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I limiti sulle self driving car che fanno tremare Google: la proposta della California

Google car

La marcia di avvicinamento a strade con veicoli che si autoguidano potrebbe non essere così spedita, almeno non in Usa: in nelle scorse ore la Department of Motor Vehicle ha proposto la regolamentazione del settore introducendo il vincolo della presenza di un volante e di un essere umano nell’abitacolo delle macchine che si guidano da sole. Questo affinchè la persona in questione possa prendere il comando in caso di malfunzionamenti o necessità.

E ancora, la proposta di legge, per ora si tratta di questo e di nulla di vincolante, prevede anche che ai produttori di vetture che si autoguidano venga concesso un permesso di distribuzione di tre anni, nel corso del quale possono affittare auto ai clienti ma non venderle. Prima di distribuire tali autovetture al pubblico, i produttori avranno dovuto verificare attentamente tutti gli aspeti di sicurezza e aver sottoposto a test i prodotti di terze parti. I produttori dovranno anche registrare i dati di guida delle vetture che affittano al pubblico, così come informare il Dipartimento se si raccolgono informazioni che vanno al di là di ciò che è necessario per il funzionamento della macchina stessa.

La California è il mercato automobilistico più grande in America, fa notare Mashable, con ben 11 compagnie che stanno testando macchine che si guidano da sole sulle sue strade, da a Volkswagen, da Mercedes Benz a BMW e Honda. Il che induce a pensare che una regolamentazione su tale territorio potrebbe effettivamente fare da modello e da apripista per la legislazione di altri Stati, Usa e non.

Una mezza doccia fredda per Google, chiaramente chiamata in causa essendo portatore della sperimentazione più avanzata di self driving car con le Google Car. Ma soprattutto perchè mentre molte delle macchine che si guidano da sole oggi in fase di test sono solo “modificate” ma restano le stesse che conosciamo, Google opera su una flotta di suoi prototipi che non ha nè sterzo nè pedali. Se la legge passasse così come è, Google non potrebbe rilasciare le macchine al pubblico mentre la concorrenza si.

E’ ancora presto per sapere se la proposta si tradurrà in legge ma il colosso di Mountain View ha subito espresso disappunto per la proposta californiana: “Nello sviluppo di veicoli che possono portare chiunque con la semplice pressione di un pulsante, noi speriamo di trasformare la mobilità di milioni di persone, sia riducendo del 94% gli incidenti causati da errore umano na anche avvicinando alle loro destinazioni di tutti i giorni, coloro che potrebbero altrimenti essere esclusi dal muoversi per la loro incapacità di guidare una macchina. La sicurezza è la nostra massima priorità e la  motivazione primaria per quello che facciamo. Siamo gravemente delusi dal fatto che la California stia già mettendo un limite sull’aiuto le auto che si autoguidano potrebbero dare a chi vive qui.”

La reazione di Google sarebbe ancora più comprensibile se si rivelasse vera l’indiscrezione riportata da Bloomberg secondo cui preso il team che lavora sul progetto sulle self driving car, già nel 2016, potrebbe diventare autonoma e dover essere economicamente sostenibile e indipendente, ovvero sarà chiamata a generare profitti.

 

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