indirizzi di lavoro del sistema.

Si tratta quindi di un altro caso di software in uso presso la pubblica amministrazione che:

  • funziona solo su computer con sistemi operativi Microsoft;
  • funziona grazie alla tecnologia (proprietaria, di Microsoft) ActiveX, obsoleta, deprecata e ormai praticamente in disuso ovunque anche a causa dei problemi di sicurezza intrinsecamente legati alla sua natura.

Un rapporto del 2010 evidenzia diffusione e costi di sviluppo e di utilizzo del sistema Paleo:

Il sistema Paleo, di cui la Regione Marche ha la proprietà, ha avuto un costo (iva compresa) di 155.000 € (progettazione, sviluppo, manutenzione e distribuzione), a fronte di un costo annuo di circa 800.000 € (calcolato sulla media dei costi di 4 prodotti equipollenti) adottando un sistema proprietario esterno e distribuendolo ad un numero di enti pari e dimensionalmente equivalenti agli enti sopra indicati, e quindi con un risparmio, nel solo primo anno di gestione, dell’80%.

Si tratta quindi di software sviluppato internamente dalla Regione Marche, e questa è una buona cosa. Infatti l’art.68 del Codice per l’Amministrazione Digitale (CAD) pone il software sviluppato per conto della pubblica amministrazione al primo posto tra le scelte che favoriscono l’economicità e l’efficienza.

Ci sono poi i “costi di avvio del servizio” (stimati in 2.367 euro una tantum), e i costi di erogazione del servizio (1.490 euro all’anno). Dentro ai primi ci sono anche 672 euro di licenza MS SQL Server, ma in entrambi i casi non compaiono i costi di licenza del sistema operativo che, per le tecnologie usate (Microsoft SQL Server, Microsoft .Net, ActiveX che richiede Microsoft Internet Explorer), deve essere obligatoriamente Microsoft Windows. È possibile che si dia per scontato che in un PC sia installato Microsoft Windows, ma è davvero così scontato? O non è vero piuttosto il contrario, cioè che si è legati (chi ha detto vendor lock-in?) ad avere Windows per poter utilizzare il sistema Paleo?

Vano è il risparmio che si ottiene sviluppando internamente sistemi come questo, se poi bisogna comunque spendere risorse in licenze perché il sitema funzioni. Si può fare certamente di più, sviluppando sì internamente, ma utilizzando nello sviluppo strumenti e tecnologie open source, dal momento che ne esistono diverse, molte delle quali ormai mature, a volte performanti come o più delle concorrenti proprietarie.

E se 2006 è l’anno di rilascio dell’ultima versione del software, è anche decisamente giunta l’ora di farlo, per non rischiare di rimanere nell’età della pietra.

(foto di Le Moustier Wikipedia, public domain)

Marco Alici

Marco Alici

Ingegnere meccanico, lavora come progettista presso la Videx. Affascinato dai computer fin da bambino, quando gli regalarono un Commodore 16, negli anni dell’università scopre Linux e il mondo del Software Libero e Open Source, dapprima come semplice utente, poi come convinto sostenitore. A metà strada tra la formazione tecnica e la passione informatica si inseriscono i suoi interessi nel mondo della computer-grafica e della stampa 3D. È vice-presidente del Fermo Linux Users Group e membro dell’associazione LibreItalia.

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