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Fieragricola 2016: innovazione e sostenibilità centrali per l’agricoltura del futuro

Danese

Forse non c’è un comparto che, più di quello agricolo, dimostri quanto sia necessario parlare non di , al singolare, ma di innovazioni, al plurale, quando si parla del futuro di un determinato settore. Innovare, in , vuol dire molte cose: vuol dire introdurre tecnologia che andrà a rinnovare prodotti e processi ma significa anche migliorare l’attività in termini di sostenibilità ambientale e di efficienza tecnica ed economica.

Un insieme di sfide non da poco che chiamano in causa l’essenza stessa dell’agricoltura che non è, per l’uomo, solo un’attività produttiva ma rappresenta la fonte del sostentamento biologico ed ecco perché chi si occupa di agricoltura sta parlando, in sostanza, del futuro dell’umanità. Senza innovazioni integrate, tutte quelle sopracitate, la sfida del futuro di una umanità sempre più popolosa, non potrà essere vinta: “L’agricoltura nei prossimi decenni sarà chiamata a sfamare una popolazione mondiale che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi di persone” ha spiegato il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, inaugurando ieri la 112ª Fieragricola di Verona, la più importante manifestazione in Italia dedicata al settore primario, in programma fino a sabato 6 febbraio. “Per vincere questa sfida è necessario puntare su innovazione e sostenibilità.” In caso contrario, non sarà possibile raggiungere quell’aumento del 70% della produzione alimentare che FAO stima necessario per tenere il passo.

e il panorama italiano

L’innovazione a 360°, quindi, come strumento per utilizzare al meglio le risorse e provvedere al sostentamento globale. Questo è il cuore di Fieragricola quest’anno, appuntamento per riflettere sulla necessità di prevedere strategie a supporto di un comparto che ha la responsabilità di efficientarsi, garantendo sostenibilità ambientale e accesso alle risorse.
Fieragricola contribuisce a fare il punto su un ecosistema che in Italia conta 1,4 milioni di aziende, delle quali 800mila professionali e 200mila zootecniche (anno 2013), sempre più orientate a praticare agricoltura multifunzionale (113mila, +48% sul 2010), e con 1,1 milioni di occupati che salgono a quasi 1,6 milioni considerando tutta la filiera agroalimentare. Filiera che nel 2015 ha fatturato 135 miliardi di euro, con un export che nei primi 11 mesi dell’anno ha toccato i 33,7 miliardi di euro.
E c’è fiducia nel futuro se è vero che, come dimostra la ricerca esclusiva di Fieragricola realizzata su un campione di 1.000 aziende italiane del settore, che gli operatori ipotizzano un aumento generale del mercato per il proprio settore di riferimento nel 29% dei casi, con un balzo di 5 punti percentuali rispetto al 2014. Nel prossimo triennio le aziende intervistate hanno programmato investimenti fino a 600mila euro, confermando un clima di ottimismo.

L’innovazione del futuro

Il tasso di digitalizzazione degli agricoltori italiani, stima Fiaragricola, supera il 60% e quello che è certo è che il digitale, per effetto dell’Internet of things, sarà sempre più presente nel mondo agricolo ma anche in quello dell’allevamento. Sarà sempre maggiore, ad esempio, la necessità di creare sistemi di supporto decisionale che poggino su tecnologie ICT in grado di raccogliere ed elaborare dati in tempo reale e che abbiano la capacità di fornire informazioni riguardanti tutti gli aspetti legati alla coltivazione, ad un livello di dettaglio che prima era sostanzialmente impossibile. C’è da dire che di smart farm si parla da tempo e non mancano esempi già maturi di agricoltura intelligente, ma certamente è in tempi più recenti che il tema è diventato di centralità strategica.

Ma quello che il comparto agricolo non potrà mai fare sarà pensare che l’innovazione passi esclusivamente dal digitale. In questo senso la scelta di Fieragricola, di ospitare al proprio interno, in ottica integrata, attori e soluzioni di innovazione diverse, trasmette il senso della necessità di avere una visione strategica complessiva. «Siamo convinti – commenta Maurizio Danese – che un evento fieristico non debba limitarsi all’esposizione, per quanto ricca, innovativa e articolata, ma che sia imprescindibile offrire ai partecipanti, siano essi espositori o visitatori, strumenti di riflessione e di dibattito, nella convinzione che il progresso passi inevitabilmente dalle idee.”
Lo dimostrano i tanti eventi in calendario e la possibilità di incontrarsi e confrontarsi con le più disparate esperienze, nell’ottica della contaminazione continua. In Fieragricola, ad esempio, è ospitato un padiglione dedicato alle energie da fonti rinnovabili, con una particolare attenzione alla nuova frontiera delle biomasse per la produzione del biometano in ottica di smart farm.
E, ancora, sarà possibile imbattersi nella tante innovazioni che sono state premiate dal Premio Innovazione voluto da Fieragicola e da L’Informatore Agrario. Si va dalla dal trattore che si guida da solo, grazie a un “pilota automatico” che permette di comandare qualsiasi attività (dalla rotta alle  azioni compiute precedentemente e memorizzate), senza che l’operatore debba intervenire, al Fertimetro un dispositivo che va inserito nel suolo e ne stima la fertilità in funzione della progressiva degradazione di fili di cotone e seta dovuta all’azione dei microrganismi presenti. Conoscere, in campo e a basso costo, lo stato della flora batterica contribuisce all’ottimizzazione della nutrizione o alla valutazione di qualità e potenzialità di terreni incolti. E, ancora, il drone, Tricodron che memorizza i dati cartografici per lanciare dall’alto capsule con uova di insetti ausiliari nella lotta alla piralide del mais e intervenendo direttamente sulla piante malate in modo sostenibile. E infine, Attila, per il diserbo di vigneti e frutteti, che non utilizza prodotti chimici, ma un getto di acqua ad altissima pressione, oltre 1.000 bar.

Tecnologia ma non solo: progresso e innovazione nel comparto agricolo passano anche, e soprattutto, attraverso lo studio, la ricerca, e l’avanzamento nella chimica e nella biologia.

Per il bene di tutti.

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