#SocialCare

Befana in salsa social: un Cuore nella calza e il coraggio di cambiare

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«Notte. Silenzio. Attesa. È la sera della Vigilia. Di Natale? No. Dell’Epifania».

Così scrivevamo due anni fa, battezzando giusto in questi giorni – a Capodanno fatto e aspettando la simpatica vecchietta – l’inizio del 2014, con quello che chiamammo il #SocialCare in 10 punti… Secondo la Befana: «5 pezzi di carbone e 5 dolci» di una specialissima calza che la nonnina avrebbe di lì a breve portato nelle nostre case e che dovevamo esser tutti pronti ad accogliere, digerire al meglio.

«Cinque spunti di riflessione, “compiti a casa”», li definimmo, ostici in apparenza, «da capire e fare propri, conoscere e riconoscere, svolgendoli sino in fondo». E «cinque punti di ristoro, dove scoprirai di star bene vivendoli: giardini da coltivare e far fiorire, godendo alla fine del traguardo».

Ecco, a rileggerli oggi, duole quasi riconoscere che non molto è cambiato. Tanto sul piano del Social Caring, quanto più in generale del cosiddetto Social Media Marketing, per quanta acqua sia passata sotto i ponti e per quanto stravolto sia il panorama del «mondo iperconnesso», non ci stupiremmo se anche quest’anno finissimo per trovare nella Calza le stesse sorprese, belle o brutte. Certo non saranno aumentati i dolci! Scommettiamo semmai su parecchi pezzi di carbone in più: compiti a casa nuovi, in aggiunta ai vecchi, evidentemente ancora tutti, o in parte, da svolgere.

Tiriamola fuori dall’armadio allora quella Calza e vediamo se è poi tanto diversa: se sia davvero ancora meno digeribile, più tosta da mandar giù. Focalizzandoci in particolare su un punto, il primo e più grosso dei pezzi di carbone: il Labirinto, come lo definimmo all’epoca.

Che cosa significava – cosa significa ancora oggi? Quel caos in mezzo a cui ci troviamo appena sbarchiamo su social: sia come semplici utenti che come social media manager (o come ci si voglia chiamare, secondo uno dei mille nuovi job title specialistici in cui, nel frattempo, le nuove professioni digitali si sono declinate), sia come persone che come aziende. Quel vortice, specchio del nostro tempo – ancora di vera crisi – in cui spontaneo vien da dire: «Non siamo stati cattivi noi, è il mondo!». Trovandoci però noi col «compito di chiederci “Come ne esco?”, di metterci in gioco bevendo l’amaro calice per scoprirne poi il retrogusto di salvezza. Studiando vie d’uscita, ai macro-problemi come ai micro».

Resilienza-Churchill (1)Quel caos, quel «Labirinto» – o «Babele», come anche lo chiamammo, un «gioco di scacchi», se solo ci fosse possibile individuarne le regole – è ancora in piedi, ancor più forte. Resilienza la parola magica, la keyword che si riscopriva giusto in quel periodo: una parola e un concetto da sempre esistiti, con le applicazioni più varie in differenti campi, da quello scientifico al puro pensiero. Non sappiamo forse tutti – per averlo vissuto almeno una volta – che significa «sopravvivere alla crisi», piegarsi costruttivamente dinanzi agli ostacoli per non spezzarsi, modellarsi in base alle difficoltà del cammino per rinascere così a Vita Nuova?

Tutti, appunto, dovremmo averlo imparato – e prima è, meglio è. Già Churchill ben sintetizzava: «Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale. Ciò che conta è il coraggio di andare avanti». La differenza sta nella peculiare drammaticità dei nostri tempi di Crisi oggi: nella peculiare necessità e urgenza, dunque, della Resilienza come exit strategy, possibile via d’uscita attraverso l’attuazione di nuove strategie, anche lato business. Un «New Business Model» incentrato sulle 5 C del Comunicare-Coinvolgere-Curare il cliente-amico, prendendosene cura con un Social Caring a 360 gradi, mettendoci il Cuore e tutto se stesso per soddisfarne le esigenze al meglio, da quelle più serie alle più leggere.

Di un simile, resiliente processo abbiamo bisogno oggi più che mai: di una simile Resilienza e di un Cuore, una Responsabilità intesi come driver essenziali di essa. #SocialMediaROI è Responsabilità, Cuore: oggi più che mai. Un tempo in cui sempre più la gente comprerà solo se si fiderà, se avrai saputo mostrarti ed esser trasparente, sincero, uno che non rifila fregature: in cui il marketing si configura sempre più come Marketing del «Volontariato», in senso altruistico-egoistico, Marketing del cuore, di cui Social Engagement è KPI fondamentale, e Customer Experience, Passaparola e Social CRM impeccabili le parole d’ordine.

Certo, anche la resilienza ha un limite, verrebbe ogni tanto da dire. Senza cioè nulla togliere alla centralità del concetto, alla sua essenzialità sul piano personale come professionale, non sempre – o non per sempre – sembra possibile «piegarsi». Meno ancora appare tale il peraltro ottimo suggerimento letto giusto a inizio da anno su Mashable: il dumbing – far finta di nulla, cadere dalle nuvole – sul posto di lavoro come via di fuga utile quando quel che si prospetta non corrisponde alle nostre aspettative. Un conto è la diplomazia, altro è la rassegnazione. Un conto è il paziente ma vigoroso cavalcar l’onda, e pure il mare in tempesta, attendendo operosamente tempi migliori: altro la passiva accettazione di uno status quo. Il pezzo, sia chiaro, non sottintende questo! Approfittiamo però un po’ surrettiziamente dell’occasione per uno step ulteriore e indicare il vero «pezzo di carbone» – la vera chicca al contempo, la caramella prelibata – presente nella Calza della nostra «Befana in salsa social» quest’anno. Un carbone dolce, a sintesi di tutti i pezzi e pezzettini che da troppi mesi continuano ad affollare quella povera Calza e che occorre forse ora ribadire con voce più alta, considerando il tempo che intanto sta passando e l’urgenza ormai non più rinviabile di certe azioni e prese di coscienza. Un monito in risposta, auspichiamo, a un «Labirinto» da cui sempre più vogliamo uscire: tanto nel Social Customer Caring – cresciuto sì nel frattempo, in modo però non sempre adeguato, anzi –  quanto nel nostro generale essere social, per passione o lavoro. E infine, perché no, come richiamo valido anzitutto per la nostra vita tout court, online o offline che sia: d’altronde, c’è forse ancora differenza?

Change, #StopComfortZone: ecco il monito che riassume tutti gli altri. È ora di cambiare passo: abbi il coraggio di farlo. Segui te stesso: il tuo Cuore, la tua testa, la tua identità. Impara a conoscerti, a guardarti dentro. Fa’ amicizia con te, perdonati se devi – due anni forse ancora di errori commessi… – e vai avanti: con la sfida di cambiare strada se occorre. «Gnòthi sautòn»: metti in pratica il principio socratico e accetta di aprire gli occhi, drizzare orecchie e antenne, di voler ascoltare, voler vedere l’annuncio del «chi sei veramente», chi si nasconde dietro le tue mille maschere – il volto che vuoi vedere ogni mattina allo specchio e, soprattutto, quello che vorrai vedere di qui a vent’anni, che potrai degnamente mostrare ai tuoi figli, ai tuoi nipotini. Da’ retta al tuo Cuore, in costante dialogo con la testa: non abbandonare il te stesso più originario, non smettere di inseguire i tuoi sogni, di intraprendere i cammini pure impervi che ti separano da quella cima cui invece aneli. Solo così conquisterai la maturità: la Responsabilità – e quelle belle parole in questi mesi tante volte ripetute, come Autenticità, Trasparenza, Affidabilità, Fiducia, Amicizia, Amore – di chi hai accanto o del tuo cliente. Solo se conoscerai il tuo Cuore potrai donarlo, condividerlo, metterlo a frutto – per te stesso, per «Lui/Lei», per la tua community di amici e clienti, tali o potenziali. Solo così potrai instaurare quel virtuoso circolo del Comunicare-Coinvolgere-Curare sopra ricordato, in cui è l’essenza di un Online Marketing resiliente, di quella Resilienza come exit-strategy dalla crisi di cui il così inteso, a 360 gradi, è driver primario.

Solo avendo il coraggio di uscire dalla presunta Comfort Zone, da quell’area di rassicurante routinaria quotidianità che spesso null’altro è che prigione, potrai purificarti dalle scorie di un passato sterile di successi, anche nel business, e renderti pronto e fertile per #TheNextBigThing: per un aiutare, un esser-utile agli altri, a partire dai tuoi amici, contatti, customers online, che renderà te stesso e i tuoi prodotti insostituibili, tanto che la gente farà la fila alla tua porta per comprarli. Questo ti consentirà di vendere: di aver successo negli affari, nel business, iniziando forse ora davvero a veder la luce in fondo al tunnel, dopo che ce la raccontiamo da due anni.

lost in life«Do you want to Sell? Help!». Per far questo però, per far nascere rami davvero nuovi, occorre dunque aver il coraggio di tagliare: ogni sterpaglia di rattoppi messi là all’ultimo e in fretta a problemi evidenziati da mesi – nella tua vita, nel tuo esser online come persona o brand, nel tuo social media marketing e Social CRM – che forse hai anche provato a risolvere, ma non come avresti dovuto. Pazienza. «Lasciare non significa fallire», ci ricorda Jason Zook su The Next Web in queste ore. «Tanti ripetono “Non arrenderti, va avanti! Non mollare”… In realtà forse», dice magistralmente, «è solo ora di dire basta. Mollare, cambiar pagina non significa fallire». Piuttosto è lo step necessario, spesso, per liberare tempo ed energie onde riprender il controllo: e far ciò che davvero vale, che ha valore per te e chi incontrerai sulla tua strada. Dando a Te, finalmente, il giusto valore – l’opportunità che cercavi.

Non temere di cambiare, di seguir la Tua Passione: solo se non la seguirai, fallirai. Ama ciò che sei e agisci di conseguenza. Ama ciò che fai, facendo però ciò che ami e che corrisponde al Cuore, al tuo cuore, alla tua identità. Ama il tuo lavoro – potremmo dire parafrasando chi, come Riccardo Maggiolo, ce lo ha ricordato proprio all’alba del nuovo anno – lavorando (però) su ciò che ami. Fa’ ciò che sei, insomma, perché sei e sarai ciò che farai.

#SocialCare motivazionale, oggi? No, non questo è né vuol essere. Nessun inno classico, ottimistico al Think Positive buono giusto a Capodanno. San Silvestro è passato, archiviato. Questo è semmai il poco permissivo resoconto che di ciò che la signora Befana ci ha portato in anteprima nella nostra speciale Calza e che mettiamo qui in condivisione con voi. Le liste passano, i compiti restano. Se dal nostro «Labirinto», dalla nostra «Babele», da certi «giochi a scacchi» non siamo ancora usciti o non del tutto, sarà il caso di cambiare marcia: e ingranar la quinta. Una marcia forse ignota, inusuale, che sorprende, spiazza, spaventa: ma che potrebbe rivelarsi di grande aiuto per trovare su ogni piano – personale, professionale, di business – quella vera innovazione, segreto del successo, di cui in troppi ultimamente si sono riempiti la bocca, ma che ancora a onor del vero latita.

Rachele Zinzocchi

Rachele Zinzocchi

Digital Strategy R&D Consultant, Public Speaker, Lecturer, Coach, Author. Honoured by LinkedIn as one of the Top 5 Italian Most Engaged and Influencer Marketers.
#SocialCare, «Utility & You-tility Devoted», Heart-Marketing and Help-Marketing passionate theorist and evangelist. One watchword – «Do you want to Sell? Help! ROI is Responsibility, Trust» – one Mission: Helping Companies and People Help and Be Useful To Succeed in Business and Life.
Writer and contributor to books and white-papers. Conference contributor and Professional Speaker, guest at events like SMX, eMetrics, ISBF, CMI, SMW. Business Coach and Trainer, I hold webinars, workshops, masterclasses and courses for companies and Academic Institutes, like Istituto Tagliacarne, Roma, TAG Innovation School, Buzzoole, YourBrandCamp, TrekkSoft. Lifelong learning and continuing vocational training are a must.

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