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#Academyday2016 di Cisco: le competenze del domani tra formazione ed esperienza

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Luca lepore

Luca Lepore, responsabile del Networking Academy Program

Parlare della necessità di comprendere e promuovere le competenze digitali, oggi, è una prassi diffusa spesso associata a un misto di preoccupazione e ineluttabilità: bisogna affrontare la realtà del mondo che cambia per non essere travolti dal cambiamento. Quasi un “obbligo” da subire, piuttosto che una possibilità nuova da esplorare e da cogliere.

Eppure le cose, anche a fronte di ricerche e numeri che tendono a rinnovare la storica contrapposizione tra tecnologie ed esseri umani di cui è piena la tradizione fantascientifica, non sono propriamente così e ragionare oggi delle competenze professionali e innovative del futuro, vorrà dire l’esatto contrario: ovvero poter affrontare il mondo che cambia con le armi giuste per la vita.

“Bisogna guardare al tema delle competenze e del lavoro del futuro in ottica evolutiva” ci spiega Luca Lepore, responsabile del Cisco Networking Academy Program, intervistato a pochi giorni dal terzo appuntamento con l’Academy Day che si terrà a Milano il 23 febbraio. “I mutamenti imposti dal digitale non arrivano dall’oggi al domani ma sono frutto di un processo graduale che ovviamente cambierà le cose. Ad esempio, avere nelle industrie automazione sempre più pervasiva vorrà dire sostituire e sostituire forza lavoro, ma vorrà anche dire creare nuove professionalità che oggi facciamo anche fatica ad immaginare”.  I nuovi cicli produttivi, in sostanza, richiederanno competenze sempre diverse: “Pensiamo all’, agli impatti sul lavoro: di certo si avrà bisogno di essere più specializzati per gestire processi più complessi e meno legati alla manualità ad esempio puntando più sulle vendite e sulla proposta di servizi piuttosto che sul solo prodotto comparto industriale. Ma è una evoluzione: serve consapevolezza, lato aziende, che il processo è in atto e servono piani, percorsi di formazione e riqualificazione.”

Cisco, nello specifico, ha annunciato un piano di investimenti triennale in Italia del valore di 100 milioni di dollari in cui l’education ha una rilevanza strategica: “la promozione di cultura digitale è basilare affinché tutte le azioni del piano di investimenti, fatto anche di attenzione alle startup e alla dimensione della Ricerca e Sviluppo, abbiano reale successo. Per Cisco la Networking Academy” progetto di formazione nato nel 1997 “è il progetto fulcro di una serie di iniziative formative all’avanguardia che spaziano su diversi fronti. L’IoE, ad esempio, ha un corso di studi dedicato che sarà ulteriormente arricchito proprio a seguito dell’annuncio di investimento.”

Secondo Lepore oggi la digitalizzazione impone a chi fa education la necessità di: “aiutare i ragazzi a costruirsi competenze di base affinché tutti possano usare i servizi digitali dal momento che non basta essere nativi per saper usare il digitale, ma anche la capacità di accompagnarli nell’apprendimento avanzato con corsi strutturati che serviranno per affrontare la dimensione lavorativa. Quindi sì alle competenze di base ma anche a quelle specialistiche per preparare le nuove generazioni che saranno il vero traino delle imprese del futuro, coloro che aiuteranno ad accelerare il processo reale di digitalizzazione della PA e del comparto produttivo d’Italia.”

Tutto qui? Niente affatto. Ci sono altre due dimensioni cruciali da considerare per il lavoro di domani. Secondo Lepore, assieme alle competenze tecniche di cui sopra, serviranno anche competenze trasversali e capacità di mettere “mano” ai problemi in ottica di problem solving. Coding e pensiero computazionale sin dalla scuola primaria, ad esempio, sono basilari perché “in un contesto di innovazione che cambia così rapidamente anche per effetto dell’IoE, non è tanto importante imparare un linguaggio di programmazione, destinato a cambiare ed evolvere in mille modi, ma imparare la logica sì, perché è il fondamento di qualunque linguaggio di programmazione.” E poi c’è la dimensione dell’esperienza, quella che da subito abitua i ragazzi a risolvere problemi, lavorare in gruppo e mettere in moto creatività e progettualità. “Chi oggi offre percorsi didattici non può sottovalutare questa dimensione, tanto più se parliamo di tecnologie: oggi i vari Arduino, sensoristica, processori, abilitano quasi naturalmente il “fare”, un fare che per i discenti, giovani e meno giovani, è fondamentale.”

L’esperienza dell’IoE da toccare con mano sarà il denominatore anche dell’edizione 2016 dell’Academy Day, organizzata con eForHum al Forum di Assago, intitolata quest’anno Inspire & Challengel’appuntamento milanese sarà diverso dalle esperienze dei due anni passati che sono state ospitate all’interno del grande evento globale del Cisco Live” che quest’anno si terrà a Berlino. “Diversa in due modi: potranno partecipare solo” si fa per dire “400 ragazzi, 200 al mattino e 200 al pomeriggio e questo per permetterci di realizzare attività di laboratori, la seconda novità.”

Una giornata ricca di eventi: la prima parte più teorica mirerà ad illustrare ai giovani partecipanti, studenti di classi quinte provenienti da scuole superiori a indirizzo informatica e telecomunicazioni, caratteristiche e vantaggi dell’IoE e del digitale con testimonianze dirette delle imprese che impiegano ex studenti delle Networking Academy, e gli ex studenti stessi; la seconda parte vedrà i 200 divisi in ulteriori gruppi e guidati da in attività laboratoriale in ottica IoE.

“Siamo molto orgogliosi di tutte le edizioni dell’Academy Day ma questa ha un sapore speciale: l’abbiamo organizzata su richiesta dei ragazzi, delle scuole e dei docenti che ne hanno apprezzato le caratteristiche negli anni scorsi. Questo è chiaramente un premio per Cisco Italia di inestimabile valore.”

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