#OpenResearch

Vive la France: Liberté, Egalité et “Opensourcé”

Francia

I cittadini francesi sono favorevoli all’uso del e (FOSS) all’interno delle amministrazioni ed istituzioni pubbliche: la dovrebbe implementare questo tipo di software anche nei settori scuola ed istruzione.

Et voilà, questi i risultati della consultazione pubblica effettuata all’interno del progetto di legge per La République Numérique (La Repubblica digitale). Dopo venti giorni di dibattito pubblico il voto sulla proposta relativa all’opensource è passato con con 147.710 voti favorevoli, 8.501 commenti e ha attratto sulla piattaforma di collaborazione ben oltre 21.000 partecipanti. La proposta di inserire il software libero tra le priorità per le amministrazioni pubbliche francesi si è posizionata al 3° posto nella topten delle proposte più rilevanti.

FranciaLa consultazione sulla proposta di legge per una Repubblica digitale è il risultato di un processo innovativo iniziato lo scorso anno. Per oltre quattro mesi, infatti, i cittadini francesi sono stati invitati a discutere le grandi questioni inerenti il digitale: oltre 4.000 i contributi raccolti sulla piattaforma online. In parallelo a questa consultazione, le prime indicazioni di testo sono state presentate ai parlamentari nel corso di un dibattito parlamentare nel mese di gennaio dello scorso anno e nel mese di giugno il Consiglio Nazionale per il Digitale ha elaborato una sintesi dei contributi e fatto le sue raccomandazioni in un rapporto presentato al Governo.

Il disegno di legge per la Repubblica digitale è stato presentato al Governo da Axelle Lemaire – Segretario di Stato per il Digitale – lo scorso 9 dicembre, dopo l’esame da parte del Consiglio di Stato. Successivamente è stato  inoltrato all’Assemblea nazionale, che inizierà la sua revisione in commissione in seduta pubblica a partire da gennaio 2016.

Ma c’è di più…del resto la Francia già nel 2014 era in cima alla classifica delle Nazioni Unite dei paesi tra i migliori servizi di e-government integrati e per l’e-partecipazione. Ben 17 ministeri francesi stanno collaborando per sostenere l’open source attraverso un accordo per ridurre i costi e promuovere l’uso del software libero nelle pubbliche amministrazioni tra cui: la Presidenza del Consiglio dei Ministri; la Corte dei conti; il Ministero degli Affari Esteri; il Ministero della Difesa; il Ministero dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile, dei Trasporti e dell’Alloggio; il Ministero della Giustizia; il Ministero dell’Interno; il Ministero del Lavoro, occupazione e salute; il Ministero della Pubblica Istruzione; il Ministero delle Politiche Agricole; il Ministero della Cultura; il Ministero della Solidarietà e coesione sociale; il Ministero dell’Istruzione Superiore e della Ricerca; il Ministero della Città; il Ministero dello Sport.

Ciascun ministero ha siglato singolarmente l’accordo e il contratto commerciale che viene considerato come un unicum infatti le altre amministrazioni centrali che vogliano fare parte del protocollo d’intesa saranno tenute alla sottoscrizione e accettazione del medesimo contratto che è entrato in vigore nel 2012 e ha valenza triennale, con la possibilità di un singolo rinnovo. Il tipo di attività espletate e previste dal contratto riguardano servizi di supporto remoto, consulenza e manutenzione correttivi e alcuni servizi aggiuntivi come la versione di monitoraggio, revisione contabile, le migrazioni, le patch, e contributi alla comunità del software libero.

Il contratto classifica i software in relazione a 10 categorie:

  • Operating systems and associated database software;
  • Servers and application servers;
  • Languages and development frameworks;
  • DBMSs;
  • Productivity applications;
  • Network management tools;
  • Security tools;
  • Directory services;
  • Portals, document management and knowledge management;
  • Indexing and search.

L’elenco aggiornato comprende ben 320 applicazioni software; nuovi software non ricompresi possono essere aggiunti alla lista solo se richiesti all’unanimità da tutti i ministeri. Per assicurare la corretta classificazione, ogni programma è assegnato ad un gruppo di lavoro che va sotto il nome di Unità di supporto software (USL). L’USL è una risorsa software che può includere sino a 3 versioni principali di rilascio.

Inoltre è stato realizzato un portale unico (www.osssos.fr) per centralizzare e convogliare tutte le comunicazioni e gestire i contatti tra i responsabili del progetto nei vari enti e i fornitori dei servizi. Il portale unico permette inoltre ai singoli ministeri di connettersi direttamente ai servizi di supporto e assistenza. Il contratto prevede la copertura di costi e servizi fino a 2 milioni di euro.

Infine per favorire la condivisione e la comunicazione l’accordo prevede anche una riduzione dei prezzi a scalare basata sulla popolarità, ovvero se diversi ministeri hanno bisogno del sostegno della stessa USL il costo si riduce per ogni ministero, ovviamente solo nel caso di scelta esatta dello stesso pacchetto e versione di supporto.

In sintesi il supporto tecnologico rassicura poiché i responsabili possono utilizzare software libero con la certezza di avere assistenza e supporto; si assiste ad una riduzione dei costi attraverso la condivisione e l’utilizzo della stessa Unità di sviluppo software.

Questo sistema favorisce e sostiene la creazione di una comunità: il comitato direttivo nazionale che si riunisce una volta a trimestre permette alle persone di condividere le loro esperienze e di creare una comunità di sviluppo e supporto software nell’ambito dei ministeri, aumentando anche i livelli di conoscenza e consapevolezza dell’open source all’interno delle amministrazioni pubbliche francesi.

Ma il sostegno allo sviluppo dell’open source sta avvenendo non solo a livello di norme ed accordi ma anche in termini di finanziamenti: nell’ambito del programma investimenti futuri (AIP), il governo francese ha deciso di sostenere la creazione della prima scuola di istruzione superiore e formazione continua Open Source School (OSS)  assegnando un primo finanziamenti di ben 1,4 milioni di euro e confermando la piena volontà a sostenere lo sviluppo del settore del Software Libero.

La scuola OSS intende rispondere alla carenza di competenze del settore del Software Libero (ben 4.000 offerte di lavoro ogni anno) mobilitando l’intero ecosistema e sviluppando una duplice offerta formativa: quella iniziale e e quella continua per l’aggiornamento e la riconversione dei lavoratori del settore IT verso strumenti e soluzioni FOSS. Attualmente infatti in Francia il settore del software libero vale in termini economici oltre 4 miliardi di euro di entrate, con oltre 50.000 dipendenti specializzati, distribuiti in grandi aziende ma abbastanza capillari anche nelle esperienze delle piccole e medie imprese (PMI). La crescita annua del settore FOSS è di oltre il 10% e si stima che siano necessari ogni anno circa 4.000 professionisti ed esperti specializzati nel settore per far fronte e soddisfare le nuove esigenze delle imprese francesi.

La Scuola Open Source intende rispondere alla carenza di competenze nel campo delle tecnologie open source, ed è supportata anche dal CNLL (organizzazione francese del software libero) e da altri partner come SensioLabs, Jahia, Red Hat, Talend, Alter Way, Akeneo, Abilian, OW2 Open Wide, Acquia. Diversi sono i centri di formazione realizzarti in sette siti in Francia, uno in Belgio, uno in Lussemburgo e uno in Svizzera.

Insomma è proprio il caso di dire: Liberté, Egalité, Opensourcé!

 

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice non strutturata presso Enti di ricerca e Università, Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 10 anni, con focus su: ICT e socialmedia ed impatto sugli stili di vita, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cyberharassment e cybersafety. E’ Responsabile del Coordinamento editoriale della Rivista accademica RES PUBLICA. Al suo attivo (italiano, francese ed inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore ICT e digitale: TechEconomy, Girl Geek Life.

Twitter 

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This