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Privacy Shield: diffusi i dettagli dell’accordo Usa-Ue sulla privacy

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Dopo l’annuncio del nuovo accordo raggiunto tra ed Europa sul tema privacy e la sottoscrizione del nuovo che ha sostituito il invalidato negli scorsi mesi, ieri la Commissione europea ha pubblicato i testi giuridici sullo scudo UE-USA per la privacy facendo il punto su quanto raggiunto dalla Commissione sul delicato tema. “Oggi cominceremo a tradurre in realtà lo scudo UE-USA per la privacy – ha commentato il vicepresidente Ansip – Su entrambe le sponde dell’Atlantico si lavora per garantire che i dati personali dei cittadini siano pienamente protetti e che siano adeguati alle opportunità offerte dall’era digitale. Spetta alle imprese dare concreta attuazione al quadro e noi siamo in contatto quotidiano con loro per fare in modo che la preparazione avvenga nel miglior modo possibile. Porteremo avanti i nostri sforzi, all’interno dell’UE e a livello mondiale, per rafforzare la fiducia nell’ambiente online. La fiducia è indispensabile come motore del nostro futuro digitale.”

La Commissione ha anche pubblicato oggi un progetto di “decisione sull’adeguatezza” della Commissione nonché i testi che costituiscono lo scudo UE-USA per la privacy. Ciò comprende i principi relativi allo scudo per la privacy che le imprese sono tenute a rispettare, nonché impegni scritti del governo degli Stati Uniti (che saranno pubblicati nel U.S. Federal Register) sull’applicazione dell’accordo, comprese assicurazioni sul rispetto delle garanzie e delle limitazioni in materia di accesso ai dati da parte delle autorità pubbliche.

Una volta adottato, il meccanismo di accertamento dell’adeguatezza della protezione dei dati stabilirà che le garanzie fornite al momento del trasferimento dei dati in virtù del nuovo scudo UE-USA per la privacy sono equivalenti alle norme in materia di protezione dei dati nell’UE. Il nuovo quadro rispecchia i requisiti stabiliti dalla Corte europea di giustizia nella sentenza del 6 ottobre 2015. Le autorità statunitensi si sono risolutamente impegnate a che lo scudo per la privacy sia rigorosamente rispettato e hanno escluso qualsiasi atto di sorveglianza di massa o indiscriminata da parte delle autorità di sicurezza nazionali in futuro.

Ciò sarà garantito mediante:

–          Imposizione di obblighi precisi alle società e una robusta applicazione: il nuovo accordo sarà trasparente e comprenderà efficaci meccanismi di vigilanza, fra cui quello di sanzioni o esclusione in caso di inadempienza, al fine di garantire che le società rispettino i loro obblighi. Le nuove regole comprendono anche condizioni più rigorose per i trasferimenti successivi ad altri partner dalle società che partecipano al programma.

–          Garanzie chiare e obblighi di trasparenza applicabili all’accesso da parte del governo degli Stati Uniti: per la prima volta, gli Stati Uniti hanno fornito all’UE una garanzia scritta, da parte dell’Ufficio del Direttore dell’intelligence nazionale, che tutti i diritti di accesso delle autorità pubbliche ai fini della sicurezza nazionale saranno soggetti a precisi limiti, garanzie e meccanismi di controllo, e sarà impedito l’accesso generalizzato ai dati personali. John Kerry, segretario di Stato statunitense, si è impegnato a introdurre una possibilità di ricorso in materia di intelligence nazionale per i cittadini dell’UE tramite un meccanismo basato sulla figura del mediatore all’interno del Dipartimento di Stato, che sarà indipendente dai servizi di sicurezza nazionali. Il Mediatore tratterà i reclami e le richieste di informazioni da parte di singoli cittadini dell’UE e li informerà se le normative in materia sono state rispettate. Tali impegni scritti saranno pubblicati nelU.S. Federal Register.

–          Protezione effettiva dei diritti dei cittadini dell’UE con diverse possibilità di ricorso: i reclami devono essere risolti dalle imprese entro 45 giorni. Sarà disponibile una soluzione consistente nella composizione extragiudiziale gratuita delle controversie. I cittadini dell’UE si potranno anche rivolgere alle loro autorità nazionali di protezione dei dati, che collaboreranno con la Commissione federale per il commercio per assicurare che i reclami dei cittadini dell’UE vengano esaminati e risolti. Qualora una controversia non sia stata risolta mediante detti mezzi, si potrà far ricorso, in ultima istanza, ad un meccanismo di arbitrato, la cui decisione sarà esecutiva. Inoltre, le imprese possono impegnarsi a rispettare il parere delle autorità di protezione dei dati dell’UE. Tale disposizione è obbligatoria per le imprese che trattano dati relativi alle risorse umane.

–          Meccanismo annuale di riesame congiunto: Il meccanismo consentirà di monitorare il funzionamento dello scudo per la privacy, compresi gli impegni e le garanzie relative all’accesso ai dati a fini di contrasto della criminalità e finalità di sicurezza nazionale. La Commissione europea e il ministero del Commercio degli Stati Uniti procederanno al riesame, e inviteranno esperti nazionali di intelligence degli Stati Uniti e delle autorità europee di protezione dei dati a parteciparvi. La Commissione farà ricorso a tutte le altre fonti di informazioni disponibili, comprese le relazioni di trasparenza delle imprese in merito al livello delle richieste di accesso delle autorità pubbliche. La Commissione organizzerà inoltre una conferenza annuale sulla privacy con le organizzazioni non governative interessate e i portatori d’interessi pertinenti per discutere i più ampi sviluppi nel settore del diritto alla privacy degli Stati Uniti e del loro impatto sui cittadini dell’Unione. In base al riesame annuale, la Commissione presenterà una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

Prossime fasi

Nell’immediato sarà consultato un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri e le autorità europee per la protezione dei dati (Gruppo di lavoro “Articolo 29”) esprimeranno il loro parere prima che il collegio prenda una decisione finale. Nel frattempo, la parte statunitense provvederà ai necessari preparativi per porre in atto il nuovo quadro, i meccanismi di monitoraggio e il nuovo meccanismo di mediazione. In seguito all’adozione del Judicial Redress Act da parte del Congresso degli Stati Uniti, firmato dal presidente Obama il 24 febbraio, la Commissione proporrà a breve la firma dell’accordo quadro. La decisione di conclusione dell’accordo dovrebbe essere adottata dal Consiglio dopo aver ottenuto l’approvazione del Parlamento europeo.

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