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Il futuro digitale parte dalla scuola: il coding come risorsa

scuola

Competenze e formazione per la digital transformation, un tema oggi caldo quando si affronta il discorso di come preparare, già dalla scuola e dal mondo dell’istruzione di base, le prossime generazioni alla rivoluzione digitale che saranno chiamati a vivere e a supportare. Ed è difficile rispondere alla domanda su quali siano le competenze e le skill irrinunciabili: il World economic forum ha avvisato che certamente il futuro offrirà lavoro legato a mondo dell’IT, della matematica, dell’architettura e dell’ingegneria, ma ha anche ammonito e considerare il lavoro in costante mutamento per effetto di quell’innovazione che rende più rapidamente obsolete professioni che in passato accompagnavano l’intera vita lavorativa delle persone.

Da dove iniziare? Dalla scuola ovviamente,  insegnando ai ragazzi la logica e il pensiero computazionale, ovvero quegli strumenti che, a prescindere dai diversi linguaggi di programmazione che potranno cambiare nel tempo, saranno le fondamenta del futuro. Una necessità sempre più spesso riconosciuta anche dalle aziende che promuovono iniziative educative a diversi livelli. Hewlett Packard Enterprise ad esempio, supporta l’evento che si terrà domani, sabato 27 febbraio, presso il Liceo Statale Classico e Scientifico Democrito di Roma. L’iniziativa si inserisce all’interno di un impegno strategico più ampio ovvero l’adesione a , un movimento globale non profit nato nel 2011 in Irlanda che ha come scopo la promozione del pensiero computazionale tra i ragazzi ().

“Crediamo che sia importante sostenere i ragazzi nello sviluppo del pensiero computazionale per accrescere le loro e-skills e supportarli nel capire, controllare, sviluppare contenuti e metodi per risolvere i problemi, ampliando i propri orizzonti e cogliendo le opportunità che la società già oggi ci offre” ci spiega Enrico Martines, Direttore Formazione, Sviluppo, e Innovazione Sociale di . “Per queste ragioni Hewlett Packard Enterpise ha aderito a CoderDojo. Nei suoi tre centri CoderDojo di Milano, Roma e Bari, lo scorso anno, sono state erogate oltre 1.500 ore di formazione sul coding attraverso la programmazione, la sensoristica e la robotica.” Non è, spiegano da HPE, un impegno isolato: “parlare di web, vuol dire parlare anche di sicurezza e i volontari HPE, col progetto ‘Safe2Web’, sempre lo scorso anno hanno incontrato 2.000 ragazzi nelle scuole per un totale di 4.500 ore di formazione su un uso sicuro e consapevole di Internet, al riparo da problematiche inerenti il cyber bullismo e l’adescamento in rete.”

Scuola, formazione, coding: il futuro passa da qui.

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