Digital Transformation

#DigitalTransformation, manca il know how: le 8 cose da sapere per affrontare il problema

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La trasformazione digitale delle aziende e delle organizzazioni è un elemento imprescindibile per la loro stessa sopravvivenza: tuttavia, come abbiamo ripetuto spesso ultimamente,  mancano le competenze necessarie per realizzare il dovuto ammodernamento, ma stavolta a confermarlo e a regalarci un’indagine strutturata è la rivista “Harvard Business Review”, appartenente all’omonima e prestigiosa Università.

Le aziende non hanno le conoscenze e il know how necessario per avere successo negli aspetti che riguardano il digitale nelle loro attività”: è questa la conclusione a cui giunge la ricerca, effettuata attraverso un sondaggio somministrato a 436 dirigenti d’azienda di medie e grandi dimensioni; un dato senza dubbio preoccupante per la “”, dato che, sempre secondo l’indagine, il digitale conta davvero se si guardano i risultati di business delle aziende più attente. Anche il recente report “Skills for ” realizzato da Sap conferma questa tendenza, sostenendo che solo il 17% delle aziende possiede dipendenti con le giuste .

Il dato più preoccupante però è che la mancanza di competenze non sembra essere davvero percepita: sempre secondo Harvard, le aziende leader di grandi dimensioni sono estremamente fiduciose nelle proprie capacità digitali, con il 69% di loro che è convinta di star compiendo un ottimo lavoro e di avere effettivamente l’adeguato know how; fortunatamente, le aziende intermedie, le “follower” del mercato, hanno qualche consapevolezza in più visto che “solo” il 19% ritiene di avere tutte le armi al posto giusto (mentre le aziende “laggard”, in coda, solo il 5%).

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Come conferma il grafico, secondo Harvard esiste una correlazione evidente tra l’essere leader di mercato e l’aver messo in piedi una strategia digitale strutturata: come si vede, i leader dominano completamente grazie al fatto che i CEO hanno capito l’importanza del digitale, i leader hanno costruito una vera visione di lungo periodo legata al digitale e hanno definito una strategia operativa: senza queste tre componenti si perde terreno e si finisce tra i follower o tra i laggard.

Le 8 azioni che devono compiere i CIO per incrementare le competenze

Secondo Harvard, la figura che deve occuparsi della formazione e dell’educazione al digitale all’interno delle organizzazioni è quella del CIO, il quale è teoricamente la persona più formata sui temi: dato che oltre l’80% degli intervistati si è rivelato essere un follower o un laggard, è possibile affermare senza problemi che c’è un forte spazio di manovra per la formazione; anzi, si può dire che senza di essa le aziende rischiano seriamente di rimanere al palo rispetto ai propri competitor con conseguenze che possono essere anche drammatiche

Cosa possono fare i CIO all’interno delle loro aziende per cercare di arginare il problema? Ecco gli otto punti suggeriti da Harvard:

  1. Creare un comitato consultivo digitale composto sia da esperti interni sia da consulenti esterni, allo scopo di dare supporto e consigliare il team che si occupa dei processi operativi;
  2. Imparare a creare strategie di lungo periodo, illustrarle e condividerle con gli altri dipendenti attraverso esempi concreti di aziende dello stesso settore che hanno già avviato e realizzato processi di digital transformation;
  3. Creare un sistema di “learnig-by-doing”, in modo tale che l’apprendimento sia davvero costante e avvenga durante il corso del lavoro, e non solo in apposite riunioni o sessioni di formazione;
  4. Incoraggiare un lessico tecnico ma condiviso in tutti i settori, al fine di aumentare la comprensione e migliorare la comunicazione in modo trasversale;
  5. Lavorare a stretto contatto con i partner anche e soprattutto in chiave di business digitale, rendendo possibile il confronto tra i CMO per poter identificare azioni, strategie e competenze da implementare che possano funzionare per le rispettive realtà;
  6. Lavorare insieme alle organizzazioni per la formazione e lo sviluppo per creare sessioni di apprendimento formali e informali;
  7. Intraprendere un sistema di coaching che tocchi trasversalmente tutta l’organizzazione e che tracci, grazie a dei KPI definiti, le prestazioni individuali dei manager per cogliere debolezze e errori;
  8. Identificare e portare all’interno dell’organizzazione esperti esterni, che riescano ad affrontare difficoltà e tendenze specifiche per i diversi rami del business.

In conclusione, comprendere le nuove funzionalità del digitale e le tecnologie non è più di competenza esclusiva delle organizzazioni IT: i leader di tutte le aziende e il top management devono conoscere e rimanere al passo con le tendenze digitali, le implicazioni che queste tendenze hanno per la loro attività e come sfruttare ne nuove tecnologie ai fini di business.

In questo contesto, quindi, i CIO hanno un compito importante da svolgere e gli imprenditori e i dirigenti hanno bisogno del loro aiuto per sviluppare know how. Inoltre, il ruolo dei vendor, in questo senso, diventa non solo quello di erogare soluzioni tecniche e tecnologiche ma anche di supportare al meglio il lavoro dei CIO diventando strumento di trasformazione concreta.

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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