Diritto al digitale

Un piano europeo per l’Internet of Things è in arrivo!

IOT

Un piano per l’Internet of Things sarà adottato dalla Commissione europea entro la metà del 2016, ma l’Italia si sta già muovendo per non perdere il treno dell’.

Il piano della Commissione europea sull’IoT

Thibaut Kleiner, il capo dell’unità per le network technologies al European Commission Directorate General for Communications Networks, Content & Technology (DG Connect), ha dichiarato che la Commissione europea interverrà sulle problematiche legali dell’IoT nella prima metà del 2016. A tal fine sta considerando se adottare un separato corpo di norme o se sarà sufficiente integrare gli attuali piani normativi già programmati come la strategia sul Digital Single Market strategy (DSM).

Kleiner ha riconosciuto che mentre sussiste una strategia europea sul cloud, sull’utilizzo dei dati e sul DSM, è stata prestata poca attenzione all’Internet of Things e la Commissione europea si consulterà con i player dell’industria per pianificare i prossimi step.

Le aree che saranno revisionate dalla Commissione europea al fine di definire una normativa per l’IoT saranno:

  1. Libero flusso dei dati – i cosiddetti “open data” sono essenziali specialmente per le smart city. E infatti ad esempio mi è capitato di essere stato incaricato in passato di redigere la normativa sugli open data di un Paese che vuole creare le città più smart al mondo?
  2. Standardizzazione – interoperabilità è la “parola magica” per l’IoT e ci sono argomentazioni legali secondo cui potrebbe essere raggiunta anche senza la collaborazione delle parti coinvolte, quale obbligo già previsto dall’attuale normativa sul diritto d’autore. Tuttavia, il problema è se detta interoperabilità dovrà essere guidata dal mercato o dai regolatori.
  3. Privacy – l’attuale normativa sul trattamento, soprattutto alla luce della posizione assunta dai Garanti europei sulla sua applicazione all’Internet of Things, potrebbe rappresentare un ostacolo alla crescita dell’IoT. È necessario rendere la normativa privacy più flessibile per garantire la privacy degli utenti secondo modalità che non pregiudichino le potenzialità e i benefici dell’Internet of Things.
  4. Telecomunicazioni – c’è stato un approccio innovativo da parte di alcune autorità delle comunicazioni europee compresa la stessa AgCom nella propria relazione a conclusione della sua consultazione sull’Internet of Things. Tuttavia, la normativa sulle telecomunicazioni potrebbe essere eccessiva e ingiustificata in alcuni casi per le tecnologie IoT.
  5. Autenticazione degli oggetti – la biometria può essere utilizzata come uno strumento di autenticazione, ma ci sono altre soluzioni che devono essere supportate.

L’Internet of Things ha bisogno della privacy by design

Ho già discusso in precedenza di quanto sia importante l’adozione di misure di privacy by design. Queste misure rappresentano a mio giudizio lo strumento più efficace per proteggere le società che sfruttano le tecnologie IoT da possibili rischi e responsabilità. E ciò è vero soprattuto nell’attuale contesto in cui c’è una notevole incertezza circa gli obblighi regolatori applicabili.

Secondo Kleiner, la Commissione europea emetterà delle linee guida su come conformarsi alla normativa europea nell’applicazione di un approccio di privacy by design. Ma questo potrà accadere solo dopo l’adozione del nuovo regolamento comunitario europeo sul trattamento dei dati personali che potrebbe essere avvenire entro la fine dell’anno.

In ogni caso l’adozione di soluzioni di privacy by design rappresenta già al momento un “must have” per chi investe e chi utilizza tecnologie IoT.

E in Italia?

Il Ministero dello Sviluppo Economico sta per pubblicare un piano per l’Industria 4.0 che è proprio l’Internet of Things. Il piano prevederà una serie di misure volte a favorire la crescita dell’IoT in Italia. Tuttavia, sulla base di una revisione dell’attuale bozza, alcuni dei principi menzionati sono troppo generici e non indicano come si prevede di raggiungere gli obiettivi prefissati. E il contributo di associazioni come IoTItaly sarà essenziale in questa fase dove dai principi pratici si dovrà passare alla loro attuazione concreta nel più breve tempo possibile.

Giulio Coraggio

Giulio Coraggio

Avvocato in Italia ed Inghilterra specializzato in diritto delle nuove tecnologie, privacy, giochi e diritto commerciale, lavora nel dipartimento di Proprietà Intellettuale e Tecnologie dello studio legale internazionale DLA Piper. Riconosciuto da alcune delle più importanti directory legali internazionali è spesso relatore a conferenze e webinar sulle nuove tecnologie e i giochi. Ha il grande privilegio di lavorare nel settore delle tecnologie che sono la sua passione (insieme al Napoli…) e trasmette questa passione ai propri clienti immedesimandosi nel loro business.

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