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Droni: in Usa scatta la registrazione obbligatoria e arriva la “targa”

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La , Federal Aviation Administration americana, ha annunciato che i proprietari di senza pilota di peso compreso tra 0,23 a 25 chili, con carichi utili quali fotocamere a bordo, devono registrare i loro dispositivi e pagare una tassa di 5 dollari. I proprietari possono registrarsi tramite il sito web all’indirizzo www..gov/uas/registration. Per iscriversi, è necessario fornire il proprio nome, indirizzo di casa e l’indirizzo e-mail. È necessario avere almeno 13 anni per registrarti. E se si agisce in fretta, la rinuncerà la tassa per i primi 30 giorni.

Chi si registrerà riceverà un certificato di registro per il velivolo che funge da documento di proprietà con un numero di identificazione unico per il proprietario, che dovrà essere segnato sul velivolo. L’iscrizione è valida per tre anni e lo stesso numero di identificazione potrà essere utilizzato su tutti i modelli di droni.

La norma arriva, da un punto di vista stagionale, nel momento più adatto. La FAA prevede che i droni andranno a ruba nella stagione delle feste: secondo alcune stime nella sola America ci si aspetta che il mercato dei droni  arrivi ai 105 milioni di dollari di fatturato nel 2015, in aumento del 52% rispetto al 2014. Tra le 700.000 unità che si prevede saranno vendute, quasi 400.000 unità saranno comprate proprio durante la stagione festiva in corso.

Per  il capo della FAA Michael Huerta l’iscrizione “ci dà l’opportunità di educare i nuovi utenti dello spazio aereo prima che si impgnino col volo, in modo che conoscano le regole dello spazio aereo e capiscano che sono responsabili nei confronti delle altre persone.” Dello stesso avviso il Segretario americano ai Trasporti Anthony Foxx: “la registrazione ci offre l’opportunità di lavorare con i piloti e i loro droni in modo sicuro. Sono entusiasta di accogliere questi nuovi attori, all’insegna della cultura della sicurezza e della responsabilità.”

E se l’autostrada dei droni immaginata da Amazon e Google per le consegne non è ancora realtà, a testimonianza di un business in ascesa c’è la nascita del primo aeroporto ad hoc. Sorge nel piccolo centro di Boulder City, in Nevada, si chiama Aerodrome, ed è una struttura pensata per l’istruzione degli operatori, la manutenzione dei velivoli, ma anche per scopi ricreativi e gare. L’impianto può essere usato da militari, ma anche da giornalisti o professionisti di diversi settori in cui i droni possono essere impiegati, come quello agricolo. Una parte dell’impianto è già operativa, riporta il sito Fast Company, mentre la struttura sarà completata entro il 2018: è uno dei 6 siti test approvati dalla Faa, ma non è l’unico al mondo.

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