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Scuola e software libero: un matrimonio che s’ha da fare?

scuola

Francesco Fusillo è un insegnante di sostegno della provincia veronese, un prof. di quelli vulcanici che ne basterebbero uno per per migliorare la situazione generale. “Ho sempre creduto nella inclusione delle azioni didattiche – dice Francesco Fusillo – e alla fine degli anni Ottanta ho usato i primi PC a scuola. Il primo sentimento nei confronti delle tecnologie è stato di diffidenza perché i ragazzini svolgevano attività da soli e l’inclusione didattica era assente”.

Con gli anni però Fusillo comprende le potenzialità dell’informatica aperta e sperimenta quanto questa avrebbe potuto semplificare la vita dei disabili. Ed è stato colpo di fulmine.

Come sei arrivato al progetto So.Di.Linux?
Avevo iniziato a cercare applicativi per il mondo Windows che mi permettessero di aprire le mie proposte didattiche alla classe. Nel 2006 avevo letto una ricerca sul realizzata dal CNR, che aveva pubblicato una raccolta dal nome So.Di.linux (software  didattico per Linux).
Quella fu per me un’illuminazione. Avevo trovato la strada per liberare la didattica e aprire prospettive di libertà digitale anche nella scuola. Da allora il rapporto col gruppo del CNR ITD non si è più affievolito e oggi siamo una squadra che condivide intenti e valori.

Quali le ragioni per suggerire il software libero ad un collega insegnante?
Per prima cosa la libertà di produrre elaborati leggibili da chiunque nel tempo; per usare strumenti (come la penna digitale che sto usando adesso) in piena libertà oltre che il sapere che utilizzando software libero si alimenta una comunità.

Partecipi attivamente alle community del software libero? Quali progetti segui?
Collaboro con il CNR nello sviluppo di So.Di.Linux distribuito principalmente nelle scuole e animo due mailing list legate a questo progetto. Inoltre partecipo attivamente ad un’altra lista di discussione sulle tecnologie didattiche Wiildos.

Pubblico raccolte di applicativi open source e freeware per la didattica scolastica con i DSA e BES, curando il pacchetto KIT_PC_DSA.
Coordino il progetto di sviluppo italiano ARAWORD per la CAA (comunicazione alternativa aumentativa) che abbiamo adottato dalla Spagna. Collaboro anche con vari CTS ( Centri Territoriali di Supporto per le Tecnologie per l’Handicapp) nella diffusione di buone pratiche didattiche che utilizzano applicativi open source come supporto alle azioni di innovazione didattica.

Se dovessi dare una definizione di community?
Persone che condividono dei valori e si aprono alla collaborazione reciproca, ognuno con le sue competenze e potenzialità.

Quali frequenti più volentieri e perché?
Sodilinux, perchè l’ho aperta io. Siamo ormai circa 800 ed è per me una responsabilità animarla e favorirne lo sviluppo. Wiildos, nata prima e alla quale ho partecipato per lo sviluppo della lavagna interattiva libera e che si interessa più tecnicamente della materia software libero e tecnologie low-cost.

“Opensource e inclusione” è una lista legata al mio sito, frequentata da insegnanti che ho incontrato nei corsi di formazione o in eventi di  divulgazione e che mi chiedono di restare informati. “NTD operatori dei CTS” è una lista istituzionale dei CTS, nella quale porto avanti l’attenzione alle soluzioni didattiche legate all’inclusione e agli sviluppi del software libero. E’ una lista molto importante perché partecipa ad INDIRE, che è letta e collegata al MIUR.

 

 

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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