Mobile Payment

#MobilePayment per pagare la PA e lo shopping: le novità Jiffy con Nicolò Romani

fashion-person-woman-hand

Pagare bollette, multe, tasse o anche un semplice francobollo non è un’attività piacevole per le persone perché implica la “perdita” di qualcosa di nostro. Il che vuol dire che non c’è, in assoluto, un modo “piacevole” per effettuare i pagamenti ma sicuramente c’è un modo con cui l’esborso può diventare un’azione rapida, immediata e anche organizzativamente utile.

I via smartphone permettono, come è noto, di effettuare pagamenti direttamente in mobilità sfruttando servizi bancari ad hoc e anche le potenzialità tecnologiche dei device stessi. In quest’ottica la banche si stanno muovendo sempre più verso l’offerta di pacchetti integrati di servizi che permettano al cliente di identificare la “strada” più congeniale verso il pagamento mobile: ai payment via NFC si associano altre soluzioni per facilitare le azioni degli utenti. Banca Mediolanum, ad esempio, insieme ad altre 13 grandi banche italiane, ha previsto nel suo wallet l’inserimento del trasferimento di denaro via , un innovativo sistema che necessita solo del numero di telefono del destinatario per essere attivato. In pratica attivando Jiffy tramite le banche aderenti, il numero di cellulare dell’utente verrà associato all’IBAN del suo conto corrente: in questo modo si potrà inviare denaro selezionando il beneficiario dalla rubrica telefonica.

Jiffy è prodotto da SIA società che realizza e gestisce infrastrutture e servizi tecnologici dedicati alle istituzioni finanziarie, alle banche centrali, alle imprese e alle PA. Ad oggi raccoglie nel suo circuito 250.000 utenti di app bancarie con la prospettiva ambiziosa di crescere ancora e di offrire più servizi in Italia e in Europa.

La diffusione del servizio è un tema centrale per noi di SIA e ovviamente per i nostri partner.” spiega , Head of Innovation Lab di SIA. Si è visto che servizi come il nostro danno risultati significativi quando si superano certe soglie di uso: è stato così per gli sms e anche per le e-mail. Essenzialmente serve che il 20% della popolazione italiana aderisca a un servizio per vederlo esplodere in termini di uso. Discorso valido anche per Jiffy, ovviamente. Il perché è intuitivo: se nella mia rubrica telefonica ho solo pochi aderenti al circuito chiaramente il tasso di crescita del servizio non potrà essere significativo. Noi speriamo di arrivare quanto prima al quel 20%”.

Un traguardo raggiungibile anche per effetto dell’evoluzione che interesserà Jiffy in chiave b2b e b2gov nel primo semestre del 2016. La prima novità sarà che “si avrà la possibilità di estendere il servizio ai merchant così che nel corso dell’anno avremo sempre più commercianti che permetteranno pagamenti Jiffy.” Altra significativa evoluzione è quella legata all’uso di Jiffy per pagare la pubblica amministrazione, una vera rivoluzione che promette di facilitare di molto la relazione non sempre facile con la PA: “con AgId e PagoPa daremo la possibilità ai cittadini di pagare quanto dovuto alla PA, ad esempio anche per la semplice mensa scolastica, via Jiffy: i consumatori riceveranno sui loro smartphone un avviso dei pagamenti che devono effettuare e sempre su mobile verranno precaricati importo e causale del pagamento. Se si vorrà usare Jiffy per procedere basterà confermare il pagamento.”

Ostacoli? E’ chiaro che la diffusione del mobile payment nella variante Jiffy (e non solo) deve poter contare su una situazione favorevole anche dal punto di vista istituzionale: “a livello nazionale si va nella direzione di una diminuzione dell’uso del contante e quindi tanto più si concretizzerà finalmente quello che è stato anticipato anche nella Legge di Stabilità, tanto più saranno necessari servizi come Jiffy.” Soprattutto per la loro economicità, aggiunge Romani, “sistemi come Jiffy, che sono strutturalmente economici, potrebbero favorire la diffusione della moneta elettronica per i piccoli importi riducendo, peraltro, l’aggravio per i merchant che la accettano.”

Nel complesso Romani esprime soddisfazione per la strada fatta sino ad ora da SIA e dalle banche grazie a Jiffy: “Banca Mediolanum ha voluto aderire a Jiffy perché ne ha intravisto la solidità, sia come sistema nazionale che europeo. E SIA è onorata di accompagnarla in un percorso di innovazione che la banca porta avanti attraverso un impegno importante che, oggi, solo attori che hanno una visione di lungo raggio, riescono a garantire.”

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This