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Open source made in Taiwan

Taiwan

Lo scorso anno l’isola di Taiwan ha sorprendentemente raggiunto la prima posizione all’interno dell’indice del Globale Open Data 2015 ed è stata riconosciuta come uno dei maggiori hotspot di dati aperti. Anche il Report  Freedom of the Press 2015”, identifica l’isola insieme a Giappone, Australia e Nuova Zelanda tra i primi paesi nell’area Asia Pacifico per la libertà di stampa.  Dal punto di vista del funzionamento del governo è stato elaborato inoltre recentemente un meccanismo di consultazione pubblica attraverso la creazione di comitati dedicati presso ciascun ministero. L’utilizzo delle tecnologie e software è molto esteso all’interno del Paese come è possibile rilevare dalle immagini seguenti:

Taiwan

In merito ai formati aperti ODF, già nel 2009 il governo centrale di Taiwan aveva elaborato un proprio formato standard nazionale dal nome SNC-15251, utilizzandolo per Hualien County, la contea di Yilan, il Ministero delle Finanze e il Ministero dell’Istruzione, e la città di New Taipei City; malgrado i buoni propositi non si era riusciti però a passare all’implementazione e utilizzo by default degli ODF anche ad altri settori e istituzioni del governo.  A seguito della scelta del governo del Regno Unito, avvenuta nel luglio del 2014, sull’utilizzo degli ODF anche per andare incontro alle esigenze e richieste degli utenti, il National Information and Communications Initiative Committee (NICI) un gruppo di lavoro composto da svariati Dipartimenti dell’Executive Yuan a Taiwan (ovvero la struttura esecutiva del Governo della Repubblica cinese), ha iniziato una serie di incontri  ed elaborato una strategia per l’implementazione del  “progetto per la promozione di OF- CNS15251 come formato standard per i documenti” con la speranza che “all industries may jointly promote the ODF (Open Document Format), as well as participate in the open document standard format of the government in order to enhance our soft power. Therefore, the open document format ODF-CNS15251 featuring high compatibility for the promotion, and suitable for various operating systems as well as beneficial for long-term preservation is the effective solution”.

Il Consiglio Nazionale di Sviluppo (NDC), dipartimento di primo livello in capo all’Executive Yuan, ha pianificato la migrazione da effettuare negli anni 2015-2017  attraverso l’implementazione delle seguenti tre fasi operative:

  • Fase 1: entro il 2015, tutti i file scaricabili dai siti web appartenenti a qualsiasi dipartimento o struttura di governo devono utilizzare i soli formati PDF o ODF-CNS15251. Tutti i file pregressi e di formato diverso devono  essere convertiti in formato PDF o ODF-CNS15251;
  • Fase 2: entro il 2016, tutti i file scambiati con le  istituzioni nazionali e amministrazioni pubbliche anche da parte delle aziende private dovranno utilizzare i formati  PDF o ODF-CNS15251;
  • Fase 3: Dal 2017, si chiede a TUTTI gli organi di governo di utilizzare solo software in grado di creare e modificare il formato ODF-CNS15251 che possano essere scaricati liberamente da parte degli utenti.

Il progetto di migrazione è stato lanciato nello scorso mese di agosto. Il Consiglio Nazionale ha affidato l’esecuzione di questo progetto alla Software Liberty Association Taiwan (SLAT), che è un’associazione per la promozione del software libero e l’open source e alla scuola di formazione e sviluppo del software Gjun information Co. Sono state previste per la fase di divulgazione 13 sessione informative da tenere nelle diverse contee e città di Taiwain, incluso le contee al di fuori dell’isola come Penghu, Kinmen and Lienchiang (aka Matzu). I docenti e i membri della comunità open source che fa capo all’Associazione SLAT sono responsabili della disseminazione e divulgazione sul perché bisogna migrare e al formato aperto standard e sopratutto sul come. A tale scopo sono stati previsti anche vari laboratori di formazione pratica, inoltre gli esperti FOSS sono anche responsabili della realizzazione di linee guida e individuazione di buone pratiche.

All’interno dell’isola di Taiwan erano state già portate avanti alcune migrazioni avvenute con successo verso OpenOffice e LibreOffice. L’azienda Coretronics è un esempio di storia di successo nella migrazione a LibreOffice da parte di una grande impresa. Fo-Guan-Shan un grande gruppo buddista è migrato con successo ad OpenOffice nel 2014. Infine, a marzo 2015, la Contea Yi-Lan ha lanciato un progetto per la migrazione delle proprie macchie da  Microsoft Office a LibreOffice.

Questa è la breve storia dell’open source made in Taiwan che resta in attesa di nuovi sviluppi.

 

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice non strutturata presso Enti di ricerca e Università, Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 10 anni, con focus su: ICT e socialmedia ed impatto sugli stili di vita, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cyberharassment e cybersafety. E’ Responsabile del Coordinamento editoriale della Rivista accademica RES PUBLICA. Al suo attivo (italiano, francese ed inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore ICT e digitale: TechEconomy, Girl Geek Life.

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