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Executive: obiettivo sostenibilità ambientale dei data center

Green

Inconsciamente quando sentiamo parlare di inquinamento associamo a questo termine le parole raffinerie, acciaierie, impianti chimici e difficilmente ci chiediamo quale sia l’impatto ambientale del mondo digitale, come per esempio dei data center che, ospitando i server, consumano grandi quantità di energia. 

Il mese scorso avevamo parlato di Binario Etico e sullo stesso filone parliamo di un’altra azienda che ha deciso di accostare il proprio business alla energetica: Executive Service Srl

Diversamente da Binario Etico, che ha scelto di incentrare il proprio business sul software libero quale base per promuovere e sostenere attivamente la sostenibilità ambientale, Exe ha preferito fare un’azione strutturale per abbattere l’inquinamento e adottare una politica di risparmio energetico.

è un’azienda bolognese che offre servizi di housing, hosting e cloud, utilizzando sia strumenti proprietari che liberi, anche se quest’ultimi non sono sicuramente il loro core business, ma una semplice opportunità da offrire ai propri clienti. Abbiamo chiesto a , responsabile commerciale, di raccontarci e spiegarci la loro scelta.

Quando nasce la vostra azienda? 

L’azienda è nata nel 1988 e da circa 1 anno ci siamo trasferiti nella nuova sede, che abbiamo realizzato con criteri di sostenibilità estremamente evoluti, riconosciuti e certificati. Siamo circa 15 persone, l’età media è inferiore ai 40 anni.

Perché avete scelto una politica di sostenibilità energetica per la vostra attività?

L’inquinamento generato da internet e dal mondo digitale è un problema concreto e molto grave. La Comunità Europea, il Parlamento Statunitense e Canadese, e numerose società di analisi come Gartner (USA) e ADEME (Francia) stanno da tempo puntando i riflettori sul problema dei consumi energetici generati da internet e dalle tecnologie ad esso collegate, individuando come principali responsabili di questa situazione i data center. Tali consumi, oltre a rappresentare un elevatissimo costo economico per le aziende del web, sono ad oggi tra le principali cause di inquinamento ambientale.

Alcuni dati di esempio:

  • spedire 3-5 email genera la stessa CO2 prodotta percorrendo 1 km in auto

  • Internet nel 2007 inquinava quanto l’intera aviazione civile mondiale

  • un server produce ogni anno da 1 a 5 tonnellate di CO2

Così avete scelto di mettere in piedi il progetto 00GATE

La nostra società, Executive Service, vive di servizi internet e quindi viviamo di data center. Per festeggiare il 25° anno di attività abbiamo deciso di fare un regalo a noi e ad i nostri clienti, realizzando alle porte di Bologna (precisamente a Castel San Pietro Terme) il primo green data center di tutto il Sud-Europa e Mediterraneo a emissioni ZERO: 00GATE.

Come è strutturato il progetto?

00GATE è un data center a emissioni zero. Progettarlo, costruirlo ed implementarlo non è stato semplice e ha comportato numerose scelte progettuali, che se si guarda solo all’investimento monetario e non al progetto nel suo complesso, probabilmente risultano essere antieconomiche.

Il data center è interamente in legno, con pareti che hanno una trasmittanza termica inavvicinabile a qualsiasi altra tecnologia costruttiva. Inoltre le costruzioni in legno, oltre ad essere fortemente antisismiche, sono anche estremamente più resistenti agli incendi rispetto al cemento armato.

Mentre quasi tutti i data center sono ad altissima densità, in modo tale da concentrare la potenza elaborativa in poco spazio, noi abbiamo preferito progettare una soluzione dove le nostre apparecchiature sono posizionate molto distanziate fra loro per favorire l’aerazione. Questa progettazione ci permette di lavorare a temperature naturalmente più alte e di sfruttare per i 4/5 dell’anno il cosiddetto “free-cooling”: condizionamento ambientale ottenuto esclusivamente dai moti convettivi dell’aria, senza l’utilizzo di impianti di refrigerazione. Poi utilizziamo illuminazione a LED, siamo autosufficienti dal punto di vista energetico, utilizziamo solo processori V2 e dischi SSD. Insomma tutta una serie di scelte che ci ha permesso di avere un data center in classe energetica A o superiore.

Che risposta avete dal mercato?

Non siamo particolarmente soddisfatti; riceviamo molti complimenti per il progetto realizzato, un buon interesse a livello comunicativo, e per eventi ma in concreto non stiamo vedendo gli sviluppi e l’incremento necessario per far fronte all’investimento e valorizzare sempre di più le scelte. Nonostante si senta sempre più frequentemente parlare di green e sostenibilità, ovunque e da chiunque, l’impressione è che se ne parli molto ma a livello operativo c’è probabilmente pigrizia di fondo e mancanza di presa di responsabilità anche e soprattutto in ambito pubblico.

C’è qualcosa che finora non siete ancora riusciti a comunicare e che vorreste sottolineare?

Penso di poter sintetizzare dicendo che il progetto non solo esiste ed è una realtà funzionante ma soprattutto è vero, nel senso che la sostenibilità e le emissioni zero non sono ottenute per compensazione (pianto 100 alberi così compenso le emissioni che produco) ma derivano da scelte tecnologiche che consentirebbero a qualsiasi azienda o ente che abbia i propri servizi ospitati presso il nostro Data Center di ottenere la certificazione Green Cloud.

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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