Interviste

Cloud e sicurezza nel futuro del #mobilepayment: l’intervista a Roberto De Agostini

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è Project Manager Mobile Payments & Special Projects di .

I prossimi anni saranno quelli che consacreranno definitivamente il mobile payment come sistema di pagamento validamente alternativo al contante? E l’NFC sarà la tecnologia abilitante per i pagamenti mobili in Italia?

Le premesse ci sono tutte: secondo i nuovi numeri dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano nel Belpaese i New Digital Payment hanno raggiunto nel 2015 quota 21 miliardi di euro, segnando un +22% rispetto al 2014 e nel 2018 si arriverà a 50 miliardi. I pagamenti mobili digitali rappresentano, poi, il 16% della partita e si salirà al 25% nel 2018.

Anche i Proximity Payment NFC promettono di “uscire” dalla fase di stallo in cui sono caduti nel 2015 anche per effetto, spiega il Polimi, della mancanza di offerta dei servizi. Saranno i grandi player globali, da Apple a Samsung, a fare la differenza su questo fronte?

Il biennio 2015-2016 è quello che contribuirà certamente a consolidare tutta la grande effervescenza e il dinamismo che, sul mobile payment, c’è stato negli ultimi anni” chiarisce Roberto De Agostini, Project Manager Mobile Payments & Special Projects di Banca Mediolanum, intervistato a Milano in occasione della sua partecipazione al Convegno dedicato alla sopracitata ricerca. “Il 2016 nello specifico, sarà l’anno in cui si uscirà dalla fase di sperimentazione, potremmo dire da una logica di startup dei pagamenti mobili in Italia, per arrivare a una logica di primi numeri di mercato e di reale uso da parte dei clienti. In questo senso, in qualità di responsabile del Wallet di Banca Mediolanum non posso nascondere la nostra estrema soddisfazione nel constatare che, a soli tre mesi dal lancio abbiamo circa 19.000 clienti che non solo hanno scaricato l’app, ma che hanno utilizzato il nostro Wallet. I clienti hanno dimostrato di apprezzare l’impegno profuso nel creare un bouquet integrato di servizi che include, ma non è limitato all’NFC, e che prevede funzioni immediate come il riconoscimento tramite impronta digitale e OTP (one time password) che si genera in automatico ed in modo “silente” per l’utente. Novità tutte orientate alla sicurezza e ad una user experience leggera. Bene anche l’invio di denaro in real time attraverso piattaforma Jiffy: anche in questo caso i primi numeri d’uso da parte dei clienti sono estremamente incoraggianti.”

L’arrivo delle OTT in Italia e in Europa potrebbe in qualche modo minare il lavoro di conquista della fiducia e di elaborazione di offerte e soluzioni modellate sulle esigenze di un’utenza sempre più esigente? La sensazione è che le banche nutrano una naturale prudenza nel trattare l’argomento, laddove per molti anni l’azione delle OTT è diventata un effettivo fattore di competitività vista anche la loro velocità di espansione. Si ha però il sospetto che anche le OTT abbiano imparato, nel tempo, che senza la costruzione di ecosistemi favorevoli al mobile payment con le banche stesse, la loro marcia di espansione globale rischia di subire pesanti stop. Pensiamo ad Apple Pay basato su NFC: in Europa è arrivato solo in Gran Bretagna, al momento, dopo aver affrontato grandi difficoltà proprio nella relazione con le banche, e in altri stati anglofoni del mondo, Usa a parte, lo “sbarco” è avvenuto con l’appoggio di poche carte di credito.

Le soluzioni di mobile payment delle OTT, che si chiamino Apple Pay o Samsung Pay, per citare le più note, portano sicuramente benefici: la vasta base utenti di tali colossi e la loro penetrazione nei mercati di riferimento non farà altro che trainare i pagamenti mobili e farli arrivare a un pubblico più vasto. E’ chiaro che in questa possibilità vi possa essere anche il rischio di una minaccia, che esse tendano, cioè, a far avere alla banca un ruolo più residuale. Ma, personalmente, non credo alla totale disintermediazione che le OTT opererebbero a svantaggio delle banche”. Anche i sistemi di Apple e soci si appoggiano, in ultima analisi, a carte emesse e distribuite all’utente da parte di una banca. “Io sono convinto – aggiunge invece De Agostini – che da questa situazione nascerà un connubio che farà bene al sistema nel complesso: grazie alle OTT ci sarà maggiore diffusione del mobile payment e le banche continueranno a rivestire un ruolo centrale nell’ecosistema”. Banca Mediolanum guarda con interesse soprattutto ad Apple come interlocutore primario per un semplice motivo di customer base: “sui 19.000 utenti del Mediolanum Wallet il 62% ha un sistema operativo iOS”.

Indipendentemente dalle OTT, le banche continuano a sperimentare e a cercare nuove soluzioni. Il futuro è il mobile proximity payment NFC, nella sua variante cloud-based HCE, un modello di pagamento di prossimità che supera i limiti e le difficoltà di adozione sperimentati con le SIM- based, per arrivare a un modello che disintermedia, questo sì, le telco.

La tradizionale offerta di soluzioni SIM-based (scelte perché garantirebbero la sicurezza più elevata – ndr), è sempre stata legata al possesso di una SIM NFC rilasciata da una telco, un modello di servizio e di co-gestione che non ha dato i frutti sperati alle banche che vi hanno puntato: “Il limite non era legato al servizio in sé ma alla user experience troppo complessa, con troppe azioni richieste all’utente per l’attivazione del servizio” ha spiegato De Agostini nel corso dell’evento Polimi. Ciò ha determinato un tasso di adozione, e quindi di diffusione dei pagamenti mobili, molto meno ampio dell’atteso.

Diversa la storia dei sistemi cloud-based abilitati dalla modalità Host Card Emulation (HCE) che permettono, in sostanza, di spostare sul cloud il fattore sicurezza della transazione fino ad ora a carico o delle SIM o degli smartphone. Ecco perché si parla di un sistema che tenderà a disintermediare le telco restituendo centralità alle banche che governeranno totalmente la user experience dei clienti. “Anche Banca Mediolanum sta lavorando a una soluzione di questo tipo, ovvero a una funzionalità di proximity payment NFC cloud-based con il nostro partner CartaSi, servizio che dovremmo traguardare presto, già tra un paio di mesi.”

Ciò dimostra che l’obiettivo per il futuro di Banca Mediolanum, resta sempre uno: “Semplificare, facilitare l’uso per i clienti senza mai venire meno alla security: un mobile payment orientato alla one button experience ma in totale sicurezza e affidabilità.”

 

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