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10 cose su cui le aziende #IoT dovranno investire entro il 2018

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La richiede nuove tecnologie e competenze che molte organizzazioni non padroneggiano ancora. I sistemi operativi attuali, come ad esempio iOS e Windwos, si rivelano inadeguati se utilizzati su oggetti connessi, in quanto troppo poco performanti e con un “ingombro” di memoria eccessivo. E’ questa solo una delle considerazioni contenute in una previsione  sulle tecnologie dell’Internet of Things, pubblicata dall’istituto Gartner. Considerazioni tanto più importanti se legate ai dati pubblicati da , che prevedono un incremento di dispositivi IoT entro il 2020 dai 15 miliardi attuali a circa 50 miliardi. Ma quali sono gli ambiti e le tecnologie su cui le imprese IoT dovranno puntare entro il 2018 per non perdere competitività?

  1. Sicurezza. L’aumento di oggetti connessi renderà la Security per l’IoT un settore in rapida evoluzione, da oggi fino al 2021. La sicurezza dei dispositivi non sarà un aspetto banale da gestire visto l’utilizzo di processori semplici e sistemi operativi che potrebbero non supportare sofisticati approcci alla sicurezza.
  2. Analytics. Le analisi dei dati IoT, che consentono di trarre informazioni preziose per capire ad esempio il comportamento del cliente, richiedono nuovi algoritmi e approcci di analisi dei dati. Fortunatamente, molte grandi aziende sono già consapevoli di questa necessità e stanno investendo per ottenere un valore reale dai dati che sono in grado di acquisire, trasformandoli in informazione prima e in conoscenza poi. Considerato l’aumento esponenziale dei possibili dati da raccogliere da qui al 2021, è probabile però che sarà necessario pensare a nuove modalità di raccolta e elaborazione delle informazioni.
  3. Gestione dei device. La capacità di gestire i device connessi, leggerne i dati, valutarne lo stato e analizzare il contesto in cui sono inseriti, è uno degli elementi più importanti per la IoT. Il monitoraggio dei dispositivi, gli aggiornamenti di firmware e software, la diagnostica, la sicurezza su un numero consistente di dispositivi richiederà una elevata capacità di controllo da parte delle aziende.
  4. Low-Power, Short-Range IoT Networks. Questa tipologia di reti a “breve distanza” domineranno la connettività della IoT, superando di gran lunga le connessioni che utilizzano il Wide-Area Network.
  5. Low-Power, Wide-Area Networks. Secondo , le reti cellulari tradizionali  non offrono una buona combinazione di caratteristiche tecniche e costo di cui le tecnologie IoT hanno bisogno. Per questo motivo le aziende dovranno investire anche su reti geografiche in grado di fornire adeguata copertura.
  6. Processori. La scelta del processore adeguato per i dispositivi richiederà competenze tecniche particolari. Velocità, basso consumo di energia, capacità di supportare sistemi operativi aggiornabili e che garantiscano sicurezza, costi non elevati sono solo alcune delle caratteristiche dei processori ideali per l’IoT.
  7. Sistemi operativi. I sistemi operativi dedicati esclusivamente all’Internet delle cose vedranno una crescita importante fino al 2020, vista l’inadeguatezza di quelli esistenti oggi.
  8. Real Time Analysis. Il flusso di dati prodotto dai dispositivi connessi sarà importante e dovrà essere analizzato in tempo reale. Sistemi che creano decine di migliaia di “eventi analizzabili” al secondo sono già disponibili: per far fronte a queste richieste sono nate le piattaforme denominate Distributed Stream Computing Platforms (DSCPs), sulle quali le aziende che lavorano nel settore IoT dovranno investire.
  9. Piattaforme. Le piattaforme IoT dovranno fornire tre diverse tipologie di servizio “concentrate” in un unico prodotto: il controllo dei dispositivi e le comunicazioni, il monitoraggio e la gestione, la sicurezza e gli aggiornamenti dei firmware; l’acquisizione dei dati IoT, la loro trasformazione in informazioni e la loro conseguente gestione; lo sviluppo di applicazioni dedicate alla IoT e la loro programmazione.
  10. Standards. La definizione degli standard da utilizzare sarà indispensabile perché i dispositivi IoT dovranno necessariamente comunicare tra di loro. E la maggior parte dei modelli di business si baserà proprio sulla condivisione e sull’interoperabilità dei dati tra dispositivi e aziende diverse.

Le imprese dovranno, in conclusione, tenere il passo per non perdere fette di mercato. “In molte aree tecnologiche – ha detto Nick Jones, Vice President e Distinguished Analyst di Gartner – “la mancanza di competenze specifiche porrà sfide significative.

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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