Market & Business

Gartner: la stampa 3D sarà fattore “disruptive” per healthcare e manifacturing

Stampa 3d

lo aveva già annunciato nei mesi scorsi: le spedizioni globali di stampanti 3D raggiungeranno quota 496 mila unità nel 2016, con una crescita del 103% rispetto alle previsioni del 2015 che si fermavano a quota 244 mila. Dati che dimostrano come il 3D printing diventerà sempre di più largo consumo. Ma ci sono almeno due comparti in cui tale tecnica e già, e sarà sempre di più, strategica per le aziende di settore. Si tratta dell’ampio mondo dell’assistenza sanitaria e della salute e quello del .

E’ sempre Gartner a tracciare gli scenari, a partire dai dati, che le industry coinvolte non potranno più fare a meno di considerare guardando al futuro delle tecnologie: la medicina è forse uno dei settori che cambierà maggiormente nel tempo sia quando si parla di cure di malattie, grazie ad esempio all’impiego massiccio di big data per elaborare modelli predittivi, sia quando si parla di protesi e device che saranno fisicamente a supporto o direttamente a supporto, del sistema muscolo-scheletrico. Ma anche nel manufacturing l’impiego non sarà poi così marginale.

Gartner, nel suo Predicts 2016: 3D Printing Disrupts Healthcare and Manufacturing , ha identificato i 5 assiomi da considerare per elaborare strategie a supporto.

  1. Entro il 2019, il 10% della popolazione che risiede nel mondo sviluppato vivrà con addosso, o direttamente nel corpo, oggetti prodotti con stampanti 3D. Può sembrare un’affermazione forte ma Gartner spiega che le categorie per cui si prevede il top della crescita saranno giocattoli indossabili personalizzati, gioielli e oggetti di moda ma anche cosmetici/prodotti di bellezza, prodotti alimentari di consumo, e, naturalmente, device medici. Impianti come ossa e tessuti stampati in 3D saranno certamente più lenti ad essere adottati poichè necessitano di test e di approvazioni regolamentari più rigorose, ma saranno comunque realtà. Così come l’aumento di uso della nel settore dei dispositivi medici (compresi quelli per la produzione di device per l’udito e protesi dentarie) che ne guideranno l’adozione ovunque, nei paesi sviluppati e non.
  2. Entro il 2019, la stampa 3D sarà uno strumento fondamentale per oltre il 35% delle procedure chirurgiche che richiedono dispositivi protesici e implantari (compresi organi sintetici) posti all’interno e “intorno” al corpo umano. Lo sarà ancor più in futuro perchè già oggi è cosi: la stampa 3D sta già avendo un impatto positivo sulla personalizzazione di protesi ed impianti da usare nelle procedure chirurgiche e dentali e diventerà ancora più importante nella “costruzione” di organi interni per i trapianti e di tessuti. Modellazione e stampa 3D vengono usati anche per visualizzare meglio organi complessi in fase di pre intervento chirurgico, ad esempio cervello o cuore,  per conoscere in anticipo rischi e strutture interne dei singoli pazienti. L’evoluzione della tecnologia 3D, in termini di flessibilità della testina di stampa, e più importante, nei materiali (in particolare nuove leghe e ibridi biosintetici), aumenterà ulteriormente la crescita in questo segmento.
  3. Entro il 2019, l’innovazione tecnologica e dei materiali si tradurrà nel 10% dei farmaci contraffatti prodotti con le stampanti 3D. E’ il risvolto meno positivo di questa innovazione: permetteà a fslsari e criminali di produrre materiale contraffatto in attesa che vengano stabiliti e portati avanti controlli e procedure anticontraffazione. Le case farmaceutiche, spiega Gartner, sono a loro volta attive sulla stampa di medicinalli 3D: Aprecia Pharmaceuticals ha annunciato lo scorso agosto che la Food and Drug Administration americana ha approvato il suo farmaco Spritam per il trattamento di epilessia, che Aprecia sostiene sia il primo farmaco stampato in 3D approvato dalla FDA.
  4. Entro il 2019, il 10% di tutte le aziende manifatturiere starà utilizzando stampanti 3D per la produzione di parti di prodotti o servizi. Gartner chiarisce che ci sono più di 52.000 aziende in Nord America, Europa e alcuni altri paesi individuali che sono stati classificati come produttori con oltre 100 dipendenti a partire dal 2011. “Dal che possiamo ragionevolmente supporre che ci siano oltre 100.000 produttori con più di 100 dipendenti in tutto il mondo. La maggior parte di queste imprese avranno la più alta probabilità di usare processi di assemblaggio che beneficiano di stampa 3D.”
  5. Entro il 2019, il 10% dei pezzi di ricambio fuori produzione per auto, camion, biciclette e moto, oltre a veicoli militari e droni, sarà in stampato con tecnologia 3D. Una buona notizia sia per appassionati e collezionisti ma anche per i paesi in via di sviluppo per cui la stampa 3D diventerà lo strumento principale con cui produrre anche pezzi di ricambio per veicoli circolanti, per manternerli in servizio invece che affrontare spese ulteriori per sostituzioni. Purtroppo, osserva Gartner, anche molte parti che non dovrebbero essere fatte usando la stampa 3D, quali parti del freno, sospensioni, cinture e persino le gomme, saranno creati in ogni caso in stampa 3D  “spesso con risultati disastrosi.”

 

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This