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Progettare con CAD libero o proprietario?

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È storia recente, fino a un paio di anni fa l’offerta di software di progettazione (Computer Aided Design, o Drafting, a seconda dei casi) professionali è sempre stata una scomoda lacuna del panorama . Ora non solo l’offerta c’è, ma sta pure crescendo velocemente (in certi casi in maniera esponenziale) sia in termini di funzionalità offerte che di qualità generale, tant’è che le considerazioni che farò ora potrebbero essere completamente ribaltate, in maniera positiva, nel giro di un anno.

L’ambito della progettazione è decisamente vasto, ogni settore vede un uso diverso di strumenti comuni o comunque molto simili fra loro, partiamo prima di tutto col segnare una netta differenza tra CAD 2D e 3D.

Nel disegno tecnico bidimensionale il software di riferimento è innegabilmente AutoCAD di Autodesk. Nato nel 1982, non ha faticato molto a diffondersi globalmente ed imporre sul mercato il proprio formato DWG come standard, pur essendo assolutamente chiuso e proprietario (il formato DXF, le cui specifiche sono pubbliche, è da considerarsi più che altro di interscambio, viste le minori informazioni che rende disponibili). In questo contesto i vari software concorrenti, sia Open Source che proprietari, hanno dovuto inseguire Autodesk sullo stesso terreno, partendo prima di tutto nella creazione di proprie librerie DWG, ottenute con una paziente opera di reverse engineering, per poi ricreare il più possibile un “family feeling” con AutoCAD per non disorientare troppo gli utenti (un po’ come fece OpenOffice.org rispetto a MS Office).

Quali sono dunque le più credibili alternative 2D Open Source?

Non sono molte (aspetto che tutto sommato consente di non disperdere troppo gli sforzi della comunità) e sono paragonabili solo alle versioni entry-level di AutoCAD (versioni LT, costo per licenza di circa 1000 euro).

QCAD

È un prodotto professionale sviluppato da Andrew Mustun della Ribbonsoft, è l’alternativa più praticabile ai prodotti proprietari. La versione Open Source si chiama “Community Edition” e ha tutti i tools e le funzionalità necessarie per garantire la creazione di disegni tecnici di buona qualità, purtroppo ha il forte limite di lavorare nel solo formato DXF. È disponibile una versione Professional a un prezzo molto accessibile (33 euro) con maggiori, anche se non cruciali, funzionalità e un plugin proprietario (tecnologia Teigha dell’Open Design Alliance) che consente di lavorare con i formati DWG e con i più diffusi formati proprietari. È disponibile inoltre un pacchetto Professional + modulo CAM anche qui ad un prezzo davvero accessibile (89 euro).

È uno strumento particolarmente indicato per architetti, geometri e per chi fa una progettazione meccanica non particolarmente “spinta”.

Sistemi operativi supportati: GNU/Linux, Mac OS X, Windows.

Pro:

  1. Frequenti aggiornamenti, miglioramenti all’interfaccia e aggiunta di funzionalità.
  2. Comunità numerosa ed attiva.
  3. Possibilità di upgrade in caso di necessità.

Contro:

  1. Attualmente (versione 3.x) manca l’ambiente “Spazio Foglio” (anche conosciuto come “Spazio Carta”), potrebbe essere implementato nella prossima versione (4.x).
  2. Non c’è la possibilità di integrare alcuna libreria DWG Open Source (ad esempio la GNU LibreDWG della Free Software Foundation che sarebbe perfettamente compatibile con la licenza GPLv3 della Community Edition).
  3. Nella versione per GNU/Linux non sono disponibili comodi pacchetti DEB o RPM per l’installazione né tanto meno comodissimi repository per tenere il programma costantemente aggiornato. 

LibreCAD

È un prodotto completamente comunitario, nato come fork di QCAD (della vecchia versione 2.x) in un momento storico in cui la Community Edition sembrava destinata a morire. Le funzionalità disponibili sono veramente ridotte al minimo indispensabile, la creazione di disegni tecnici di buona qualità è possibile ma non agevole. Lavora sul formato DXF, ma ha recentemente introdotto un’ottima e inedita libreria Open Source (libdxfrw) per l’importazione di progetti in formato DWG. La prossima versione (3.x) vedrà la divisione del codice in un set di librerie, per cui sarà facile ad esempio integrare il suo motore 2D in piattaforme 3D come FreeCAD o BRL-CAD, oppure creare versioni Web con l’aggiunta di opportuno motore grafico HTML5.

È uno strumento indicato per geometri, studenti, maker e appassionati di personal fabrication. Utilizzabile, ma meno indicato, per architetti e progettisti meccanici.

Sistemi operativi supportati: GNU/Linux, Mac OS X, Windows.

Pro:

  1. Essenziale e leggerissimo.
  2. L’importazione DWG, pur sperimentale, funziona straordinariamente bene.
  3. Comunità numerosa ed attiva.
  4. Supporto ottimale anche per tutte le distribuzioni GNU/Linux.
  5. Prospettive entusiasmanti con la versione 3.x.

Contro:

  1. Manca l’ambiente “Spazio Foglio” e non è in previsione la sua implementazione.
  2. Interfaccia scarna e poco friendly.
  3. Funzionalità limitate.
  4. Nessuna possibilità di upgrade. 

Il duro confronto con DraftSight

Sia QCAD che LibreCAD hanno un duro avversario con il quale confrontarsi: DraftSight della Dassault Systèmes (l’azienda che produce software quali SolidWorks e Catia), un CAD 2D professionale gratuito perfettamente paragonabile ad AutoCAD LT (lavora nativamente in formato DWG grazie alla tecnologia Teigha dell’Open Design Alliance), multipiattaforma (supporta GNU/Linux, Mac OS X e Windows) e con possibilità di upgrade a pagamento alle versioni Professional ed Enterprise. È l’alternativa quasi obbligata da chi viene dall’esperienza AutoCAD, in quanto fornisce lo stesso livello di qualità, funzionalità e prestazioni e richiede uno sforzo di adattamento davvero minimo. Alle alternative libere sopra citate rimane spazio solo per un’utenza libera da esperienze pregresse e comunque un po’ meno esigente in fatto di funzionalità.

Col 3D è tutta un’altra storia

Nell’ambito della progettazione tridimensionale la storia è ben diversa, in quanto nessun software proprietario è mai riuscito ad imporre un proprio standard o a monopolizzare il mercato. Ci sono tanti prodotti assolutamente consolidati, molto potenti, molto costosi (le licenze vanno dai 6-7000 euro in su) e completamente incompatibili fra loro in quanto a editing nativo e addirittura incompatibili a sé stessi (l’ultima versione del software salva in formati non compatibili con le versioni precedenti dello stesso software). Quindi costi proibitivi, vendor lock-in, strategie commerciali spesso molto oppressive, spingono con forza l’esigenza di valide soluzioni Open Source, che finalmente iniziano ad essere disponibili.

Ci sono diversi software interessanti da tenere d’occhio, come ad esempio BRL-CAD, creato e utilizzato dall’esercito statunitense e ospite praticamente fisso del Google Summer of Code, o SolveSpace, un innovativo e leggerissimo modellatore parametrico, ma io personalmente, in questo momento, mi sento di consigliarne soltanto uno.

FreeCAD

Si fatica a crederlo, ma è un prodotto completamente comunitario, di una comunità che pare sconfinata composta da professionisti, imprese, artigiani digitali, maker, studenti e appassionati. È una potente piattaforma di modellazione 3D parametrica che offre un’esperienza utente del tutto paragonabile ai più consolidati prodotti CAD e BIM proprietari. La prima versione è stata presentata nel 2011 e da allora la comunità è riuscita a garantire con costanza un nuovo rilascio ogni anno con un livello di crescita (a tutti i livelli) a dir poco esponenziale. Il suo maggior punto di forza è la modularità, che garantisce un’estrema facilità nell’aggiungere sempre nuove funzionalità. I tools sono divisi in workbench (ambienti), ce n’è davvero per tutti gli ambiti: architettura, progettazione meccanica, prototipazione, FEM, CAM, ecc. Sono disponibili inoltre innumerevoli plugin per personalizzare, specializzare ed ampliare la portata del software a proprio piacimento.

Sistemi operativi supportati: GNU/Linux, Mac OS X, Windows.

Pro:

  1. Ambiente intuitivo e familiare anche per utenti con grande esperienza nei software commerciali.
  2. Versatile e leggero, in particolar modo nelle versioni per GNU/Linux.
  3. Massima aderenza agli standard.
  4. Possibilità di personalizzazione e di creazione di prodotti e servizi specifici praticamente sconfinata.
  5. Comunità attivissima e multi-disciplinare.
  6. Ottime prospettive per il futuro.

Contro:

  1. Sviluppo veloce ma un po’ “caotico”.
  2. Mancanza di un servizio di assistenza professionale (non essendo governato da un’azienda).
  3. Ancora alcuni limiti nell’utilizzo estremamente avanzato.
  4. Ancora lontano il rilascio 1.0 (vista la stabilità sembra impossibile, ma è ancora in Alpha release).

 Su che terreno vogliamo realizzare il confronto?

Se in questo momento facessimo una tabella di comparazione funzione per funzione, sicuramente FreeCAD risulterebbe inferiore ai più famosi SolidWorks, Inventor, Catia, ArchiCAD, Revit, ecc. Ma se per un attimo proviamo a cambiare approccio e a riflettere sul fatto che negli ultimi anni assistiamo a continui mutamenti del mercato e dei processi produttivi e che i cosiddetti “colossi” hanno risorse molto limitate da destinare alla ricerca e sviluppo e quindi tempi di reazione biblici per quel che va oltre il consolidato, ci apparirà evidente che una piattaforma così agile e versatile (ed economica) come FreeCAD può davvero diventare il migliore alleato di un professionista e di un’impresa. Serve però coraggio e un grande salto culturale, ne saremo capaci?

Giovanni Longo

Giovanni Longo, classe 1974, lavoratore autonomo di Remanzacco (UD).
Disegnatore Meccanico, Docente, Consulente.
Fornitore di soluzioni CAD Open Source per professionisti e PMI.
Ex-blogger su temi di Open Source e Cultura Digitale.
Consigliere e responsabile comunicazione dell’Associazione Culturale Informatica del Pordenone Linux User Group.
Appassionato di dinamiche dei Social Network, Comunità Digitali e Progresso Sostenibile.

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