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Alphabet, Schmidt: intelligenza artificiale può cambiare il mondo

AI

L’ sarà uno dei fattori che potranno aiutare esperti e scienziati a risolvere alcuni dei grandi problemi dell’umanità come la crescita della popolazione sulla terra, il cambiamento climatico, lo sviluppo umano e l’istruzione globale. A sostenerlo, riporta la stampa Usa, è Erich Schmidt, ex CEO di , e attuale presidente esecutivo della holding .

In un discorso pronunciato a New York, nel corso di una conferenza cui hanno preso parte anche i rappresentanti di Facebook e di DeepMind, startup di AI recentemente comprata proprio da Google, Schmidt ha ribadito come il campo dell’intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante: “il rapido sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale farà si che tecnologia possa aiutare gli scienziati a capire le relazioni causa-effetto tra i fenomeni, penetrando nelle grandi quantità di informazioni disponibili”, ha commentato Schmidt. Lato impresa, invece, le aziende avranno sempre più l’onere di lavorare insieme per creare approcci standard e strumenti simili al fine di mettere a disposizione le loro scoperte alla comunità scientifica.  “Ogni piccolo passo in avanti è accaduto perchè persone intelligenti si sono riunite in una stanza e hanno iniziato a standardizzare gli approcci” ha continuato “la promessa è così significativa che noi, Alphabet, Google, o qualunque sia il nostro nome, stiamo lavorando duramente per far progredire queste piattaforme.”

Google, infatti, è una delle numerose aziende della Silicon Valley che sta investendo tempo e denaro nel campo dell’intelligenza artificiale di cui l’acquisizione di DeepMind è un significativo, ma non unico, tassello: 400 milioni di dollari e un esercito di circa 150 ricercatori della startup londinese impegnati nel costruire agenti intelligenti da impiegare nelle aziende Alphabet, Google in primis.
Se l’azienda riuscirà a far diventare prodotti come Google Search un po ‘più intelligenti anche con l’aiuto di nuovi algoritmi di intelligenza artificiale è chiaro che i ricavi pubblicitari di Google potrebbero aumentare di diversi milioni l’anno, secondo una fonte Business Insider.

Google-Alphabet non è certamente l’unica ad essere attiva sul fronte: anche Facebook ha più volte dimostrato interesse sul tema e l’anno si è aperto anche con il personale “buon proposito” di Mark Zuckerberg per il 2016: “Costruire una semplice intelligenza artificiale che possa aiutarmi ad eseguire le faccende di casa ma anche aiutarmi nel lavoro.

 

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