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Windows 10 o Ubuntu?

punto interrogativo

Il confronto tra sistemi operativi proprietari e open source iniziato con una panoramica generale continua con il confronto tra il software di casa Redmond rilasciato quest’estate, Windows 10, con la più conosciuta distribuzione del mondo a codice aperto .
Partiamo dal presupposto che siamo già in possesso di un PC con un qualche sistema operativo installato e desideriamo installarne uno nuovo.

Installazione Windows
punto interrogativoSe possediamo un PC con Windows 7, 8 o 8.1 probabilmente ci verrà proposto di aggiornare gratuitamente il sistema operativo alla versione 10 (naturalmente se siamo in possesso di una copia originale). L’aggiornamento è disponibile solo verso la stessa versione di licenza, ad esempio se possediamo una versione Home, sarà possibile aggiornare solo ad un’altra versione Home. In tutti gli altri casi sarà richiesto l’acquisto di una licenza.

Naturalmente Microsoft ha predisposto un’installazione automatizzata che semplifica il passaggio di versione. Installazione che può subire delle variazioni di durata a seconda se vengono accettate le configurazioni predefinite o se invece si vuole procedere passo passo nella scelta delle opzioni che più ci aggradano.

Qualora invece non abbiamo uno dei sistemi operativi citati sopra, sarà comunque possibile scaricare e acquistare una versione di Windows 10, avendo comunque a disposizione una serie di tool che permettono di trasferire la copia acquistata su una chiavetta USB o un DVD e procedere quindi all’installazione.
Dettaglio comunque da non sottovalutare sono i requisiti minimi del nostro computer da verificare prima di procedere all’acquisto della licenza.

Installazione Ubuntu
Nel caso di Ubuntu si dovrà procedere al download gratuito presso il sito di riferimento, avendo la possibilità di scegliere se utilizzare la versione a 32 bit o a 64 bit. Inoltre se abbiamo necessità di usare un sistema operativo stabile e con un supporto di assistenza sicuro, avremmo la possibilità di eseguire il download della versione LTS (Long Time Support).

Terminato lo scaricamento avremmo anche in questo caso una copia che andrà riversata o su una chiavetta USB o su un DVD. Una delle peculiarità di Ubuntu e di tutte le distribuzioni GNU/Linux è quella di poter provare il sistema operativo prima di installarlo definitivamente.

Una volta partita la procedura ci verrà chiesto se desideriamo avviare Ubuntu in modalità live oppure procedere all’installazione. Nel primo caso viene eseguita una copia del sistema operativo senza che venga minimamente toccato l’hard disk.

Questa procedura è utilissima per vedere se l’hardware del nostro pc viene supportato correttamente dalla distribuzione di casa Canonical e successivamente senza dover riavviare il pc sarà possibile procedere alla vera installazione.

La prima cosa importante di cui sincerarsi è avere una copia di backup degli eventuali file presenti sul pc.
Ulteriore dettaglio da prendere in considerazione e che il sistema Ubuntu permette di fare è quello di scegliere se mantenere comunque il sistema Windows installato, avendo poi la possibilità di scegliere quale software operativo far partire all’accensione del pc oppure mantenerne uno solo.

Anche nel caso di Ubuntu l’utente sarà seguito passo passo nell’installazione.

Il desktop a confronto
Terminata l’installazione o l’aggiornamento ci troveremo difronte al nuovo desktop di Microsoft Windows 10 che, rispetto alle precedenti versioni, recupera la barra Start con l’aggiunta di un’area di accesso rapido e dedicata alle App. Sostanzialmente è stata abbandonata l’interfaccia introdotta nella versione 8 e già rimaneggiata in parte nella 8.1, per tornare ad una simile alle versioni fino alla 7, chiaramente con qualche rimaneggiamento per non perdere totalmente quanto fatto nella versione 8.

In Ubuntu troveremo un desktop con presente una barra laterale sul lato sinistro dello schermo con già presenti delle applicazioni predefinite, che si possono rimuovere o integrare con altre, il tutto molto semplicemente tramite delle funzioni di accesso rapido con il tasto destro del mouse.

Oltre a questa, è presente una barra nel lato superiore dello schermo con l’orologio e le icone di notifica.

Gestire file e cartelle
La gestione dei file è da un lato simile in quanto sia in Windows che in Ubuntu è presente un gestore di navigazione che permette di accedere a tutti i file del proprio PC.
In entrambi i sistemi ogni utente configurato ha la propria cartella e delle sottocartelle predefinite per contenere in maniera organizzata i propri file. In Ubuntu, come nel conosciutissimo sistema proprietario, la gestione avviene semplicemente per copia e incolla o per trascinamento.

Una differenza è nella struttura del file system dei due software, ma sicuramente all’utente meno smaliziato poco importa. Nelle cartelle di sistema di Ubuntu è resa impossibile la scrittura se non si usa la password di amministrazione, questo per ovvie ragioni di sicurezza.

Navigare in internet
Chi su Windows usa già browser come Firefox o Chrome non avrà nessuna difficoltà perché gli stessi software open source sono presenti anche in Ubuntu. Naturalmente non sarà presente il vecchio Internet Explorer, mandato in pensione nelle nuove versioni del sistema di casa Microsoft, o il nuovissimo Edge di Windows 10,

Ascoltare musica e guardare video o film
Pure qui le differenze sono pochissime, nel senso che ambedue i sistemi sono dotati di software per l’ascolto della musica o per guardare qualche film in DVD.

Ubuntu permette semplicemente di installare tutti quei pacchetti che permettono l’ascolto di file audio o video. Nella fase d’installazione è possibile scegliere se installare o meno questi plugin, essendo questi rilasciati spesso con licenze non libere e quindi in contrasto con la filosofia del software libero. Naturalmente è possibile aggiungerli anche in una seconda fase semplicemente attraverso il gestore di sistema.

Aggiornamenti sì, aggiornamenti no
Upgrade
Entrambi i sistemi operativi offrono un supporto che garantisce la possibilità di aggiornare il sistema operativo con eventuali correzioni di bug. Il comportamento però è diverso nella scelta.
In Windows 10, ma anche nella versione 8, è possibile decidere se attivare il servizio di aggiornamento, ma non è possibile scegliere quali di questi aggiornamenti applicare, cosa per altro possibile nelle vecchie versioni.

In Ubuntu, invece, è possibile scegliere se attivare il sistema di aggiornamenti e quali applicare, il tutto in estrema trasparenza. Sarà possibile scegliere se installare solo patch di sicurezza o abilitare anche gli aggiornamenti di versione dei vari software installati.

Inoltre il sistema operativo Canonical offre come detto delle versioni della propria distribuzione denominate LTS, Long Time Service. Queste versioni vengono rilasciate ogni 2 anni con un supporto di aggiornamenti per 4 anni. Tutto questo per offrire ai propri clienti professionali delle versioni affidabili e garantite. Tutte le altre versioni invece vengono rilasciate ogni 6 mesi con un supporto di 18 mesi e queste sono più destinate ad un uso personale.

Installare nuovi programmi
Una delle caratteristiche che spesso veniva presa come esempio di difficoltà di utilizzo dei sistemi GNU/Linux era quella di configurare ed installare nuovi software. Tutto questo non è più vero da diversi anni.

Se in Windows “basta” un doppio clic sull’eseguibile del software da installare, in Ubuntu abbiamo a disposizione una utility che permette di selezionare tra migliaia di software quello che più interessa e installarlo semplicemente con un clic e inserendo la password di amministrazione. Tutti questi software sono già stati pacchettizzati per la versione di Ubuntu installata in modo da evitare incompatibilità e portare al crash il sistema.

Conclusioni
Messi a confronto sotto il lato desktop i due sistemi hanno molti punti in comune, nel senso che in entrambi è possibile svolgere le classiche operazioni quotidiane, sia per lavoro che per svago.
Tuttavia sotto il profilo della personalizzazione e della trasparenza il sistema Ubuntu la fa da padrone, mettendo a disposizione dell’utente un’ampia gamma di strumenti che permettono la configurazione di tutto il sistema. Chiaramente questo comporta che l’utente debba sapere dove cercare le funzioni e sappia utilizzare i vari software, ma anche qui la documentazione è molto vasta.

 

 

 

 

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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