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#IoT e pagamenti: le sperimentazioni sono in corso tra entusiasmi e ostacoli da superare

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L’Internet of Things è un paradigma che cambierà radicalmente il modo in cui le aziende realizzeranno il proprio business e i criteri con cui strutturano i propri processi (organizzativi, produttivi, distributivi), ma è anche un ecosistema di tecnologie possibili di cui disporranno i consumatori per relazionarsi con le aziende, per usufruire di prodotti e di servizi che fino a poco tempo fa non erano nemmeno pensabili. Il suo impatto sarà visibile in moltissimi settori e altrettanti mercati, come l’e-Health con i sistemi di monitoring (e non solo), l’automotive con le connected car, l’elettrodomestica di consumo intelligente e molto altro.

Secondo McKinsey, entro il 2025 l’ raggiungerà un valore complessivo di 6.200 miliardi di dollari all’interno dello scenario economico globale mentre, secondo TEKsystem, la maggior parte delle aziende si aspetta che l’Internet of Things migliorerà profondamente la customer experience, favorirà i processi di innovazione in tutti i reparti, sarà in grado di abilitare nuovi e più efficienti metodi di lavoro e, soprattutto, riuscirà a generare nuovi flussi di ricavi. Le previsioni e i numeri variano, ma la potenzialità dell’IoT è indiscussa per i mercati sopracitati. In questo contesto quali sono le opportunità, invece, per il settore dei mobili?

Pagare con la TV, con l’auto e con tutti gli oggetti

mobilepaymentCome riporta Payments Industy Intelligence, stanno cominciando a emergere sperimentazioni in cui le aziende riescono ad unire l’Internet of Things con le esigenze di pagamento dei consumatori: le imprese sono soprattutto spinte dal voler migliorare l’experience delle persone nei processi di pagamento e, ad esempio in futuro potrebbe diventare d’uso comune l’utilizzo della propria auto per effettuare una transazione o fare shopping direttamente dal televisore o dal proprio orologio da polso.

Per fare un esempio concreto e già in fase di sviluppo reale, diverse catene di fast-food negli Stati Uniti stanno cercando di capire come integrare l’IoT con le ordinazioni che vengono effettuate e pagate direttamente dalle auto dei consumatori, attraverso sensori che possono rilevare l’avvicinamento di un cliente ad un determinato store. A questo proposito, DocuSign e Visa stanno cercando di capire come implementare le proprie tecnologie all’interno delle auto, ma non come accessorio esterno, piuttosto come optional incorporato al veicolo al momento stesso della vendita, in modo da permettere transazioni direttamente dal posto di guida (e perché no, direttamente dallo sterzo).

Lo scorso ottobre proprio Visa (e i partner con cui sta lavorando) ha presentato una particolare connected car al Money 20/20 di Las Vegas: il prototipo consente di automatizzare la procedura per acquistare o richiedere un pagamento attraverso un’app incorporata nel cruscotto del veicolo. Questa funzione è stata pensata proprio per le connected car che cominceranno ad essere commercializzate nel prossimo futuro, sfruttando per la sicurezza anche i protocolli Blockchain e le funzionalità di DocuSign.

Il vero punto di forza però, è l’automatizzazione del processo: “Tutto ciò che acquisterete dalla vostra auto, o per la vostra auto, può essere effettuato attraverso un sistema automatico; basta pensare ad un eventuale canone di locazione, all’assicurazione o a qualsiasi cosa sia disciplinata da un contratto vincolante“, ha dichiarato durante la presentazione del veicolo Jim McCarthy, Vice Presidente per le innovazioni e le partnership strategiche di Visa.

Il pagamento tramite gli oggetti però non riguarda un futuro lontano e in molti contesti è già il presente: Samsung sta già permettendo agli utenti di pagare contenuti (film, libri, giochi e musica) attraverso alcuni modelli di Smart TV, con metodi di pagamento che supportano le carte di credito, paypal e il mobile payment; anche il pagamento tramite device wearable è già sul mercato, come ad esempio l’orologio della Apple. Se è vero, quindi, che le sperimentazioni sono in corso e alcuni servizi sono già disponibili, quali sono gli ostacoli che frenano la definitiva espansione?

Gli ostacoli alla diffusione del pagamento tramite IoT

Secondo gli esperti le barriere che possono rappresentare un freno sono essenzialmente tre e, come vedremo, non si tratta di temi così dissimili da quelli che sorgono su altri campi applicativi dell’IoT.

  • La mancanza di una reale standardizzazione per garantire l’interoperabilità e le incertezze riguardanti le reti che servono agli oggetti per trasmettere e leggere i dati possono essere un forte ostacolo per la diffusione della tecnologia; uno scenario di incompatibilità degli oggetti connessi renderebbe completamente impossibile la creazione di un ecosistema in grado di supportare l’Internet delle cose e, quindi, anche i servizi dedicati al pagamento tramite IoT.
  • I problemi di security stanno diventando sempre di più un deterrente, sia per i consumatori (che non si sentono protetti dagli attacchi informatici), sia per le aziende che temono diversi danni; diversi sono i casi registrati di violazione di attrezzature sanitarie connesse  alla rete ed è diventato celebre la manomissione di una Jeep Cherokee, il cui controllo è stato preso da un hacker (autorizzato per un test); questi problemi stanno diventando un tema serio per l’adozione dell’IoT e l’inserimento di processi di pagamento richiede necessariamente un aumento di attenzione maggiore da parte delle aziende sul tema della sicurezza.
  • La domanda dei consumatori potrebbe non essere così forte come si crede: i consumatori e le aziende vogliono davvero pagare ed essere pagati attraverso soluzioni IoT? Sicuramente l’Internet of Things potrebbe migliorare la user experience per i processi di pagamento, ma è un ragionamento che finora si trova sulla carta. E se i consumatori non ne comprendessero la reale utilità? Inoltre, si tratta di sistemi tali da indurre ad abbandonare le soluzioni esistenti e a cambiare le abitudini radicate delle persone? Al momento non è possibile saperlo.

In conclusione, il futuro dell’IoT è già qui dal punto di vista tecnologico ma siamo ancora lontani dal comprendere in che modo i sistemi di pagamento potranno essere parte attiva del cambiamento: al momento manca un elemento così forte da far cambiare le abitudini degli utenti sui pagamenti e ostacoli, quali la sicurezza e la mancanza di protocolli standard, sono fattori importanti da non sottovalutare. Tuttavia, come visto per Visa e per i fast food statunitensi, le sperimentazioni sono in corso e, se si riuscirà a superare le barriere, i pagamenti tramite sistemi IoT potrebbero diventare molto diffusi.

 

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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